Presenza Digitale
Web marketing per le PMI: come ottimizzare sforzi e risultati

Fare Web marketing nella PMI, dove le risorse vanno gestite con attenzione, è possibile senza rinunciare ai risultati

Il Web marketing è, per molte aziende, il primo passo verso un modo diverso di comunicare: non serve nemmeno “perdersi” troppo in dati e statistiche per avallare questa teoria, perché l’importanza che il Web riveste nella società di oggi è sotto gli occhi di tutti. Così come è piuttosto evidente che le aziende, anche le piccole e medie imprese, hanno la necessità di costruire un proprio spazio all’interno della Rete, che permetta loro di sfruttare il web marketing a loro vantaggio.

Web marketing per la PMI: missione possibile

Il primo scoglio che ci troviamo ad affrontare nel costruire una strategia di Internet Marketing per la nostra PMI è l’offerta: la maggior parte delle soluzioni esistenti infatti, a una prima occhiata, sembrano pensate per le enterprise, o al contrario per le realtà estremamente piccole, al limite del fai da te. Tuttavia possiamo tranquillizzarci: all’interno di questi due estremi è comunque possibile creare strategie di web marketing per le PMI efficaci. 

evitare attese telefoniche

Il punto fondamentale è molto semplice: dobbiamo utilizzare anche per il web marketing criteri analoghi a quelli che usiamo per la normale gestione dell’azienda, a cominciare dal budget. Avendo un’idea delle risorse che possiamo stanziare sarà molto più semplice decidere, con il supporto di consulenti e specialisti, la strada migliore da percorrere, dove investire e dove eventualmente smussare gli angoli. Una volta deciso questo primo tassello, possiamo muoverci per creare una strategia di web marketing per PMI efficace.

Strategie di Internet marketing per le PMI che funzionano

Riportiamo di seguito alcune delle principali idee di web marketing per le piccole e medie imprese che ci danno le migliori opportunità. Prima di iniziare però una doverosa premessa: non è necessario che facciamo tutto quello che è previsto in questa lista, anzi. I risultati migliori, solitamente, si ottengono concentrandosi su un numero limitato di iniziative, in modo da non disperdere le forze. La scelta di quali portare avanti dipende da moltissimi fattori fra cui anche la propensione della nostra azienda, la disponibilità di risorse interne e il tipo di prodotto. Ancora una volta, farsi aiutare da specialisti come quelli di Competition può aiutare a scegliere quali strategie mettere in campo.

Prima di tutto, le basi

Prima di avviare una strategia di web marketing per la nostra impresa dobbiamo assicurarci che la nostra azienda disponga di alcuni strumenti. Ai minimi termini quello che ci serve è:

  • Un sito Internet o una pagina web (del tipo www.lamiaazienda.it);
  • La possibilità di inviare e ricevere posta elettronica;
  • Uno o più pagine sui social media;
  • Se decidiamo di presidiare i social media “mobili” come Instagram un cellulare aziendale;

Con questa dotazione minima, abbiamo l’essenziale per mettere a frutto una strategia di web marketing.

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Facciamoci trovare

Fra tutte le strategie di digital marketing per le PMI questa è probabilmente la più semplice. Vale soprattutto per le realtà con una forte connotazione territoriale, ma il primo passo è proprio quello di comparire correttamente nelle ricerche locali dei vari motori di ricerca, in particolare da dispositivi mobili. Per esempio, dovremmo assicurarci che una persona che cerca Mobilifici a Monza trovi la nostra attività fra quelle presenti in Google Maps (che costituisce la “base” per molte delle ricerche locali).
Per esempio, per farlo su Google è sufficiente usare Google My Business, ma anche siti come Facebook e Bing hanno strumenti simili. 

Produciamo contenuti condivisibili

Quando si parla di digital marketing c’è la convinzione, non sempre corretta, che sia necessario produrre grandi quantità di materiali. In realtà oggi è soprattutto necessario investire sulla qualità di quello che facciamo. Creare contenuti condivisibili significa creare informazioni pertinenti e interessanti che riguardano il ramo di attività della nostra azienda. Qui possiamo mettere in pratica diverse strategie. Se abbiamo casi studio da mostrare, sono sicuramente un valore aggiunto. Ma in alternativa possiamo fare leva sull’emotività o sullo storytelling per rendere unico agli occhi dei lettori quello che facciamo, con l’obiettivo di renderlo così interessante da fare in modo che lo condividano e ci aiutino a far circolare il nostro brand.

Avviamo un blog

Una tecnica tutto sommato economica dal punto di vista dei costi, ma che richiede un impegno costante è quello di creare un blog aziendale. Possiamo usarlo sia per condividere i contenuti di cui sopra, oppure per raccontare la nostra azienda sotto diversi profili. Se messo in pratica con una certa continuità, un blog aziendale può avere molti vantaggi, fra cui per esempio quello di migliorare il posizionamento SEO in modo naturale (spesso, per le PMI non è indispensabile una strategia raffinata, visto che la competizione è relativamente ridotta). Ma avere un blog ci permette anche di migliorare le relazioni con i clienti e rendere la nostra competenza nel settore riconosciuta e riconoscibile. 

Promuoviamoci sulla stampa online di settore

Un modo rapido per ottenere visibilità online è quello di essere menzionati sulla stampa di settore, possibilmente coinvolgendo anche i canali social delle riviste e dei blog che abbiamo coinvolto. In questo modo faremo circolare il nostro brand in modo rapido ed efficace ma soprattutto aumenteremo la portata dei nostri canali digitali

Non dimentichiamoci i social media

Fra tutti gli strumenti di web marketing per le PMI probabilmente i social media sono quello più accessibile, anche per una oggettiva semplicità di gestione, almeno per quanto riguarda le attività di base. Tuttavia oggi “avere una pagina” non è quasi mai sufficiente. Ecco quindi alcuni consigli per massimizzare il vantaggi di questo settore trasformandolo davvero in uno strumento di Internet Marketing.

Conquistiamo il pubblico

Uno dei problemi principali delle pagine aziendali è che le interazioni scarseggiano. Ma se mettiamo in pratica una buona strategia di contenuto e non perdiamo le occasioni per interagire, allora la nostra pagina acquisterà nuova linfa. Rispondiamo sempre ai commenti fatti e, se il social che abbiamo scelto lo permette, partecipiamo alle discussioni che interessano il nostro settore come pagina, in modo da aumentare la visibilità.

Rispondiamo sempre alle recensioni

Che siano positive o negative, diamo sempre seguito a quello che le persone dicono di noi. Può essere sia un modo intelligente per ringraziare chi ci fa complimenti, sia un modo semplice per disinnescare eventuali critiche.

Creiamo una community

L’esempio più semplice è quello dei gruppi su Facebook, ma Internet ha moltissime opportunità per aggregare i nostri clienti, o meglio ancora gli interessati di un determinato settore. Costruire una buona community renderà la nostra azienda protagonista.

User experience digital marketing 2
Come scrivere un caso studio che coinvolga il pubblico

Sapere come scrivere un caso studio nel modo migliore è indispensabile per raccontare il successo della nostra attività

Raccontare i successi o i lavori più interessanti della nostra azienda è senza dubbio il modo migliore per promuoverla e per mostrare ai potenziali clienti quello che siamo in grado di fare. Ma se non abbiamo idea di come scrivere un caso studio in grado di convincere e coinvolgere, le cose possono farsi difficili. 

In questo articolo vedremo come presentare un caso studio in modo interessante e coinvolgente, con alcuni trucchi del mestiere che ci permettono di crearne ogni giorno per i nostri clienti e aiutarli ad aumentare le nostre conversioni. 

Cosa sono i casi studio e perché sono importanti

piano media

Se abbiamo letto qualche caso studio probabilmente abbiamo già un’idea di come funzionano. I casi studio, o Case Study sono esempi di soluzioni applicate nel mondo reale, spesso raccontati anche con la testimonianza diretta del cliente.

Insomma, un buon caso studio dovrebbe raccontare come la nostra azienda ha aiutato il cliente a trovare una soluzione a un problema o a una necessità specifica, e come questa collaborazione ha portato al successo. 

Per impostare un case study nel modo migliore ci sono due aspetti che dobbiamo considerare: i dati e la narrazione. I due elementi dovrebbero essere opportunamente bilanciati per creare una vera e propria storia di successo.

Un caso studio basato esclusivamente sui dati infatti può diventare troppo simile a un semplice report, d’altro canto uno esclusivamente basato sulla narrazione rischia di trasmettere la soddisfazione del cliente ma non i risultati oggettivi ottenuti.

Con il giusto mix fra i due aspetti avremo a disposizione uno strumento eccezionale, che ci aiuterà sia a coinvolgere potenziali clienti che hanno un problema simile sia a mostrare la nostra capacità di arrivare a risultati concreti

Come scrivere un caso studio coinvolgente

Come abbiamo accennato, un caso studio dovrebbe in qualche modo raccontare una storia. Non serve arrivare agli estremi dello storytelling puro, ma è indispensabile che siano chiari il punto di partenza, il punto di arrivo e i passaggi fondamentali del percorso, comprese le problematiche affrontate e le soluzioni, anche di minuta, messe in campo.

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Naturalmente questa attività dovrebbe seguire i canoni della nostra strategia di comunicazione, anche nel tono di voce. All’interno di questo perimetro, ci sono alcuni passaggi che sarà indispensabile evidenziare.

Introduzione

Un buon caso studio deve tracciare un percorso chiaro e comprensibile. L’introduzione ci aiuta a far luce sullo scenario. La prima cosa da fare è quella di parlare del cliente, spiegando il brand, il settore di riferimento, il modello di business e così via. In questo passaggio è fondamentale descriverne le specificità.

Oltre a questo, dobbiamo introdurre il problema o la necessità che saranno al centro del nostro caso studio. Infine, dovremmo dedicare qualche riga alle competenze che la nostra azienda ha messo in gioco. 

Il problema o la sfida

Questa è per molti versi la parte più semplice. Qui in ultima analisi dobbiamo raccontare el modo più chiaro e circostanziato possibile l’esigenza che aveva il cliente quando si è rivolto alla nostra azienda, oppure la nostra proposta se si è trattato di un contatto proattivo. 

L’ideale sarebbe affrontare un singolo problema per ogni caso studio, in modo da rendere più facile anche per altri potenziali clienti identificare il potenziale della nostra soluzione. 

Alcune delle informazioni che dovremmo prevedere sono, per esempio l’origine del problema, ma soprattutto lo scenario. Si trattava di un problema nuovo o preesistente? Perché si è originato? A causa di un cambio di scenario?

Qui possiamo anche pensare di iniziare a introdurre le testimonianze: conoscere il problema dalla voce di chi lo ha avuto è più interessante e coinvolgente. 

La soluzione

In questa sezione racconteremo la strategia che la nostra azienda ha messo in campo per risolvere il problema sopra elencato. Attenzione: se alcune strategie sono state fallimentari, è bene includerle, sia per rendere più credibile il percorso, sia per offrire una maggiore trasparenza ai nostri potenziali clienti. Promettere il 100% di successo è irrealistico e crea aspettative che fatalmente verranno disattese. Di contro, raccontare un percorso di collaborazione che ha condotto in ogni caso a un buon risultato finale favorirà la qualità delle relazioni future. Naturalmente diamo per assunto che la conclusione del caso studio sarà positiva.

Ecco alcune delle principali informazioni che dovremmo menzionare:

  • Si trattava di un primo tentativo o il cliente aveva già provato soluzioni in passato?
  • Quali competenze ha messo in campo la nostra azienda
  • Quali team o quali membri dei team sono stati coinvolti?
  • Quali obiettivi ci siamo dati?

In questa parte della narrazione è indispensabile focalizzarci sui potenziali clienti, quindi inseriamo le informazioni che possono essere funzionali per loro. 

User experience digital marketing 2

I risultati

Senza dubbio questa è la parte più importante di qualsiasi caso studio. Qui dobbiamo includere i dati e le informazioni che supportano il successo del nostro lavoro. Forniamo dati il più possibile chiari e oggettivi, che permettano ai lettori di valutare quello che abbiamo fatto. 

Se abbiamo prodotto grafici, tabelle o report è bene inserirli, eventualmente sintetizzandoli per alleggerire la lettura. Ma soprattutto, ricordiamoci di rendere chiari i benefici che il nostro lavoro ha portato. 

Se ne abbiamo la possibilità, diamo ampio spazio alle testimonianze, in modo da rendere la narrazione più coinvolgente grazie alla viva voce dei nostri clienti. La relazione che si è instaurata infatti è uno dei punti di forza più importanti per garantire la capacità di persuadere di un caso studio. 

Come scrivere un caso studio? Completezza e collaborazione

In ultima analisi, per scrivere un caso studio di successo sono indispensabili due elementi. Il primo è la completezza delle informazioni che diamo. In questo ci aiuterà molto la nostra capacità di definirlo in modo chiaro. I casi studio generici infatti possono aiutare i termini di awareness, ma renderanno più difficile l’immedesimazione da parte di altri clienti. Un caso studio basato su un’esigenza specifica, di contro, rende più chiara anche la nostra capacità di soddisfarla. Il secondo punto fondamentale è la collaborazione: un buon caso studio infatti può essere steso solo se è presente in modo rilevante il racconto del cliente e la sua testimonianza. Ricordando che in molti casi è vantaggioso anche per l’azienda che ha ricevuto il servizio, che avrà un’ulteriore opportunità di promozione, anche se indiretta.

illustrazione Gestione social network
Gestione social network: i vantaggi di affidarli a un’agenzia

La gestione dei social network è un’attività impegnativa, che richiede competenze specifiche. Ecco i vantaggi di affidarla a un’agenzia.

Spesso quando pensiamo ai social media li immaginiamo come qualcosa di semplice, in cui è sufficiente postare qualcosa di tanto in tanto. Purtroppo si tratta di un grave errore, che deriva soprattutto dal fatto che la maggioranza dei social media nasce come strumento personale, quindi libero da obblighi e scadenze. Ma quando si tratta di gestire le pagine social di un’azienda, o comunque di una realtà diversa dalla singola persona, le cose cambiano. La gestione dei social network assume logiche molto più simili a quelle della comunicazione aziendale. 

La gestione dei social network: la nostra immagine in prima linea

Uno dei motivi per cui la gestione dei social network è così importante e perché sempre più spesso sono il primo punto di contatto fra la nostra azienda e il pubblico, in particolare se operiamo nel campo B2C. Per gli utenti ormai è diventata un’abitudine quella di controllare, oltre al sito ufficiale dell’azienda, anche la presenza sui social media, alla ricerca di contatti più diretti, di maggiori informazioni e anche di recensioni sull’azienda, i prodotti e i servizi.

Gestione social network scrivania

Per questo motivo, non possiamo lasciare al caso la nostra presenza online: altrimenti rischieremmo di fornire agli utenti un’immagine fuorviante dell’azienda.

Fra i principali errori nella gestione autonoma dei social, ce ne sono in particolare tre che devono essere evitati.

  • Aggiornamenti discontinui: oltre ad essere problematico per gli algoritmi che regolano i social network, una gestione discontinua della pagina suggerisce alle persone un senso di trascuratezza, soprattutto se, per esempio, abbiamo iniziato impostando il lavoro su una certa frequenza di pubblicazione.
  • Differenza di tono di voce: anche se ogni social ha il suo linguaggio, è importante che la comunicazione sia prima di tutto coerente con l’impostazione della nostra azienda.
  • Scarsa qualità dei post: anche se alcune strategie prevedono un uso marginale dei social, questo non significa che vale tutto: immagini di scarsa qualità, freebooting da altre pagine o pubblicazioni improvvisate dallo smartphone o da parte di personale non formato possono essere dannosi quanto una mail commerciale errata o una consegna sbagliata. 

Vediamo ora quali sono i benefici di affidarsi a un servizio esterno per la gestione dei social media.

Calendario definito per gli aggiornamenti

Oggi la presenza sui social media richiede continuità e, a meno che l’azienda abbia un reparto dedicato, conservarla sui social media non è sempre facile. Le agenzie che forniscono servizi in questo campo, oltre a disporre di personale dedicato e specializzato, creano un piano editoriale che permette di stabilire, e condividere con il cliente, i giorni (e le ore) nei quali verranno pubblicati i post.

Questo affranca l’azienda dalle discontinuità e gli imprevisti che possono sopraggiungere e che impediscono di rispettare le scadenze nella normale vita aziendale. Inoltre la presenza di un piano media permette di sfruttare i social anche per fare da cassa di risonanza alla vita aziendale. Gestendo le cose con il giusto anticipo infatti i social possono diventare un ottimo strumento anche per promuovere iniziative, offerte, eventi e così via. 

Comunicare nel modo giusto anche sui social media

Come abbiamo anticipato, anche se il modo di comunicare può cambiare a seconda dell’ambiente, è indispensabile che il tono di voce e le modalità che l’azienda usa rimangano invariate. Competition, prima di avviare le attività, realizza con i propri clienti un piano di comunicazione, che ha fra le finalità anche quella di stabilire a priori come comunicare sui diversi canali. 

Questa visione di insieme è indispensabile per individuare eventuali incoerenze, condividere le linee guida e in generale assicurarsi che tutta la comunicazione rispecchi lo spirito aziendale, passaggio fondamentale in un’era in cui la brand awareness è un tema sempre più importante e sentito.

Qualità sempre all’altezza

Non tutte le aziende hanno le risorse per gestire un reparto di comunicazione interno. E anche in quel caso, disporre di figure professionali specifiche per ogni settore rischia di costituire uno sforzo economico e di risorse considerevole. Affidare la gestione dei social network a un’agenzia esterna permette ancora una volta di ottimizzare le risorse, anche quando l’azienda dispone di un reparto dedicato alla comunicazione con il quale interfacciarsi.
Oltre alla semplice fase di controllo qualità di quanto viene pubblicato inoltre, le agenzie sono spesso informate sulle buone pratiche più recenti, ma anche sui trend da seguire e su eventuali argomenti o temi da toccare. 

Piano di comunicazione
Come organizzare un piano di comunicazione per la nostra azienda

Preparare un piano di comunicazione per la nostra azienda richiede prima di tutto obiettivi chiari e condivisi

La parola comunicazione è con ogni probabilità una delle più abusate dell’ultimo decennio. Probabilmente perché ciascuno di noi, oggi, dispone di decine di strumenti diversi per entrare in contatto con persone e aziende. La comunicazione insomma fa parte del nostro quotidiano. Proprio per questo, è sempre più complesso fare della comunicazione professionale e adeguata. Come accade spesso, possiamo farci aiutare dagli strumenti che i professionisti usano da decenni e che possono diventare efficaci anche nel mondo digitale. Uno di questi è senza dubbio il piano di comunicazione, o piano media come alcuni lo chiamano, anche se le connotazioni sono leggermente diverse. 

A cosa serve un piano di comunicazione?

Per quanto possa sembrare scontato, il primo scopo di questo strumento è, appunto, quello di avere un piano che comprenda tutti gli aspetti della comunicazione. Troppo spesso infatti questo aspetto del marketing, soprattutto nei contesti digitali, viene trattato con leggerezza, oppure affidato alle contingenze. 

piano media

Ricordiamo che il fine della comunicazione, soprattutto nei contesti complessi non è tanto quello di “riempire le pagine” del blog o dei social media aziendali, ma quello di trasmettere un messaggio preciso a un target preciso.
Spesso la stesura del piano di comunicazione è l’occasione perfetta per chiarirsi le idee, e chiarirle alla nostra azienda, su quale sia l’obiettivo della comunicazione. 

Come sviluppare un Piano media

Prima di proseguire, una piccola precisazione: i termini piano di comunicazione e piano media hanno sfumature leggermente diverse, ma nell’uso comune oggi spesso si usano come sinonimi. Abbiamo scelto di seguire questa strada, anche se tenderemo a parlare di piano media in un contesto più operativo.

In ogni caso, ci sono alcuni passaggi nella creazione di un piano di comunicazione su cui praticamente tutti gli esperti concordano. Li riportiamo in questa guida, da utilizzare come riferimento.

Scegliamo il nostro obiettivo

Questo passaggio dovrebbe essere il primo di ogni strategia, perché prima di intraprendere qualsiasi azione è fondamentale sapere cosa vorremmo ottenere. Nel caso della comunicazione, in questo caso dovremo decidere un obiettivo di alto livello. Poi, indicare le linee di azione che intraprenderemo. Alcuni esempi di obiettivi per un piano di comunicazione comprendono:

  • migliorare l’immagine aziendale
  • costruire (o migliorare) la fiducia dei clienti
  • informare gli investitori
  • attrarre investitori
  • informare i clienti
  • formare il personale
  • migliorare la collaborazione

Ricordiamoci infatti che la comunicazione non ha a che fare esclusivamente con il marketing: confonderla con la promozione è un errore piuttosto comune. 

Piano di comunicazione

Una volta definito l’obiettivo, o la priorità degli obiettivi, passeremo a definire le linee di azione nel dettaglio. Per esempio, migliorare l’immagine aziendale potrebbe comprendere l’uso di testimonial, influencer, sponsorizzazioni e così via.

Ricordiamoci inoltre che gli obiettivi possono dipendere anche dai bisogni dell’azienda, o di uno specifico team. Per esempio, le vendite potrebbero aver bisogno di essere informate in modo più tempestivo sulle attività del marketing.

Scegliamo o definiamo il nostro pubblico

Altro passaggio fondante di ogni strategia, la conoscenza del pubblico a cui si rivolge la comunicazione è importantissimo anche perché, come abbiamo accennato sopra, i destinatari della comunicazione non devono necessariamente essere i clienti, ma può essere anche il personale, gli investitori e così via. Conoscere il pubblico ci aiuterà anche a definire il linguaggio e soprattutto i media coinvolti. 

Per rendere più efficace questo passaggio, potrebbe essere utile creare una lista, in cui definire i destinatari principali ed eventualmente quelli secondari.

Definiamo i messaggi chiave

I messaggi chiave di un piano di comunicazione sono quelli che dovrebbero sottendere a tutte le informazioni che scambiamo con il nostro pubblico. Questi costituiscono la differenza principale fra un piano di comunicazione strutturato e una semplice comunicazione improvvisata

I messaggi chiave alimentano gli obiettivi, e dovrebbero essere inclusi in ogni aspetto della comunicazione. Per esempio, se uno degli obiettivi è quello di migliorare il rapporto con i clienti, le informazioni veicolate durante la comunicazione dovrebbero sempre contenere un riferimento al servizio clienti, all’opportunità di fornire feedback, un invito a seguire i canali social e così via. 

Metodi e canali di comunicazione

Pensando alla comunicazione è inevitabile associarla principalmente alla promozione. Ma nulla vieta (anzi, sarebbe auspicabile) che un piano di comunicazione strutturato comprenda anche, per esempio, le metodologie con le quali circolano le informazioni all’interno dell’azienda. Visto che in questo caso stiamo ipotizzando un piano del tipo più comunemente inteso, e “sovrapposto” al piano media come abbiamo visto, ci limitiamo ad affrontare questo punto parlando dei canali rivolti all’esterno. 

In questo contesto, dovremo definire quali strumenti abbiamo a disposizione, quali intendiamo utilizzare e quali media utilizzare, ad esempio immagini, video o testi, per ciascuno, e anche quale tono di voce utilizzare, se l’azienda ne ha scelto più di uno o se riteniamo opportuno progettarne alcuni ad hoc per il piano di comunicazione.

Strumenti utilizzati

Avere chiaro quali strumenti verranno usati per comunicare può sembrare un passaggio ridondante per le strutture più agili, ma in molti casi sapere dove e come circoleranno le informazioni è fondamentale.

Attenzione però: anche il flusso di lavoro più agile e reattivo ha bisogno di organizzazione. per esempio, sapere che i post in approvazione per i social media circoleranno via mail (o su Slack, o via Telegram) permette di rendere ancora più rapida ed efficiente la catena di gestione. E la circolazione interna delle informazioni fa a sua volta parte del piano di comunicazione. 

Comunicazione in tutte le direzioni

Un altro errore piuttosto comune nella progettazione di un piano media è quello di considerare la comunicazione come un’attività a senso unico. Anche se i social media hanno mitigato questo aspetto, ignorare i feedback è un errore, indipendentemente dalla loro provenienza. Anche perché, in particolare nei progetti che non hanno un obiettivo che si possa esprimere in KPI, si tratta degli unici strumenti di misura diretti del successo del nostro lavoro. 

Prevediamo un sistema di monitoraggio e controllo periodico del nostro piano di comunicazione.

Tempistiche e frequenza per un buon piano media

Chiudiamo con uno degli aspetti più semplici nella teoria e più complessi nell’applicazione, cioè la necessità di conferire al nostro piano media una regolarità. Assicuriamoci di definire sia le tempistiche per le attività one shot sia, soprattutto, uno scadenziario preciso e condiviso per le attività periodiche. Purtroppo spesso la comunicazione, interna ed esterna, è considerata un’attività accessoria, il che destina i piani di comunicazione ad “andare alla deriva” appena allentiamo il controllo.

Una checklist per il nostro piano di comunicazione

checklist piano di comunicazione

Per facilitare il lavoro di chi vuole stendere un piano di comunicazione efficace, abbiamo pensato di preparare una checklist simile a quella utilizzata dagli specialisti di Competition nella preparazione dei piani media e delle campagne di comunicazione. L’abbiamo resa disponibile per il download gratuito, è sufficiente scaricarla da questo indirizzo.

Organizzare eventi online
Come organizzare eventi online: la strada per il successo

Per organizzare eventi online servono pianificazione e una buona gestione, oltre agli strumenti giusti.

Nelle ultime settimane abbiamo parlato a lungo di Webinar, dalle piattaforme all’organizzazione. Anche se questi sono probabilmente la parte preminente degli eventi online, non si tratta dell’unico modo per coinvolgere il nostro pubblico attraverso la Rete. Organizzare eventi online di successo è possibile seguendo molte strade, non così diverse da quelle degli eventi in presenza.

Per esempio, se vogliamo presentare un prodotto o un servizio, la scelta di una piattaforma di webinar potrebbe non essere ideale, mentre una diretta su un social media o sul proprio sito potrebbe portare risultati migliori.
Se invece abbiamo in mente un evento aperto, di networking, allora potremmo pensare di utilizzare semplici piattaforme di meeting, prevedendo un nostro moderatore all’interno di ogni stanza. Ma, come abbiamo accennato, l’aspetto tecnologico è solo una parte dell’organizzazione di un evento online. 

Organizzare eventi online: la preparazione è tutto

Organizzare eventi online

Per organizzare un evento online non è sufficiente fissare una data a calendario ed essere sicuri di avere i materiali, anzi. Il lavoro di preparazione è la parte prominente. Per fare una analogia semplice ma sempre attuale, l’evento online in sé è la proverbiale punta dell’iceberg. Il grosso del lavoro che dovremo fare infatti sarà dietro le quinte. Ma andiamo con ordine. 

Definiamo il pubblico e gli obiettivi

Come prima cosa, decidiamo il nostro pubblico di riferimento e soprattutto l’obiettivo dell’evento. Cosa vogliamo comunicare? A chi vogliamo comunicarlo? L’obiettivo che andremo a prefissare dovrà essere chiaro e dettagliato, anche se è apparentemente covvio. Per esempio, se intendiamo presentare un nuovo prodotto o servizio, dovremmo decidere anche se lo scopo dell’evento sarà quello di informare, fare formazione oppure acquisire lead o prospect. Questo ci aiuterà a definire i passaggi successivi.
Analogamente, è indispensabile definire il pubblico. Rimanendo sull’esempio precedente, il nostro evento sarà rivolto ai clienti, ai potenziali clienti oppure ai partner commerciali? Anche in questo caso, avere le idee chiare ci aiuterà nei passaggi successivi.

Un consiglio: nel definire il target dovremmo anche tenere presente la padronanza degli strumenti tecnologici, almeno in media, in modo da scegliere una piattaforma che permetta a tutti di ottenere la migliore esperienza. 

Creiamo un piano dei lavori, un programma e prepariamo gli inviti

Competition ha una lunga storia nell’organizzazione di eventi, in presenza e online. Quello che abbiamo scoperto è che il modo più efficace di organizzare un evento online è quello di trattare gli aspetti organizzativi come avviene per gli eventi in presenza. Un errore piuttosto comune, infatti, è quello di progettare gli eventi online come se fossero più semplici, o implicassero meno responsabilità, rispetto a quelli online. 

Per gestire il tutto nel migliore dei modi, costruiamo un piano lavori che preveda tutte le fasi: dalla creazione dei materiali alla preparazione dei relatori o dei docenti, fino agli inviti, con il giusto margine di manovra anche per gli imprevisti. Questo ci permetterà di ipotizzare una data realistica, tenendo anche conto del preavviso che dovremo dare agli invitati. 

Dobbiamo porre grande attenzione anche alla preparazione degli inviti, che dovranno essere realizzati con cura e attenzione. 

Infine, dettagliamo il programma, in modo che i partecipanti sappiano bene cosa aspettarci, e soprattutto per avere a disposizione una scaletta che ci sarà utile per tenere le redini dell’evento. All’interno del programma ricordiamoci di definire anche il format dell’evento, cioè se si tratterà di un webinar, di una diretta, di una conferenza aperta e così via. 

Come intendiamo promuovere l’evento?

In questo specifico caso, usiamo il termine promozione per indicare tutto quello che dovremo fare per far conoscere l’evento. Questo naturalmente cambia in funzione di pubblico e obiettivi. Per esempio, la presentazione di un nuovo prodotto al grande pubblico avrà quasi sicuramente bisogno di una attività di marketing e pubblicità collegata, mentre nel caso della presentazione dello stesso prodotto al team commerciale potrebbe essere sufficiente la chiamata diretta ai contatti interni.
In ogni caso prevediamo un sistema di registrazione e conferma della presenza e soprattutto ricordiamoci di organizzare una campagna di recall qualche giorno prima dell’evento. 

Infine ricordiamoci di monitorare l’andamento delle adesioni, in modo da poter gestire eventuali aggiustamenti per raggiungere il numero minimo o non superare quello massimo di partecipanti. 

Identifichiamo la piattaforma

Abbiamo già parlato a lungo delle piattaforme tecnologiche. Scegliamola tenendo conto sia delle nostre esigenze, sia del pubblico di riferimento. Ricordiamoci di specificarla negli inviti: così sarà più facile per gli invitati arrivare pronti. 

Le persone al centro

Organizzare eventi online

Se in un evento dal vivo la scelta di relatori e moderatori è fondamentale, in un evento online è indispensabile fare le scelte giuste. Ma non solo: oltre a identificare relatori, moderatori ed eventuali presentatori, è necessario che tutti ricevano un briefing

Oltre che per ragioni ovvie come la gestione dei tempi e il tone of voice dell’evento, anche per assicurarci che tutti i supporti utilizzati (presentazioni, video, documenti) funzionino con la piattaforma che abbiamo scelto e che tutte le persone coinvolte la sappiano usare con confidenza, in particolare se è prevista la partecipazione remota.
In questo caso potrebbe essere necessario coinvolgere i rispettivi responsabili e referenti IT per dirimere eventuali problemi legati a software e connettività.

Finalmente, arriva il giorno dell’evento online

Se abbiamo fatto tutto a regola d’arte, l’evento dovrebbe svolgersi senza intoppi. Per maggiore sicurezza tuttavia assicuriamoci che la scaletta sia nota e condivisa e che le tempistiche siano rispettate.

Una buona idea è quella di stabilire un canale di comunicazione alternativo con moderatori, presentatori e relatori, in modo da poterli avvisare tempestivamente in caso di imprevisti. Dal più banale “l’audio è disattivato” fino a “la connessione è debole” oppure “ci sono domande a cui rispondere”, è bene che tutte queste comunicazioni non siano veicolate attraverso i canali dell’evento, per non creare un “rumore di fondo” che rischia di distrarre i partecipanti, e in ogni caso restituisce una sensazione di poca professionalità.

Anche in questo caso non è necessario avere a disposizione particolari servizi o infrastrutture. In molti casi un gruppo su una App di messaggistica è più che sufficiente: l’importante è che tutte le persone coinvolte sappiano di doverlo controllare durante l’evento.

Organizzare eventi online

Cosa fare dopo l’evento online?

Uno degli aspetti più interessanti degli eventi online è che offrono maggiori opportunità di follow-up rispetto a quelli dal vivo. Ci sono moltissimi strumenti che ci permettono di potenziare l’efficacia dell’evento. Per esempio, possiamo renderlo disponibile on-demand sul sito o i canali ufficiali dell’azienda, ma anche richiedere feedback, per esempio attraverso form e questionari online, oppure inviare slide, video e documenti ai partecipanti per fornire un ulteriore richiamo sul tema dell’evento dopo qualche giorno.

strategia SEO 2021
7 buoni motivi per investire sulla strategia SEO (anche) nel 2021

Avere una buona strategia SEO sarà, anche nel 2021, il modo più solido ed efficace per incrementare la nostra visibilità. Ecco perché.

Il mondo del marketing digital segue, con tempi accelerati, logiche molto simili a quelle del marketing tradizionale. Anche nel mondo digitale infatti, bisogna saper cogliere le novità e i trend del mercato e saperli armonizzare con tecniche e strategie più solide, che costituiscano una buona base e diano certezze di crescita. Il posizionamento sui motori di ricerca fa senza dubbio parte di questa seconda categoria: una buona strategia SEO infatti non solo porta risultati duraturi nel tempo, ma soprattutto ha il grande vantaggio di essere un’attività pianificabile, gestibile e resiliente alle contingenze.

Una buona strategia SEO non ha vincoli temporali

Il primo motivo per cui avere una buona strategia SEO è indispensabile risiede nella natura stessa delle abitudini di ricerca delle persone. Mentre altri tipi di attività, per esempio la presenza sui social network, sono molto efficaci per chi è davvero abile a cogliere le contingenze e raggiungere il pubblico al momento giusto, la SEO non richiede attività di presidio: saranno gli utenti a intercettare le nostre pagine opportunamente posizionate quando ne avranno bisogno, attraverso Google e gli altri motori di ricerca.
Parallelamente, una strategia SEO è strutturata, sia nella pianificazione sia nella durabilità dei risultati, su tempi piuttosto lunghi, con notevoli vantaggi anche in termini di modalità operative. La SEO è senza dubbio una attività di pianificazione, che permette di lavorare lontano dalle logiche delle contingenze sempre più stringenti che affliggono altri settori del mercato.

strategia SEO 2021

I principali motivi per cui la SEO nel 2021 è più importante che mai

Non è un mistero che nel 2021 le attività online hanno avuto una notevole impennata: sempre più persone usano il Web e anche chi aveva ancora qualche resistenza ha iniziato a farne uso. Questo significa un mercato più ampio che mai, ma anche una maggiore competizione.
Nella SEO, una strategia prevede sempre il rapporto con i competitor, perché si tratta sempre di primeggiare rispetto ad altri che concorrono per la stessa posizione. Quindi ogni esperto SEO si trova perfettamente a suo agio nella gestione della competitività. Vediamo ora come si concretizza questa idea in alcuni punti.

Le persone vogliono siti sempre più veloci

Il tema delle prestazioni di un sito Internet è sempre più attuale ed è legato a doppio filo all’utilizzo dei dispositivi mobili. Il tasso di abbandono per i siti che non rispondono abbastanza in fretta intatti diventa sempre più alto ogni anno che passa. Un’abitudine che anche Google recepisce, considerando la velocità di risposta uno dei parametri fondamentali nella valutazione del sito. Nel 2021 infatti Google utilizzerà esclusivamente le versioni mobili dei siti per indicizzarli.
La SEO segue il tema delle velocità da dispositivi mobili da molti anni, per cui è già pronta ad affrontare questo nuovo cambiamento

Il commercio elettronico “vive” di SEO

Secondo numerose ricerche indipendenti, la maggior parte delle persone che intende comprare qualcosa, inizia con una ricerca. Le percentuali variano a seconda dello studio e in alcuni casi sostengono che più del 90% degli utenti passa da una ricerca prima di acquistare. Ci sembra particolarmente affidabile il dato di Think With Google, che parla del 51%. Più di metà delle persone insomma, prima di acquistare qualcosa, effettua ricerche. Applicare una strategia SEO vincente significa essere presenti esattamente quando le persone ci stanno cercando.

Le ricerche locali sono sempre più frequenti

Fra tutti i tipi di ricerche, quelle che stanno crescendo in modo esponenziale sono quelle locali: tutti noi quando siamo fuori casa usiamo le ricerche per trovare servizi e prodotti intorno a noi. Ecco perché, se non lo abbiamo ancora fatto, è il momento di implementare una strategia SEO anche per il posizionamento locale. A seconda del tipo di servizio della nostra azienda, ci sono diversi approcci per permettere alle persone di trovarci dai loro dispositivi.

Strategia Seo

Le ricerche hanno sostituito i Preferiti

Oggi la maggior parte di noi utilizza più dispositivi per navigare in Rete. Per questo motivo, alcune delle funzioni tipiche della navigazione desktop hanno perso di efficacia. Per esempio è il caso dei bookmark, che fino a qualche anno fa venivano utilizzati per memorizzare i siti di nostro interesse. Anche se esiste la possibilità di sincronizzarli, si tratta di una funzione non troppo utilizzata.
La maggior parte delle persone si affida invece a un metodo più diretto, cioè ripetere una ricerca già fatta quando cambia dispositivo. Per questo motivo è fondamentale che il nostro posizionamento sia uniforme su deskop e mobile. Anche in questo caso il “segreto” è una strategia SEO solida ed efficace. 

Il testo è (e sarà sempre) fondamentale per le ricerche

Anche con la crescente popolarità della ricerca vocale e di altre forme di ricerca alternative il testo sarà sempre il fondamento della ricerca in internet. L’unico modo per aiutare il nostro sito Web nelle ricerche è quello di progettare il testo in modo che sia sufficientemente descrittivo e completo, per permettere una indicizzazione più completa e dettagliata.

Uno specialista SEO che capisce come Google e gli altri motori di ricerca analizzano il testo del sito web può aiutare a organizzare, gestire e redarre il contenuto del testo in modo che Google e gli altri motori di ricerca lo recepiscano nel modo migliore possibile. 

I motori di ricerca si fanno più “intelligenti”

Di anno in anno i motori di ricerca diventano sempre migliori nel comprendere l’intenzione di ricerca, il search intent, cioè quello che sta dietro le semplici parole che scriviamo cercando qualcosa. Sono finiti da tempo i giorni in cui la ricerca rispondeva semplicemente alle parole inserite o, nella migliore delle ipotesi all’ordine in cui erano inserite. Oggi, la maggior parte dei motori di ricerca sa distinguere, per esempio, fra le ricerche informative e quelle che vertono all’acquisto. 

Il contenuto del nostro sito web deve mostrare ai motori di ricerca risposte diverse in base alle diverse esigenze: chi si vuole semplicemente informare sul nostro prodotto o servizio non dovrà atterrare su una pagina dedicata all’acquisto e viceversa. Se siamo abbastanza abili da rispondere in modo adeguato a tutte le esigenze dell’utente, diventeremo un punto di riferimento anche per i motori di ricerca.

Tutti cercano, in qualsiasi momento

Nell’ultimo anno, i numeri del digitale, in particolare delle ricerche e del commercio elettronico, sono aumentate considerevolmente, anche a causa della situazione contingente.
Ma anche se le persone fanno sempre più ricerche (e acquisti), possono comprare solo quello che riescono a trovare

Per questo motivo avere una buona strategia SEO per consolidare la presenza online di un sito oggi non è più necessario solo per le aziende che si occupano di marketing o comunicazione, ma anche per quelle che intendono usare i riscoperti canali digitali per vendere i loro prodotti o offrire i loro servizi.