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Festa dello Sport, successo di pubblico per la tredicesima edizione

Tempo di bilanci per quello che è diventato un appuntamento fisso per la comunità di Bernareggio

La tredicesima edizione della Festa dello Sport a Bernareggio ha riscosso un successo straordinario, con più di cinquemila persone coinvolte, confermando ancora una volta la sua rilevanza nel panorama degli eventi locali. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Bernareggio, si è tenuta in una cornice particolarmente suggestiva, nonostante le iniziali preoccupazioni per le condizioni meteorologiche.

L’evento si è distinto per la varietà delle attività proposte, coprendo un ampio spettro di discipline sportive, dalla danza classica agli sport equestri. La location in cui tradiziononalmente si svolge la Festa dello Sport, caratterizzata da ampi spazi verdi e alberi, ha offerto un ambiente ideale per ospitare i numerosi tornei e spettacoli che hanno animato la giornata.

Una delle caratteristiche peculiari della Festa dello Sport è l’integrazione con Giocolandia, uno spazio dedicato ai più piccoli, che ha permesso ai bambini di divertirsi con giochi e attività pensate per loro, offrendo al contempo ai genitori l’opportunità di rilassarsi e godere della giornata. Questo ha creato un’atmosfera familiare e inclusiva, coinvolgendo in modo significativo le associazioni locali e rafforzando il senso di comunità. Giocolandia, giunta alla terza edizione, si conferma come il completamento ideale della Festa dello Sport, in cui i ragazzi e le famiglie con i più piccoli possono trovare un’occasione per trascorrere tempo insieme, ciascuno secondo le proprie modalità.

Il successo, ormai storico, dell’evento è dovuto in gran parte alla scelta di utilizzare un modello organizzativo caratterizzato da una filiera organizzativa particolarmente snella e reattiva. Questa formula ha permesso alla festa di mantenere un’elevata qualità e di rispondere prontamente alle esigenze dei partecipanti, in particolare quest’anno in cui l’incertezza metereologica ha rischiato fino all’ultimo di richiedere decisioni importanti sulla logistica della manifestazione.

La partecipazione è stata eccezionale, con un’affluenza record che ha visto la presenza di numerosi visitatori, nonostante le avverse condizioni climatiche nei giorni precedenti. La finestra di bel tempo ha favorito la riuscita dell’evento, dimostrando ancora una volta il desiderio della comunità di riunirsi e celebrare insieme. Successo che si è replicato sui social media dell’evento, che hanno raggiunto nei giorni precedenti e successivi picchi di partecipazione importanti.

Un aspetto particolarmente apprezzato è stato il coinvolgimento delle associazioni sportive e di volontartiato del territorio, che hanno dato un importante contribuito organizzativo, per esempio offrendo ai visitatori spettacoli, dimostrazioni e saggi. I fondi raccolti saranno infatti destinati a cause benefiche, rafforzando ulteriormente il legame tra la festa e la comunità.

festa dello sport

La gestione della comunicazione è stata uno dei punti di forza dell’evento. Per esempio, un countdown social ha mantenuto alto l’interesse e l’attesa per l’evento, ormai diventato un appuntamento fisso.

Con la tredicesima edizione già alle spalle, l’annuncio della quattordicesima edizione sotto la nuova giunta comunale promette di portare ulteriori innovazioni e miglioramenti. La Festa dello Sport di Bernareggio continua a crescere in autorevolezza e popolarità, confermandosi come un appuntamento imperdibile per la comunità locale e non solo.

L’importanza della comunicazione per un evento di successo

Bisogna sottolineare il ruolo che una buona comunicazione riveste nella riuscita, e nella progressiva crescita, di un evento capace di diventare in pochi anni uno degli appuntamenti fissi di un territorio. Oltre agli aspetti già raccontati, per esempio la gestione delle oggi indispensabili pagine social, un evento così strutturato ha molti altri bisogni comunicativi.  Per esempio:

Definizione del timing delle attività, anche di comunicazione, fondamentale per coordinare tutte le fasi di un progetto in cui sono coinvolte numerose realtà.

Predisposizione del materiale grafico, anche per gli strumenti tradizionali che hanno ancora una particolare efficacia negli eventi di prossimità come la Festa dello Sport. Analogamente, nel caso di eventi così fortemente radicati in un territorio, è necessario svolgere un importante lavoro con le realtà locali. In questo caso, vista la particolare tipologia di pubblico, si sono attivati canali di comunicazione diretta con scuole e asili di tutta l’area interessata, ovvero il comune di Bernareggio e quelli limitrofi, oltre che con le associazioni sportive.

Dal punto di vista della comunicazione in senso più canonico, sempre nell’ottica della gestione di prossimità che caratterizza gli eventi in presenza, il rapporto con le testate locali è importantissimo: comunicati stampa, immagini pre e post evento e invito a presenziare sono veri e propri evergreen che garantiscono, ancora oggi, il migliore risultato, ribadendo l’importanza delle relazioni anche nel mondo fortemente digitalizzato di oggi.

Infine, non bisogna dimenticare le attività post evento. Di questa fanno parte sia i semplici ringraziamenti a chi ha collaborato, anche attraverso i canali social, sia attività più formali come l’invio agli organi di stampa, agli sponsor e alle istituzioni di resoconti sulle attività e i risultati, sia l’inizio, praticamente immediato, della pianificazione dell’edizione successiva dell’evento.

La comunicazione, insomma, anche se non i canali più comuni utilizzati oggi, svolge un ruolo fondamentale nel costruire la narrazione dell’evento che, nel caso degli appuntamenti annuali, svolge l’importantissimo ruolo di traghettare le persone, gli sponsor e tutte le attività coinvolte, verso la successiva edizione.

realizzazione webinar
Servizio Webinar: Organizzare e Preparare  Eventi Online di Successo

Un servizio webinar ben strutturato permette di trasformare un semplice incontro formativo online in un evento indimenticabile

L’organizzazione di webinar di successo richiede una combinazione di pianificazione strategica, competenze tecniche e attenzione ai dettagli. Un buon servizio webinar può aiutare le aziende e i professionisti a creare eventi online efficaci, coinvolgenti e soprattutto capaci di lasciare nei partecipanti un buon ricordo. Non dobbiamo dimenticare infatti che lo scopo dei webinar, nel contesto del marketing online, è quello di costruire relazioni che portino la nostra azienda a costruire opportunità future.

Quali sono i segreti di un servizio webinar di successo?

Molto spesso, soprattutto nel campo del marketing online, si lascia intendere che dietro alle iniziative di successo ci sia qualche tipo di segreto, trucco o formula vincente: la realtà è molto più semplice. Un servizio webinar di successo, e per la verità la maggior parte delle altre iniziative, si basa soprattutto su un lavoro professionale, competente e consistente. Fare le cose per bene, insomma, è la regola fondamentale. Per questo occorrono sia le competenze tecniche, sia le competenze organizzative sia, infine, la capacità di concertarle in modo efficace. Scopriamo quali sono i principali passaggi chiave di un flusso di lavoro efficace per la creazione di un webinar.

Pianificazione Strategica

Il primo passo verso un webinar di successo è una pianificazione accurata. Il nostro team di esperti lavora a stretto contatto con i clienti per comprendere gli obiettivi del webinar, il pubblico di riferimento e il messaggio che si desidera trasmettere. Questa fase include:

  • Definizione degli obiettivi: indispensabile per identificare chiaramente gli scopi del webinar, per esempio la formazione, la promozione di prodotti o servizi, o il semplice fare networking.
  • Scelta della piattaforma: quale è la piattaforma webinar più adatta alle esigenze dell’azienda? Quali funzionalità sono necessarie? Fortunatamente oggi esistono numerose soluzioni anche a costo zero, per le quali è possibile consultare la nostra guida sulle migliori piattaforme webinar gratuite.
  • Calendario & save the date: scelta della data e dell’ora ottimale per massimizzare la partecipazione e invito dei contatti per il giorno dell’evento. Oggi questa fase è particolarmente importante, dal momento che gli impegni in agenda, anche virtuali, sono sempre numerosi.

Preparazione Tecnica

Un buon webinar non è solo contenuti di qualità: è indispensabile anche una preparazione tecnica adeguata, che deve essere il più possibile trasparente per gli utenti, ma deve garantire che tutto funzioni per il meglio, sia durante l’evento vero e proprio sia nelle fasi preliminari e successive. Ecco alcuni dei passaggi chiave indispensabili per costruire un buon evento online

Fase preparatoria: prima di arrivare all’evento vero e proprio, è indispensabile attuare alcune fasi preparatorie. Per esempio, attivare un sistema di registrazione, calendari, reminder e così via. Se sono previste azioni post-evento, è bene che tutto sia coordinato in una unica piattaforma

Configurazione della piattaforma: la piattaforma scelta deve essere impostata, inclusa la creazione della stanza virtuale e l’invito ai partecipanti. Inoltre è importante assicurarsi che i relatori, o la regia se è prevista, padroneggino la piattaforma in modo da evitare imprevisti durante l’esempio.

Prove tecniche: l’esecuzione di test preliminari per verificare la qualità dell’audio e del video, la stabilità della connessione e l’integrazione con eventuali strumenti di presentazione o condivisione schermo è fondamentale per evitare brutte sorprese dell’ultimo minuto.

Supporto tecnico in diretta: l’assistenza tecnica durante il webinar per risolvere rapidamente qualsiasi problema che possa sorgere è un altro importante valore aggiunto. La risoluzione rapida di eventuali imprevisti è un’altra chiave di un webinar di successo.

Organizzare webinar successo

Animazione digitale e coinvolgimento

La differenza fra un webinar discreto e un ottimo webinar passa anche per il ricordo che lascia l’esperienza nel suo complesso; esperienza che parte dal giusto coinvolgimento: quando gli invitati “ascoltano” e basta, senza alcuna interazione, è molto probabile che, nonostante la qualità dei contenuti, l’esposizione o l’organizzazione risultino poco interattivi. Per superare o, meglio, prevenire questa eventualità, è necessario mettere in pratica alcune attività aggiuntive.

La moderazione, per esempio, attraverso la gestione di domande e risposte facilita le discussioni e mantiene l’ordine durante l’evento, ma soprattutto stimola la conversazione se necessario.

Utilizzando Materiali Interattivi, per esempio sondaggi, quiz e sessioni di brainstorming è possibile rendere il webinar più dinamico e interattivo. Questi possono essere somministrati preliminarmente, ma anche fra le diverse sessioni se sono previste pause o se l’evento è composto da più sessioni, in modo da mantenere vivo l’interesse.

Infine, attraverso la fase di Follow-Up è possibile fissare in modo più efficace il ricordo dell’evento, per esempio attraverso l’’invio di materiali aggiuntivi e registrazioni ai partecipanti, ma anche attraverso la somministrazione di questionari di gradimento o richieste di valutazioni o feedback.

Webinar di successo: risultati a portata di mano

Per organizzare un webinar di successo, insomma, non sono sufficienti gli strumenti tecnici: servono anche una solida organizzazione, una preparazione che inizi fin dai primi momenti della pianificazione e soprattutto una visione di insieme che permetta di coordinare alla perfezione tecnologia, contenuti, persone e tempistiche. Con queste premesse, creeremo eventi online capaci di lasciare il segno, essere ricordati e costruire opportunità.

Dashboard integrate: l’importanza della Data Visualization

Con le dashboard integrate i dati aziendali diventano uno strumento al servizio della produttività e delle decisioni informate.

Oggi nel mondo si producono quantità incredibili di dati. Che possono essere un vantaggio inestimabile, per esempio quando si tratta di prendere decisioni aziendali informate. A condizione che sia possibile sfruttarli per prendere decisioni informate. Le dashboard integrate sfruttano il principio della data visualizazion per fare in modo che questo sia possibile: permettere alle aziende di non avere più a che fare con tabelle o elenchi, ma con strumenti più chiari e immediati, tipicamente visivi e capaci di dare risposta immediata alle nostre domande.

Perché le Dashboard integrate sono importanti?

Oggi ogni entità, che si tratti di una singola persona o di un’azienda, produce quantità di dati che in passato erano impensabili. Ci sono numerose statistiche a riguardo, anche curiose: una delle più intriganti è quella secondo la quale, già nel 2018 avevamo prodotto più dati di quanti ne avesse prodotti l’umanità nella storia fino al 2017 (la troviamo, per esempio, su Italia Oggi). Come sempre questo tipo di studi nasce anche per fare sensazione: molti di quei dati non sono né aziendali né rilevanti, ma è indubbio che oggi ogni impresa ne produca al suo interno grandi quantità, che spesso non sono messe a valore perché di difficile interpretazione. Le dashboard integrate nascono proprio per questo. Non è un mistero, infatti, che tutti noi prediligiamo le rappresentazioni visive a quelle numeriche. Oggi però i tradizionali grafici ricavati con il supporto dei fogli di calcolo non sono più sufficienti.

Dashboard integrate VS. Fogli di calcolo: perché questi ultimi non sono più sufficienti?

Iniziamo subito con un ragionamento a favore dei fogli di calcolo, che senza dubbio hanno dalla loro parte la capacità di permettere di agire in autonomia e indipendenza e la loro relativa immediatezza d’uso. Chiunque abbia necessità di rendere visivamente alcuni dati, può trovare nei fogli di calcolo uno strumento relativamente semplice per farlo.

Tuttavia, ci sono anche alcuni limiti. Prima di tutto, non sempre i dati sono direttamente accessibili attraverso gli applicativi di questo tipo, il che rende necessarie importazioni più o meno complesse, che minano la validità dei dati in tempo reale. Poi, in alcuni casi la complessità dei dati prodotti oggi è tale da non essere più alla portata di questa modalità.

Le Dashboard integrate risolvono questo problema: è possibile, infatti, creare strumenti in grado di visualizzare i dati in modo integrato, facendo in modo che tutte le complessità tecniche siano affrontate e risolte automaticamente a monte del processo di rappresentazione, operando anche in tempo reale se necessario.

Trasformare il modo in cui usiamo i dati in azienda

Come abbiamo visto, oggi le aziende devono ripensare radicalmente il loro approccio alla gestione e all’analisi dei dati, sfruttando una data visualization più moderna. Le dashboard sono uno degli strumenti più importanti per mettere realmente i dati a valore. Vediamo alcune delle principali ragioni per cui le possiamo utilizzare con successo.

Centralizzazione delle informazioni: le dashboard integrate permettono di centralizzare tutte le informazioni rilevanti in un unico strumento, eliminando la frammentazione dei dati e garantendo una visione d’insieme completa e aggiornata.

Interattività e personalizzazione: le dashboard moderne offrono interfacce interattive che permettono di esplorare i dati in modo dinamico, filtrandoli e personalizzando le impostazioni visive secondo le esigenze.

Monitoraggio in tempo reale: grazie alla capacità di connettersi direttamente ai database e alle fonti di dati aziendali, le dashboard integrate permettono di visualizzare gli aggiornamenti in tempo reale. Questa funzione è perfetta per monitorare in modo costante andamenti e KPI, accelerando i tempi di risposta.

Accessibilità e condivisione: le dashboard integrate sono accessibili anche da dispositivi mobili e attraverso interfacce Web, facilitando la condivisione delle informazioni e aumentando le opportunità di collaborazione.

Analisi predittiva e intelligenza artificiale: le dashboard oggi possono incorporare strumenti di analisi predittiva e intelligenza artificiale, che permettono di sfruttare i dati aziendali in modo ancora più intelligente, costruendo analisi previsionali evolute ed effettuando valutazioni approfondite.

Come sfruttare le Dashboard integrate

Ma come si possono utilizzare queste dashboard? Cerchiamo di capirne meglio il potenziale attraverso alcuni esempi di utilizzo.

  1. Settore sanitario: le dashboard integrate possono essere utilizzate per monitorare in tempo reale le statistiche su pazienti, livelli di occupazione dei letti, efficacia dei trattamenti, copertura del personale e costi, migliorando la gestione delle risorse e la qualità del servizio.
  2. Marketing e vendite: qui possiamo utilizzare le dashboard per tracciare le performance delle campagne pubblicitarie, l’andamento delle vendite, il comportamento dei clienti e altri KPI rilevanti, adattandoci rapidamente ai cambiamenti che possono accadere.
  3. Produzione e logistica: con le dashboard possiamo monitorare l’efficienza della produzione, la gestione delle scorte, i tempi di consegna e le performance della catena di fornitura, riducendo i costi operativi e migliorando l’efficienza complessiva.

Dashboard integration e data visualization

Le dashboard integrate sono uno strumento eccezionale per trasformare i dati che si generano o raccolgono in azienda in valore, attraverso una rappresentazione più immediata e agile, ma anche attraverso la possibilità di realizzare velocemente analisi e approfondimenti. Visualizzare i dati in modo intelligente e coerente, insomma, è un modo efficace e innovativo per metterli a valore.

presentazioni aziendali
Oltre le solite slide: stupire con presentazioni aziendali

Come fare a sviluppare presentazioni efficaci che vada oltre le solite slide create con PowerPoint? Scopriamo 5 consigli per stupire.

Fra le tante attività che ogni giorno vengono pianificate all’interno di un’azienda vi sono anche le presentazioni ufficiali, momenti che richiedono tempi di preparazione più o meno lunghi e una serie di accortezze al fine di creare un momento utile per tutto il team. Una presentazione viene organizzata nel momento in cui occorre esporre a uno o più team alcuni contenuti utili al fine di raggiungere gli obiettivi aziendali. Per questo occorre che forma e contenuti siano curati al massimo, affinché durante quell’ora di presentazione si riesca nell’intento di far passare il messaggio che si desidera trasmettere.

Sono tante le occasioni e le ragioni che portano ad organizzare una presentazione aziendale: la discussione di una nuova idea di marketing, lo studio di una strategia applicata e la conseguente analisi dei dati e dei risultati raccolti, piuttosto che l‘introduzione di un nuovo tool, di nuove regole o altre novità. Insomma, qualsiasi sia il motivo della presentazione, è importante che questa lasci il segno e che chi l’ascolta esca dalla sala riunioni con nuove visioni, informazioni o ispirazioni. Ecco perché oggi scopriamo come si lavora a una presentazione efficace, che sia in grado di stupire l’audience a cui dobbiamo rivolgerci.

5 consigli per presentazioni aziendale efficace

L’errore più grave che si possa fare in un’occasione come questa è pensare che si tratti solo di una presentazione. Questo approccio può portare a una scarsa attenzione ai dettagli e il rischio è di ritrovarsi con delle slide noiose, poco approfondite e un discorso nebuloso e poco coinvolgente. Ecco dunque 5 consigli da tenere a mente per realizzare una presentazione super efficace.

Chiarezza dei contenuti

La prima cosa da fare è chiarire bene fin dall’inizio qual è l’obiettivo della presentazione e partire da lì per lavorare ai contenuti, che devono essere chiari e lampanti. Lavorare per schemi, punti, macro argomenti e così via vi darà l’occasione di scrivere un testo scorrevole e logico, semplice anche per chi sarà all’ascolto. Una volta fatto, non resterà altro da fare che creare le slide di supporto, magari utilizzando un layout grafico personalizzato, dando grande importanza alle prime e alle ultime, che devono essere forti, incisive e lasciare un messaggio che colpisca l’attenzione. Che si tratti della presentazione di un’azienda, di un progetto, oppure della creazione di materiale a supporto di un webinar, è fondamentale che tutto sia espresso in modo chiaro, efficace e soprattutto immediato.

Raccontare una storia

Lo storytelling è l’arte e la capacità di narrare una storia e può essere applicato anche a uno speech o una presentazione. Utilizzare strutture narrative che catturino l’attenzione, immaginando il team come il protagonista di una storia che deve evolversi passando per diverse tappe, fino al raggiungimento dell’obiettivo finale, avrà sicuramente presa sull’audience, che si sentirà coinvolta e incuriosita. Sempre per quanto riguarda la narrazione, funzionano molto bene anche esempi e aneddoti, anche leggeri o divertenti, che permettano alle persone presenti di fissare in modo diverso dal solito i concetti che stiamo trasferendo.

presentazioni

Puntare sull’effetto sorpresa

Nulla è più interessante di qualcosa di inaspettato. Alternare momenti inattesi, che siano in grado di sdrammatizzare le varie argomentazioni di una presentazione, può risultare un’arma vincente in termini di efficacia. Che sia una slide provocatoria, un elemento a sorpresa, la creazione di un effetto di suspense per poi svelarlo nel finale, il segreto è creare un equilibrio fra un’esposizione professionale dei vari topic e spunti stimolanti e inaspettati. In questo modo le emozioni del pubblico saranno molteplici e l’attenzione, di conseguenza, sarà maggiore.

Semplificare è LA via

K.I.S.S. : Keep It Simple! Una presentazione efficace non deve per forza essere complessa, articolata o durare delle ore. Come in tutte le cose, anche in questo caso la semplicità vince sempre: concentrarsi sui contenuti principali, seguire una traccia ed esporla senza troppi giri di parole e in un tempo che non risulti troppo pesante è di certo un’altra chiave per una presentazione di successo.

Coinvolgere il pubblico nelle presentazioni

Il segreto di uno speech di successo è riuscire a mantenere alta la soglia dell’attenzione. Questo è possibile tramite l’unione di diverse tecniche visive e narrative: fare domande, stimolare l’interazione, fare qualche battuta al momento giusto, ma anche cambiare il tono di voce a seconda dell’argomento, lavorare per immagini, queste sono tutte strategie che aiuteranno l’audience a mantenere alta l’attenzione. Se oltre a questo si utilizzeranno a supporto video, immagini, slide preparate bene, il tutto sarà più fluido e di semplice fruizione da parte del pubblico.

Come presentare un’azienda in modo efficace: qualche consiglio pratico

Oltre ai consigli che abbiamo visto poco sopra, che potremmo definire strategici, non dobbiamo dimenticare anche qualche “malizia di mestiere” che ci permetterà, una volta pianificato tutto correttamente, di procedere spediti ed efficaci anche con il lavoro vero e proprio di stesura della presentazione e di successiva esposizione. Non dimentichiamoci infatti che realizzare una presentazione efficace è metà del lavoro: l’altra metà è saperla proporre dal vivo (anche online, nel caso) in modo convincente.

  1. Conosciamo il pubblico: una presentazione sempre uguale a sé stessa è un errore. In un mondo ideale dovremmo poterla riprogettare in base alla nostra platea, ma se questo non è possibile assicuriamoci almeno che la nostra narrazione cambi in funzione di chi abbiamo davanti;
  2. Si parte dalla struttura: le scalette richieste per le composizioni scolastiche sono probabilmente uno degli insegnamenti più utili dell’istruzione. Una struttura di partenza chiara e completa ci faciliterà moltissimo il successivo lavoro di creazione;
  3. Immagini, grafici e informazioni visive: soprattutto oggi, comunicare per immagini è vitale. Per questo evitiamo gli accorgimenti grafici “cosmetici” come le foto fuori contesto, ma assicuriamoci di introdurre contenuti visivi che supportino e completino quello che abbiamo da dire;
  4. La pratica è fondamentale! Quanto tempo richiede la nostra presentazione? Siamo sicuri di riuscire a dire tutto in tempo e, al contrario, di non terminare troppo presto nell’imbarazzo generale? Provare la nostra presentazione almeno una volta ci aiuterà anche ad essere più sicuri;
  5. Le modifiche sono importantissime, tranne quelle dell’ultimo minuto: prendere tempo per rivedere una presentazione e metterla in discussione è importantissimo per renderla più fluida ed efficace. Ma c’è il momento giusto per tutto. In generale le modifiche dell’ultimo minuto, a meno che non si tratti di correggere un singolo dato o qualche refuso, portano più danno che guadagno per citare un vecchio adagio.
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Comunicazione aziendale innovativa: cosa serve per rinnovarsi

Fare comunicazione aziendale innovativa è una questione di equilibri: fra strumenti, strategia, obiettivi e persone. Ecco i nostri consigli

Anche se per le aziende dei settori tecnologici l’innovazione è un fattore quasi genetico, quello che stiamo vivendo negli ultimi anni è un fenomeno senza precedenti: tutto si muove con una velocità impensabile fino ad alcuni anni fa e spesso reggere il ritmo richiede un particolare sforzo. Sforzo che coinvolge anche la comunicazione aziendale, che deve adeguarsi a nuovi modi e metodi e, soprattutto, supportare efficacemente una circolazione delle informazioni sempre più necessaria e strategica. Come fare, quindi, comunicazione aziendale innovativa ed efficace? Ecco alcuni consigli.

La comunicazione aziendale innovativa: non solo una questione tecnologica

Iniziamo questa nostra serie di consigli con una considerazione: la comunicazione aziendale innovativa riguarda sì l’utilizzo di strumenti tecnologici, ma è soprattutto una questione di mindset: è possibile comunicare in modo nuovo, più fresco e soprattutto più efficace anche usando strumenti apparentemente desueti come la posta elettronica, mentre non è vero il contrario. Gli strumenti tecnologici, insomma, non sono una condizione sufficiente per trasformare la comunicazione. Sono un ottimo supporto, ma si tratta soprattutto di rivedere, e se possibile modificare, abitudini, costumi e consuetudini che in molti casi irrigidiscono la comunicazione.
Ricordiamo, inoltre, che la comunicazione aziendale riguarda ogni aspetto del trasferimento di informazioni. Dalla promozione e marketing, l’ambito a cui si tende a pensare immediatamente, fino ai messaggi interni, rivolti a personale e stakeholder. Vediamo ora come rinnovare la comunicazione aziendale, attraverso una serie di accorgimenti sia tecnici, sia strategici.

Usiamo la potenza dei video

Viviamo nell’epoca dei video, questo è un fatto ormai assodato. Spesso però la loro efficacia viene relegata al marketing, oppure a particolari contesti. I video, invece, trovano ampissima applicazione anche, per esempio, nel campo delle istruzioni operative. Realizzare un video per illustrare un processo è, ai minimi termini, più chiaro per chi ne fruisce e più immediato per chi lo realizza.

Mettiamo al centro la user experience

L’importanza dell’esperienza utente è un fatto ampiamente noto nella comunicazione esterna, in particolare quella legata al marketing e alla promozione, ma non è ancora un fatto così consolidato nei contesti interni. Invece, ascoltare i bisogni degli stakeholder interni e farne tesoro è un ottimo modo per rendere la comunicazione interna più efficace e apprezzata. Inoltre, è anche un ottimo sistema per collaudare le strategie che intendiamo utilizzare all’esterno. In fondo, non sono le persone che partecipano alla vita aziendale i “clienti” più importanti?

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Un’occhiata al mondo esterno non guasta mai

Non si può fare comunicazione innovativa se non si conosce come il resto del mondo sta innovando. Non confondiamoci, però: l’intento di questa osservazione non è ripetere in modo pedissequo le strategie di competitor o altre aziende del settore, ma prendere atto di quanto accade per poi scegliere, razionalmente e a ragione veduta, quali innovazioni mettere in pratica nel nostro caso. Trovare, insomma, il giusto equilibrio fra la coerenza con le nostre strategie aziendali e la flessibilità necessaria in un contesto frenetico e competitivo come quello di oggi.

Misurare è la strada per il successo

Una delle principali differenze fra l’approccio antiquato e quello innovativo, anche nella comunicazione, risiede nella misurabilità dei risultati ottenuti. Oggi gli strumenti per misurare l’efficacia della comunicazione esistono e in molti casi li conosciamo già: parametri come il tasso di apertura, l’abbandono di un funnel o la semplice apertura di un link si possono applicare a ogni aspetto della comunicazione, non solo a quella professionale. Per esempio, anche all’invio di un comunicato stampa, di una circolare aziendale o di una nota per gli investitori.

Avvantaggiarsi degli strumenti, nel modo giusto

Come abbiamo detto in apertura, gli strumenti non sono una condizione sufficiente (e per la verità nemmeno strettamente necessaria) per fare comunicazione aziendale innovativa. Per esempio, aprire un canale Slack obbligatorio per il personale per poi farvi circolare i comunicati istituzionali non è innovazione: è un uso antiquato di una tecnologia apparentemente innovativa. Di contro, un gruppo WhatsApp (o un gruppo di discussione via mail) a partecipazione libera per fare brainstorming sul nuovo software può essere una modalità nuova, anche con strumenti non particolarmente freschi.

Inoltre, collegandoci ai ragionamenti sulla user experience, nella scelta degli strumenti bisognerebbe valutare anche il livello di preparazione dei nostri stakeholder, in modo da evitare frustrazione o tassi di abbandono elevati.

Ricordiamoci delle differenti dinamiche per la comunicazione

Una delle lezioni più importanti che gli ultimi anni dovrebbero averci insegnato è che non esiste una sola velocità per il progresso, nemmeno all’interno della stessa azienda. Ecco perché, nel progettare un piano di comunicazione innovativo, dovremmo considerare, per esempio, che la stessa innovazione potrebbe essere accolta in modo diverso all’interno o all’esterno. Inoltre, ma questo è noto da tempo, anche le modalità dovrebbero cambiare in base al gruppo di stakeholder a cui ci rivolgiamo. Tornando agli esempi paradossali, usare lo stesso comunicato stampa per informare di un nuovo prodotto sia i clienti, sia il mercato degli investitori sia il personale interno è un errore anche se si utilizzano canali diversi.

Ricordiamo che la comunicazione riguarda tutti

Se vogliamo portare la nostra comunicazione aziendale a un altro livello, non dobbiamo dimenticare un altro importante principio: coinvolgere tutti gli stakeholder, in modo che ne conoscano bene le dinamiche. Per esempio, se abbiamo scelto di usare una strategia di marketing convergente, è importante che tutti gli operatori sappiano come e quando usare ciascuno dei canali scelti.

Ma facciamo un passo ulteriore: assicuriamoci che tutte le persone che lavorano all’interno dell’azienda, per esempio, sappiano inviare ogni tipo di messaggio, anche una semplice mail, seguendo le modalità di comunicazione che abbiamo scelto. La qualità è nei dettagli e senza dubbio la percepiranno anche i clienti e i potenziali contatti.

Usare l’intelligenza artificiale per la nostra comunicazione aziendale innovativa?

Concludiamo con una considerazione aggiuntiva, che riguarda quello che rappresenta il proverbiale elefante nella stanza per quanto riguarda comunicazione e creatività in questo periodo storico: l’intelligenza artificiale può o deve essere utilizzata? La risposta, in realtà, è la stessa che abbiamo visto parlando degli strumenti. L’uso dell’intelligenza artificiale può essere vantaggioso, controproducente o completamente indifferente: tutto dipende dal progetto di comunicazione e dalla strategia aziendale. Come ogni strumento, funziona solo se siamo in grado di mettere a frutto in modo coerente il suo potenziale intrinseco, altrimenti rischia di diventare l’ennesima novità abbandonata perché nessuno è in grado di sfruttarne il potenziale che avrebbe sulla carta. Automatizzare alcune risposte o aiutare gli operatori a comporle, per esempio, può essere vantaggioso, ma solo se la qualità percepita della comunicazione non cambia agli occhi degli stakeholder. Ricordiamo: user experience al centro.

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Lead generation: cos’è e come utilizzarla nella nostra strategia

Fra le tecniche di acquisizione clienti si sente parlare spesso di lead generation: ma cos’è e come funziona?

Quando ci si avvicina al digital marketing in maniera strutturata, fra le linee di azione si sente spesso citare la lead generation. Cos’è e come funziona questo strumento? Si tratta di un concetto familiare agli addetti ai lavori che possiamo riassumere come l’acquisizione di potenziali clienti. Riferendoci in questa sede al marketing digitale, diamo per assunto che l’acquisizione avvenga attraverso canali digitali. Ed è necessario fare alcune distinzioni.

Lead generation, lead acquisition; Lead e Prospect

Per chi si avvicina al mondo del digital marketing da cliente o da utente, c’è sempre la sensazione di trovarsi di fronte a una giungla di termini, spesso anglofoni, il cui significato sembra destinato a rimanere misterioso. La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che spesso i termini vengono utilizzati con sfumature o addirittura con significati diversi a seconda dell’interlocutore. Prima di spiegare cos’è la lead acquisition in termini di potenziali vantaggi per il business, cerchiamo di chiarire alcune definizioni che spesso l’accompagnano.

piano media

Lead generation definizione

Nel senso più universale del termine, la lead generation definisce l’attività, o l’insieme di attività, volte a convincere le persone a fornire alla nostra azienda i dati necessari per essere ricontattati. Il termine fa riferimento al concetto di Lead, cioè una persona che ha manifestato interesse per la nostra azienda. Gartner la definisce come “il processo di raccolta di una serie di contatti di potenziali acquirenti, con l’obiettivo di coltivarli e qualificarli come opportunità di vendita per far crescere il business”. Da questa definizione originano anche due dei principali termini usati nel gergo della gestione delle Lead: nurture, che significa appunto “coltivare, nutrire” e qualifica, termine con il quale in questo contesto si indicano le Lead già pronte per essere contattate dall’azienda con attività più pervasive.

Lead acquisition definizione

Anche se il termine Lead Acqusition viene usato spesso in sovrapposizione a Lead Generation, c’è una sfumatura che vale la pena di considerare: spesso infatti ci si riferisce questo secondo termine come all’attività di verificare la validità di una Lead, sia in termini anagrafici (per esempio se l’indirizzo di posta elettronica è valido), sia in termini di reale interesse per il contatto con la nostra azienda.

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Lead e Prospect

Sempre nella definizione legata al marketing, in genere si intende come Lead una persona che ha manifestato un interesse genetico o la semplice volontà di rimanere in contatto, mentre un Prospect è considerato un contatto che ha buone probabilità di essere consolidato in una vendita o comunque in una trattativa.

Insomma, all’interno di un funnel la generazione di lead ha un significato molto importante: può essere considerata infatti come il primo passo attivo, quello in cui le nostre attività di marketing hanno convinto le persone ad entrare in contatto con la nostra realtà.

Come avviene la lead generation?

Una delle guide più autorevoli del settore, soprattutto per chi vuole chiarirsi le idee, è quella proposta da HubSpot. Per riassumere i punti principali, le persone scoprono il nostro business attraverso le nostre attività di marketing, cliccano su una Call to action (che non è altro che un semplice collegamento posizionato su una frase di particolare interesse). Questo click li porta su una landing page, il cui compito è quello di raccogliere i dati delle persone potenzialmente interessate attraverso un form di contatto.

Il processo di lead generation ha un importante vantaggio, che è la sua proattività. In parole semplici, dal momento che sono le persone ad aver fatto il “primo passo”, cioè averci lasciato i dati per essere ricontattate, è credibile che il loro interesse sia reale, quantomeno nel ricevere più informazioni. I passaggi successivi saranno lasciati all’abilità e alla preparazione del nostro team commerciale, che avrà il compito di trasformare i lead in prospect, come abbiamo visto poco sopra. 

redesign del sito web

Le principali tecniche di lead generation

Per fare lead generation in modo efficace esistono diversi metodi, ciascuno con caratteristiche proprie e ciascuno adatto per obiettivi diversi.
Senza dubbio il content marketing è una delle più efficaci, perché permette alle persone di recepire subito il valore aggiunto che possiamo dare, attraverso la fruizione di contenuti di qualità. Le campagne a pagamento, per esempio sui motori di ricerca o sui social media, permettono di ottenere una visibilità immediata, sono flessibili in termini di tempi e budget e permettono di cambiare velocemente gli obiettivi. L’email marketing si distingue per le possibilità di personalizzazione e segmentazione, che permettono di raggiungere i potenziali utenti in modo più mirato.

Perché fare lead generation?

In questo caso le ragioni sono piuttosto evidenti: trattandosi di un’attività mirata alla raccolta di contatti, il vantaggio più diretto è quello di avere a disposizione un insieme di persone che, a vario titolo, hanno manifestato interesse per il nostro lavoro.

Questo interesse conduce ad alcuni vantaggi collegati: prima di tutto permette di aumentare le vendite, grazie alla propensione di partenza.

Inoltre permette di raggiungere gli utenti realmente interessati, il che costituisce un vantaggio sia per i potenziali clienti, sia per l’azienda. Infine la raccolta consensuale di informazioni permette di mantenere un contatto con le persone anche quando il primo approccio non ha permesso di finalizzare le vendite, per esempio attraverso attività di mail marketing.