User experience digital marketing 2
Come scrivere un caso studio che coinvolga il pubblico

Sapere come scrivere un caso studio nel modo migliore è indispensabile per raccontare il successo della nostra attività

Raccontare i successi o i lavori più interessanti della nostra azienda è senza dubbio il modo migliore per promuoverla e per mostrare ai potenziali clienti quello che siamo in grado di fare. Ma se non abbiamo idea di come scrivere un caso studio in grado di convincere e coinvolgere, le cose possono farsi difficili. 

In questo articolo vedremo come presentare un caso studio in modo interessante e coinvolgente, con alcuni trucchi del mestiere che ci permettono di crearne ogni giorno per i nostri clienti e aiutarli ad aumentare le nostre conversioni. 

Cosa sono i casi studio e perché sono importanti

piano media

Se abbiamo letto qualche caso studio probabilmente abbiamo già un’idea di come funzionano. I casi studio, o Case Study sono esempi di soluzioni applicate nel mondo reale, spesso raccontati anche con la testimonianza diretta del cliente.

Insomma, un buon caso studio dovrebbe raccontare come la nostra azienda ha aiutato il cliente a trovare una soluzione a un problema o a una necessità specifica, e come questa collaborazione ha portato al successo. 

Per impostare un case study nel modo migliore ci sono due aspetti che dobbiamo considerare: i dati e la narrazione. I due elementi dovrebbero essere opportunamente bilanciati per creare una vera e propria storia di successo.

Un caso studio basato esclusivamente sui dati infatti può diventare troppo simile a un semplice report, d’altro canto uno esclusivamente basato sulla narrazione rischia di trasmettere la soddisfazione del cliente ma non i risultati oggettivi ottenuti.

Con il giusto mix fra i due aspetti avremo a disposizione uno strumento eccezionale, che ci aiuterà sia a coinvolgere potenziali clienti che hanno un problema simile sia a mostrare la nostra capacità di arrivare a risultati concreti

Come scrivere un caso studio coinvolgente

Come abbiamo accennato, un caso studio dovrebbe in qualche modo raccontare una storia. Non serve arrivare agli estremi dello storytelling puro, ma è indispensabile che siano chiari il punto di partenza, il punto di arrivo e i passaggi fondamentali del percorso, comprese le problematiche affrontate e le soluzioni, anche di minuta, messe in campo.

strategie digital marketing

Naturalmente questa attività dovrebbe seguire i canoni della nostra strategia di comunicazione, anche nel tono di voce. All’interno di questo perimetro, ci sono alcuni passaggi che sarà indispensabile evidenziare.

Introduzione

Un buon caso studio deve tracciare un percorso chiaro e comprensibile. L’introduzione ci aiuta a far luce sullo scenario. La prima cosa da fare è quella di parlare del cliente, spiegando il brand, il settore di riferimento, il modello di business e così via. In questo passaggio è fondamentale descriverne le specificità.

Oltre a questo, dobbiamo introdurre il problema o la necessità che saranno al centro del nostro caso studio. Infine, dovremmo dedicare qualche riga alle competenze che la nostra azienda ha messo in gioco. 

Il problema o la sfida

Questa è per molti versi la parte più semplice. Qui in ultima analisi dobbiamo raccontare el modo più chiaro e circostanziato possibile l’esigenza che aveva il cliente quando si è rivolto alla nostra azienda, oppure la nostra proposta se si è trattato di un contatto proattivo. 

L’ideale sarebbe affrontare un singolo problema per ogni caso studio, in modo da rendere più facile anche per altri potenziali clienti identificare il potenziale della nostra soluzione. 

Alcune delle informazioni che dovremmo prevedere sono, per esempio l’origine del problema, ma soprattutto lo scenario. Si trattava di un problema nuovo o preesistente? Perché si è originato? A causa di un cambio di scenario?

Qui possiamo anche pensare di iniziare a introdurre le testimonianze: conoscere il problema dalla voce di chi lo ha avuto è più interessante e coinvolgente. 

La soluzione

In questa sezione racconteremo la strategia che la nostra azienda ha messo in campo per risolvere il problema sopra elencato. Attenzione: se alcune strategie sono state fallimentari, è bene includerle, sia per rendere più credibile il percorso, sia per offrire una maggiore trasparenza ai nostri potenziali clienti. Promettere il 100% di successo è irrealistico e crea aspettative che fatalmente verranno disattese. Di contro, raccontare un percorso di collaborazione che ha condotto in ogni caso a un buon risultato finale favorirà la qualità delle relazioni future. Naturalmente diamo per assunto che la conclusione del caso studio sarà positiva.

Ecco alcune delle principali informazioni che dovremmo menzionare:

  • Si trattava di un primo tentativo o il cliente aveva già provato soluzioni in passato?
  • Quali competenze ha messo in campo la nostra azienda
  • Quali team o quali membri dei team sono stati coinvolti?
  • Quali obiettivi ci siamo dati?

In questa parte della narrazione è indispensabile focalizzarci sui potenziali clienti, quindi inseriamo le informazioni che possono essere funzionali per loro. 

User experience digital marketing 2

I risultati

Senza dubbio questa è la parte più importante di qualsiasi caso studio. Qui dobbiamo includere i dati e le informazioni che supportano il successo del nostro lavoro. Forniamo dati il più possibile chiari e oggettivi, che permettano ai lettori di valutare quello che abbiamo fatto. 

Se abbiamo prodotto grafici, tabelle o report è bene inserirli, eventualmente sintetizzandoli per alleggerire la lettura. Ma soprattutto, ricordiamoci di rendere chiari i benefici che il nostro lavoro ha portato. 

Se ne abbiamo la possibilità, diamo ampio spazio alle testimonianze, in modo da rendere la narrazione più coinvolgente grazie alla viva voce dei nostri clienti. La relazione che si è instaurata infatti è uno dei punti di forza più importanti per garantire la capacità di persuadere di un caso studio. 

Scrivere al meglio i casi di studio: uno sguardo al mondo esterno

Quando si scrive un caso di studio, oltre a tutti i punti visti finora, è importante che questo, oltre che interessante e coinvolgente, sia anche immediatamente comprensibile per gli addetti ai lavori. Per questo motivo, pur dando ampio spazio alla nostra creatività, è fondamentale osservare anche alcune consuetudini. Fra queste, per esempio, l’uso di framework noti per l’analisi di criticità e benefici. Fra quelli che possiamo utilizzare, ricordiamo per esempio l’analisi SWOT, il modello delle cinque forze competitive di Porter, la Matrice BCG e il 7-s Framework di McKinsey.

Oltre a questo, sempre per fornire ai lettori un quadro di riferimento universalmente comprensibile, dovremmo considerare anche a possibilità di inserire qualche dato sull’analisi competitiva, ovvero un confronto con altri casi studio simili. Questo permetterà di evidenziare punti di forza e risultati della strategia scelta.

Infine, è fondamentale fornire dati il più possibile accurati che permettano la misurazione dell’impatto in modo oggettivo: l’ideale sarebbe disporre di KPI standard di riferimento, ma qualora questi non fossero disponibili possiamo anche costruire un set di metriche ad hoc per il caso di studio che stiamo prendendo in considerazione. L’importante è che i dati esposti siano chiari, facilmente interpretabili e soprattutto oggettivi.

Come scrivere un caso studio? Completezza e collaborazione

In ultima analisi, per scrivere un caso studio di successo sono indispensabili due elementi. Il primo è la completezza delle informazioni che diamo. In questo ci aiuterà molto la nostra capacità di definirlo in modo chiaro. I casi studio generici infatti possono aiutare i termini di awareness, ma renderanno più difficile l’immedesimazione da parte di altri clienti. Un caso studio basato su un’esigenza specifica, di contro, rende più chiara anche la nostra capacità di soddisfarla. Il secondo punto fondamentale è la collaborazione: un buon caso studio infatti può essere steso solo se è presente in modo rilevante il racconto del cliente e la sua testimonianza. Ricordando che in molti casi è vantaggioso anche per l’azienda che ha ricevuto il servizio, che avrà un’ulteriore opportunità di promozione, anche se indiretta.

Organizzare Webinar
Organizzare un webinar in modo facile e veloce: gli strumenti più pratici

Organizzare un webinar è diventato il modo più pratico per rimanere in contatto con i clienti e il personale. Ecco come fare. 

Le occasioni di formazione e socializzazione online sono state sdoganate dalla situazione internazionale e proprio per questo organizzare un webinar è diventato un modo accettato e riconosciuto per rimanere in contatto, fare formazione e costruire opportunità.
A volte però davanti alla prospettiva di usare questo potente strumento alcune aziende si sentono frenate dal timore di dover affrontare scogli tecnici o complicate configurazioni.

La buona notizia è che non è così. Prima di tutto perché oggi esistono ottime piattaforme che si gestiscono molto facilmente e poi perché uno dei pochi vantaggi della situazione contingente è che ha eliminato molte sovrastrutture, eliminando la falsa convinzione che alcune piattaforme siano inadeguate.

I requisiti di una piattaforma webinar

Prima di tutto facciamo chiarezza: la definizione di Webinar nasce dall’unione delle parole Web e Seminar. Semplicemente, “seminario online”. Ed esattamente come nella realtà esistono molte modalità diverse per realizzare un seminario, anche online esistono molti modi per organizzare un webinar.  

Organizzare Webinar

Tuttavia, ci sono diverse funzioni che una piattaforma dovrebbe avere, per poter essere usata per la realizzazione di webinar.

Prima di tutto, deve poter permettere la partecipazione via audio e video, ma questo nel 2020 è piuttosto scontato. 

Poi, deve permettere quantomeno la condivisione dello schermo da parte del relatore o dei relatori: meglio ancora se è possibile condividere anche un singolo programma. 

Infine, devono essere presenti degli strumenti di moderazione che permettano, per esempio, di chiudere il microfono a chi lo dimentica o nei casi peggiori di allontanare dalla riunione alcuni partecipanti.

Infine, l’ideale sarebbe che la procedura per i partecipanti sia il più snella possibile. Idealmente dovrebbe bastare un click su un collegamento e, al massimo, una breve registrazione. 

Oltre a questi requisiti fondamentali, potrebbero esserci utili la possibilità di registrare il webinar e uno strumento di discussione o chat fra i partecipanti, utile anche per fornire eventuali collegamenti o altri riferimenti a supporto.

Organizzare un webinar semplicemente: forse abbiamo già gli strumenti

Prima di metterci alla ricerca di piattaforme altamente specializzate, la cosa migliore che possiamo fare è quella di controllare fra le risorse aziendali. In alcuni casi infatti il necessario potrebbe già trovarsi fra le nostre risorse, o essere accessibile gratuitamente. Molte suite per l’ufficio e alcuni altri servizi infatti dispongono già di strumenti interni di videoconferenza, che si adattano perfettamente a webinar di medie dimensioni. Fra tutti ricordiamo che sia Google Workspace sia Microsoft Office 365 dispongono in molti casi di strumenti adeguati; li presentiamo brevemente.

I migliori strumenti per organizzare webinar rapidamente

Come abbiamo accennato, ci sono strumenti pensati per le conference call e le riunioni online che si adattano perfettamente alla creazione di webinar. L’unico limite che potrebbe frenarci è quello del numero di partecipanti che tuttavia ci permette di ospitare alcune decine, o poche centinaia di persone, più che sufficienti per moltissime esigenze.

Google meet

Fra le piattaforme che ci permettono di gestire webinar in modo facile senza dubbio quella di Google ha alcune interessanti peculiarità. Prima di tutto non richiede l’installazione di nulla, visto che funziona direttamente dal browser, poi è disponibile anche in versione gratuita. Tuttavia, per avere accesso ad alcune funzioni avanzate è necessario disporre della versione enterprise di Google Workspace.
Per il resto, dispone di tutti gli strumenti necessari per una basilare gestione delle persone, e la possibilità di “collaudarlo” anche gratuitamente è senza dubbio interessante.

Organizzare Webinar Google Meet

Microsoft Teams

Microsoft Teams è uno strumento che ha conosciuto un successo e uno sviluppo incredibile nell’ultimo anno. Definirlo uno strumento per videochiamate e webinar è piuttosto riduttivo, visto che offre una vasta gamma di strumenti di collaborazione aziendale, ma supporta anche un potente sistema di conference call. Il programma completo funziona attraverso un client, ma è possibile generare indirizzi web per riunioni aperte che possono essere usate molto facilmente come webinar. La versione gratuita è piuttosto limitata, ma se consideriamo la diffusione di Office 365, è molto probabile che la nostra azienda disponga già di una versione a pagamento. 

Organizzare Webinar Microsoft Teams

Zoom Meetings

Se questo servizio è stata la prima scelta di molti nell’anno in cui le videoconferenze e i webinar sono diventati popolari, c’è una ragione. La piattaforma è affidabile e semplice da usare, anche se richiede l’installazione di un client proprietario, e la qualità di audio e video è davvero notevole. Fra i prodotti proposti è l’unico a non essere già integrato in un pacchetto. La versione gratuita è troppo limitata per offrire un webinar professionale, ma più che sufficiente per fare tutte le prove tecniche del caso prima di procurarsi un abbonamento.

Organizzare Webinar Zoom

Piattaforme alternative per webinar “diversi”

Se c’è una cosa che gli ultimi mesi ci hanno insegnato, è che per ottenere risultati bisogna saper pensare fuori dagli schemi, qualità molto apprezzabile soprattutto in un periodo contingente come questo.

Allora, perché non estendere questa filosofia anche ai webinar? In questo caso una semplice occhiata agli strumenti già utilizzati con successo per altri scopi può esserci di grande aiuto nell’organizzazione di un webinar di successo.

Per esempio, i canali YouTube hanno la possibilità, con una semplice attivazione, di avviare lo streaming dal vivo. La possibilità di interagire in questo caso è garantita dagli strumenti di community di YouTube, e inoltre è possibile registrare direttamente quello che viene trasmesso.

Ma se vogliamo qualcosa di ancora più innovativo, possiamo organizzare il webinar su Facebook, utilizzando la funzione Facebook live che permette, appunto, di trasmettere su un profilo o su una pagina. Anche in questo caso la funzione non è strettamente pensata per webinar, ma può essere utilizzata anche per questo scopo, offrendo un sistema nuovo e interessante per condurre un webinar.

In entrambi i casi per ottenere risultati professionali potrebbe essere necessario utilizzare software aggiuntivi, ma ai minimi termini un computer con una webcam di buona qualità ci può permettere di realizzare webinar basilari senza grandi sforzi tecnici.