Quando si tratta di content marketing, molte aziende non sanno come valorizzare i contenuti di qualità prodotti. Ecco alcuni consigli.
Riutilizzare i contenuti per dare loro più opportunità
Il concetto alla base del riutilizzo dei contenuti, o repurposing, è piuttosto semplice: ogni volta che facciamo circolare un’informazione attraverso i canali di comunicazione dell’azienda, abbiamo la possibilità di farla incontrare a persone diverse del nostro pubblico. Se messa in pratica nel modo giusto, questa tecnica ci permette di valorizzare i contenuti a valore aggiunto che la nostra azienda ha creato, declinandoli di volta in volta in modo nuovo e creativo.
Questo aumenta le opportunità di engagement e con questo anche le eventuali interazioni e ricondivisioni spontanee.
Questo principio però si scontra con uno dei principi di base della comunicazione, in particolare di quella online, cioè di non ripetere i contenuti prodotti, né ripubblicandoli né condividendoli. La buona notizia è che esiste più di una soluzione che permette di superare questo dilemma. Tutto sta nel produrre una serie di comunicazioni che prendano in considerazione diversi aspetti e diversi segmenti di pubblico, tutte incentrate sul contenuto di qualità da valorizzare.

Evitiamo di sprecare le nostre idee con un solo lancio
Purtroppo si tratta di una pratica molto diffusa: una volta creato un contenuto originale, interessante e di qualità, lo si lancia in qualche modo e si da per assunto che tanto sia sufficiente. Immaginiamo per esempio che la nostra azienda abbia commissionato qualche tipo di ricerca, naturalmente con finalità di comunicazione. Un comunicato stampa, un post sui social media dell’azienda e una notizia riportata sul sito sono senza dubbio un buon inizio, ma fermarsi a questo significa dimenticarsi di valorizzare il prodotto dei nostri sforzi. Ci sono molte altre attività che possiamo intraprendere per sfruttare al massimo lo sforzo della nostra azienda, senza ricadere nell’effetto copia-incolla. Ecco alcune idee.
Creiamo un documento contenente le informazioni della ricerca, rese in una forma attrattiva e rendiamolo pubblicamente disponibile per il download, magari richiedendo di lasciare un contatto.
Utilizziamo i dati più interessanti per creare un’infografica, o una serie di immagini ottimizzate per i social media, da usare per rilanci successivi della pubblicazione.
Raccontiamo la genesi della ricerca, i “dietro le quinte”, le persone che hanno partecipato e così via. Questo format si presta benissimo anche ai rich media come video e podcast.
Estraiamo i concetti principali secondo diverse chiavi di lettura, e costruiamo diversi storytelling per ciascuna di queste.

Un contenuto, molti target diversi
Ora che abbiamo idee nuove per la produzione di contenuti satellite finalizzati a valorizzare i contenuti di qualità, c’è un altro buon consiglio da mettere in pratica: quello di declinare le informazioni in modo da renderle appetibili per segmenti di pubblico diversi.
A seconda dei prodotti o dei servizi che la nostra azienda propone, e dei contenuti di cui disponiamo, possiamo per esempio creare diversi articoli e post per diverse fasce di età, per diverse intenzioni di spesa o per ramo di attività. Ciascuno di questi ci permetterà di rilanciare il contenuto principale, con uno sforzo marginale estremamente contenuto.