l’inbound marketing ci permette di attrarre nuovi clienti e richiamare quelli che si sono allontanati. Ma praticarlo con efficacia richiede qualche attenzione.
L’inbound marketing è, in estrema sintesi la pratica di far trovare la nostra azienda alle persone interessate al nostro mercato, per poi trasformarle progressivamente in clienti. Questo avviene sia attraverso la produzione di contenuti e informazioni di qualità, sia attraverso la loro diffusione e promozione.
Inbound Marketing: dal content marketing alla strategia
Se in qualche modo abbiamo l’impressione che inbound marketing e content marketing siano in qualche modo sinonimi è perché in realtà il primo indica, in qualche modo, una strategia più ampia per massimizzare l’efficacia del secondo.
Il ragionamento alla base è lo stesso della maggior parte delle strategie di marketing nate nell’era di Internet: invece di limitarsi a raggiungere le persone con un messaggio promozionale, le si raggiunge con una varietà di contenuti, informazioni e messaggi che hanno lo scopo di avvicinare le persone alla nostra azienda, prima facendogliela conoscere e poi coinvolgendole fino a farle diventare clienti.

Sicuramente si tratta di un procedimento più lungo e articolato rispetto all’outbound marketing, che in qualche modo si assimila alla pubblicità tradizionale, ma spesso porta a risultati più consistenti e duraturi.
Sviluppare e potenziare l’inbound marketing
Come abbiamo accennato, i contenuti sono una parte importante della strategia, ma non l’unica. Come vedremo fra poco, possiamo schematizzare la nostra attività in tre fasi: una di preparazione, una di realizzazione e distribuzione e una di follow-up che ci permetteranno di ottenere il massimo dai contenuti di qualità che la nostra azienda produce.
Fase di preparazione
Ogni buona strategia ha una componente di pianificazione, altrimenti non sarebbe tale. In questo caso, per non fare si che la nostra attività di content marketing si perda nell’oceano dell’offerta, ci sono almeno tre passaggi fondamentali.
Il primo è quello di assicurarsi che il nostro sito sia semplice e intuitivo da navigare e soprattutto che disponga di tutto quello che serve per incontrare il gradimento degli utenti e convincerli a rimanere. Per esempio, le pagine su cui arriveranno le persone, offrono la possibilità di sapere rapidamente chi siamo e cosa facciamo? Quanti passaggi bisogna fare prima di vedere i prodotti e servizi che offriamo? Insomma, prepariamoci per accogliere le persone al meglio.
Ora è il momento di creare l’ossatura vera e propria della strategia, definendo gli obiettivi e creando dei flussi di lavoro che ci aiutino a raggiungerli. Insomma, come per ogni altra attività, non lasciamo nulla al caso.
Sempre nella fase di preparazione è fondamentale anche identificare il nostro target nel dettaglio. L’ideale sarebbe arrivare a costruire un set di buyer persona tipiche per il nostro prodotto e servizio, anche attraverso strumenti di profilazione come quelli offerti dai social media oppure sondaggi e interviste. In questo modo sarà più semplice identificare, e soddisfare, il nostro pubblico.

Realizzazione e distribuzione
Una volta che abbiamo un progetto e gli obiettivi, è il momento di passare alla realizzazione dei contenuti. In questo naturalmente la creazione dei contenuti riveste un ruolo fondamentale, ma in questo articolo ci soffermiamo soprattutto sulla distribuzione. Lo scopo sarà quello di dare a quello che creiamo tutte le opportunità possibile di essere visto, letto, apprezzato. Qui, possiamo usare tutto l’arsenale a nostra disposizione, dalla SEO alle sponsorizzazioni. Passando ovviamente per tutti i canali di cui la nostra aziende dispone: liste di clienti e fornitori, post sui social media, contatti con la stampa. Ma anche, quando è possibile, eventi e occasioni di incontro. Senza dimenticare naturalmente di dare a tutto quello che facciamo visibilità sul sito aziendale.
Follow-up
Una volta che abbiamo raggiunto il pubblico, è fondamentale coinvolgere le persone che in qualche modo hanno manifestato interesse per i nostri prodotti e servizi. Uno dei primi passi da fare è quello di predisporre una serie di contatti successivi. Il punto di partenza più semplice è l’email marketing. Se fatto seguendo le buone pratiche è ancora uno degli strumenti più remunerativi nella trasformazione dei lead in prospect. Anche perché, dando per scontato che ci si riferisca a nuovi contatti, altre strategie come una chiamata diretta possono risultare troppo invasive. Poi ci sono altri due aspetti da considerare, cioè la necessità di allineare i reparti commerciali con le iniziative di marketing come questa. Ricordiamo che lo scopo del lavoro di comunicazione è quello di aumentare le opportunità commerciali, quindi è necessario che tutto il lavoro sia condiviso. Infine ricordiamo di raccogliere feedback e ritorni su quanto accade. Per questo possiamo usare sia strumenti generici come i commenti sui social media, sia tool specifici come sondaggi e questionari.
Costruire un metodo
Quello che emerge da questi suggerimenti è sostanzialmente un’osservazione tutto sommato semplice: il modo migliore per rendere profittevole il nostro inbobund marketing è quello di uscire dalla logica della semplice comunicazione, per creare un vero e proprio flusso di lavoro che permetta, con il tempo, di tracciare il nostro lavoro e migliorarlo, sia attraverso i ritorni interni sia attraverso quelli di clienti, fornitori e in generale le persone che entreranno in contatto con i nostri contenuti.