Il marketing organico, similmente alla ricerca organica, attrae le persone in modo naturale, senza le forzature del marketing a pagamento.
Quando si discute di marketing, anche fra gli addetti ai lavori, spesso il primo pensiero corre ad annunci, campagne pubblicitarie, pubbliredazionali e in generale alle attività che hanno un denominatore comune: il fatto che in qualche modo ci sia una corrispondenza diretta o comunque correlabile fra il budget e il numero di persone raggiunte. Insomma, molto spesso quando si ragiona di marketing ci si ferma al contesto del marketing a pagamento. Tuttavia, anche in questo mondo esistono strategie diverse. Per esempio il marketing organico si basa su un principio diverso: quello di attrarre naturalmente, attraverso attività più strutturate, utenti e potenziali clienti verso il nostro prodotto o servizio.
Come funziona il marketing organico?
La strategia alla base del marketing organico è piuttosto semplice: invece di usare sistemi a pagamento, punta ad acquisire traffico e contatti per la nostra attività nel tempo attraverso la creazione di un flusso di attività e comunicazione costante ma il più naturale possibile. Chiariamo con un esempio: se vogliamo conquistare visibilità sui social media possiamo seguire due strade: la prima è quella di sponsorizzare i nostri contenuti o la nostra pagina/profilo, mentre la seconda è quella di iniziare a pubblicare con costanza e regolarità contenuti rilevanti e significativi per il nostro pubblico o la nostra nicchia.
Prima di proseguire, una doverosa precisazione: il fatto che il marketing organico punti su un’interazione più naturale non significa automaticamente che sia più efficace delle altre strategie, né più economica. Semplicemente, si tratta di un modo diverso, e con una curva temporale differente, di acquisire lead e prospect per la nostra attività. Come sempre, le strategie migliori sono quelle in cui si mixano più canali, in modo da mediare fra le diverse esigenze.

Marketing organico e marketing a pagamento: è un errore considerarli in contrapposizione
Spesso, quando si ragiona sull’opportunità o meno di utilizzare per la nostra attività forme di marketing a pagamento, i sostenitori puristi del marketing organico obbiettano la scarsa naturalità dell’engagement così ottenuto. Questo può essere parzialmente vero nel caso di campagne poco ottimizzate o studiate in modo non del tutto efficace, ma nella maggior parte dei casi queste due forme di marketing si supportano a vicenda.
Il marketing organico infatti può essere di supporto alle attività a pagamento perché permette agli utenti di atterrare su contenuti di maggiore spessore e, una volta raggiunta la nostra azienda, avere una migliore impressione di consistenza, che ne migliora la propensione.
Il marketing inorganico o a pagamento dal canto suo può essere un validissimo supporto per le attività organiche: una volta che il pubblico ha raggiunto il sito o le pagine della nostra attività lo possiamo raggiungere nuovamente grazie a campagne di retargeting e così via.
Fra le forme di marketing organico, due fra gli esempi più interessanti sono senza dubbio i post sui social media che diventano virali in modo naturale e soprattutto la SEO, l’ottimizzazione del posizionamento sui motori di ricerca. Essere in cima alle pagine dei risultati esattamente quando le persone cercano prodotti e servizi come i nostri è uno dei mezzi persuasivi più efficaci. Secondo una ricerca di HubSpot la SEO organica è in grado di portare il 1000% di traffico in più al sito della nostra azienda rispetto ai post organici sui social media.

Un modo diverso di investire
Abbiamo accennato al fatto che, mediamente, nel marketing a pagamento normalmente la visibilità è funzione del budget. Tuttavia non dobbiamo commettere l’errore di ritenere che il marketing organico richieda investimenti minori o non ne richieda affatto. La creazione di contenuti, materiali e una comunicazione rilevante, coinvolgente e interessante infatti richiede tempo, risorse e applicazione costante. Insomma, ai minimi termini si tratta semplicemente di direzionare il budget in modo diverso.
Fra le attività che possono rientrare a ogni buon conto nella nostra strategia di marketing organico troviamo, per esempio i post non sponsorizzati sui social media, la SEO già citata, l’invio di comunicati stampa, la creazione di video, webinar e seminari, ma anche la gestione di un blog aziendale, le newsletter e così via. Insomma, tutte le attività che ci permettono di comunicare la nostra azienda e di attrarre le persone i cui bisogni incontrano la nostra offerta in modo naturale.
