presentazioni aziendali
Oltre le solite slide: stupire con presentazioni aziendali

Come fare a sviluppare presentazioni efficaci che vada oltre le solite slide create con PowerPoint? Scopriamo 5 consigli per stupire.

Fra le tante attività che ogni giorno vengono pianificate all’interno di un’azienda vi sono anche le presentazioni ufficiali, momenti che richiedono tempi di preparazione più o meno lunghi e una serie di accortezze al fine di creare un momento utile per tutto il team. Una presentazione viene organizzata nel momento in cui occorre esporre a uno o più team alcuni contenuti utili al fine di raggiungere gli obiettivi aziendali. Per questo occorre che forma e contenuti siano curati al massimo, affinché durante quell’ora di presentazione si riesca nell’intento di far passare il messaggio che si desidera trasmettere.

Sono tante le occasioni e le ragioni che portano ad organizzare una presentazione aziendale: la discussione di una nuova idea di marketing, lo studio di una strategia applicata e la conseguente analisi dei dati e dei risultati raccolti, piuttosto che l‘introduzione di un nuovo tool, di nuove regole o altre novità. Insomma, qualsiasi sia il motivo della presentazione, è importante che questa lasci il segno e che chi l’ascolta esca dalla sala riunioni con nuove visioni, informazioni o ispirazioni. Ecco perché oggi scopriamo come si lavora a una presentazione efficace, che sia in grado di stupire l’audience a cui dobbiamo rivolgerci.

5 consigli per presentazioni aziendale efficace

L’errore più grave che si possa fare in un’occasione come questa è pensare che si tratti solo di una presentazione. Questo approccio può portare a una scarsa attenzione ai dettagli e il rischio è di ritrovarsi con delle slide noiose, poco approfondite e un discorso nebuloso e poco coinvolgente. Ecco dunque 5 consigli da tenere a mente per realizzare una presentazione super efficace.

Chiarezza dei contenuti

La prima cosa da fare è chiarire bene fin dall’inizio qual è l’obiettivo della presentazione e partire da lì per lavorare ai contenuti, che devono essere chiari e lampanti. Lavorare per schemi, punti, macro argomenti e così via vi darà l’occasione di scrivere un testo scorrevole e logico, semplice anche per chi sarà all’ascolto. Una volta fatto, non resterà altro da fare che creare le slide di supporto, magari utilizzando un layout grafico personalizzato, dando grande importanza alle prime e alle ultime, che devono essere forti, incisive e lasciare un messaggio che colpisca l’attenzione. Che si tratti della presentazione di un’azienda, di un progetto, oppure della creazione di materiale a supporto di un webinar, è fondamentale che tutto sia espresso in modo chiaro, efficace e soprattutto immediato.

Raccontare una storia

Lo storytelling è l’arte e la capacità di narrare una storia e può essere applicato anche a uno speech o una presentazione. Utilizzare strutture narrative che catturino l’attenzione, immaginando il team come il protagonista di una storia che deve evolversi passando per diverse tappe, fino al raggiungimento dell’obiettivo finale, avrà sicuramente presa sull’audience, che si sentirà coinvolta e incuriosita. Sempre per quanto riguarda la narrazione, funzionano molto bene anche esempi e aneddoti, anche leggeri o divertenti, che permettano alle persone presenti di fissare in modo diverso dal solito i concetti che stiamo trasferendo.

presentazioni

Puntare sull’effetto sorpresa

Nulla è più interessante di qualcosa di inaspettato. Alternare momenti inattesi, che siano in grado di sdrammatizzare le varie argomentazioni di una presentazione, può risultare un’arma vincente in termini di efficacia. Che sia una slide provocatoria, un elemento a sorpresa, la creazione di un effetto di suspense per poi svelarlo nel finale, il segreto è creare un equilibrio fra un’esposizione professionale dei vari topic e spunti stimolanti e inaspettati. In questo modo le emozioni del pubblico saranno molteplici e l’attenzione, di conseguenza, sarà maggiore.

Semplificare è LA via

K.I.S.S. : Keep It Simple! Una presentazione efficace non deve per forza essere complessa, articolata o durare delle ore. Come in tutte le cose, anche in questo caso la semplicità vince sempre: concentrarsi sui contenuti principali, seguire una traccia ed esporla senza troppi giri di parole e in un tempo che non risulti troppo pesante è di certo un’altra chiave per una presentazione di successo.

Coinvolgere il pubblico nelle presentazioni

Il segreto di uno speech di successo è riuscire a mantenere alta la soglia dell’attenzione. Questo è possibile tramite l’unione di diverse tecniche visive e narrative: fare domande, stimolare l’interazione, fare qualche battuta al momento giusto, ma anche cambiare il tono di voce a seconda dell’argomento, lavorare per immagini, queste sono tutte strategie che aiuteranno l’audience a mantenere alta l’attenzione. Se oltre a questo si utilizzeranno a supporto video, immagini, slide preparate bene, il tutto sarà più fluido e di semplice fruizione da parte del pubblico.

Come presentare un’azienda in modo efficace: qualche consiglio pratico

Oltre ai consigli che abbiamo visto poco sopra, che potremmo definire strategici, non dobbiamo dimenticare anche qualche “malizia di mestiere” che ci permetterà, una volta pianificato tutto correttamente, di procedere spediti ed efficaci anche con il lavoro vero e proprio di stesura della presentazione e di successiva esposizione. Non dimentichiamoci infatti che realizzare una presentazione efficace è metà del lavoro: l’altra metà è saperla proporre dal vivo (anche online, nel caso) in modo convincente.

  1. Conosciamo il pubblico: una presentazione sempre uguale a sé stessa è un errore. In un mondo ideale dovremmo poterla riprogettare in base alla nostra platea, ma se questo non è possibile assicuriamoci almeno che la nostra narrazione cambi in funzione di chi abbiamo davanti;
  2. Si parte dalla struttura: le scalette richieste per le composizioni scolastiche sono probabilmente uno degli insegnamenti più utili dell’istruzione. Una struttura di partenza chiara e completa ci faciliterà moltissimo il successivo lavoro di creazione;
  3. Immagini, grafici e informazioni visive: soprattutto oggi, comunicare per immagini è vitale. Per questo evitiamo gli accorgimenti grafici “cosmetici” come le foto fuori contesto, ma assicuriamoci di introdurre contenuti visivi che supportino e completino quello che abbiamo da dire;
  4. La pratica è fondamentale! Quanto tempo richiede la nostra presentazione? Siamo sicuri di riuscire a dire tutto in tempo e, al contrario, di non terminare troppo presto nell’imbarazzo generale? Provare la nostra presentazione almeno una volta ci aiuterà anche ad essere più sicuri;
  5. Le modifiche sono importantissime, tranne quelle dell’ultimo minuto: prendere tempo per rivedere una presentazione e metterla in discussione è importantissimo per renderla più fluida ed efficace. Ma c’è il momento giusto per tutto. In generale le modifiche dell’ultimo minuto, a meno che non si tratti di correggere un singolo dato o qualche refuso, portano più danno che guadagno per citare un vecchio adagio.
comunicazione convergente
Comunicazione aziendale innovativa: cosa serve per rinnovarsi

Fare comunicazione aziendale innovativa è una questione di equilibri: fra strumenti, strategia, obiettivi e persone. Ecco i nostri consigli

Anche se per le aziende dei settori tecnologici l’innovazione è un fattore quasi genetico, quello che stiamo vivendo negli ultimi anni è un fenomeno senza precedenti: tutto si muove con una velocità impensabile fino ad alcuni anni fa e spesso reggere il ritmo richiede un particolare sforzo. Sforzo che coinvolge anche la comunicazione aziendale, che deve adeguarsi a nuovi modi e metodi e, soprattutto, supportare efficacemente una circolazione delle informazioni sempre più necessaria e strategica. Come fare, quindi, comunicazione aziendale innovativa ed efficace? Ecco alcuni consigli.

La comunicazione aziendale innovativa: non solo una questione tecnologica

Iniziamo questa nostra serie di consigli con una considerazione: la comunicazione aziendale innovativa riguarda sì l’utilizzo di strumenti tecnologici, ma è soprattutto una questione di mindset: è possibile comunicare in modo nuovo, più fresco e soprattutto più efficace anche usando strumenti apparentemente desueti come la posta elettronica, mentre non è vero il contrario. Gli strumenti tecnologici, insomma, non sono una condizione sufficiente per trasformare la comunicazione. Sono un ottimo supporto, ma si tratta soprattutto di rivedere, e se possibile modificare, abitudini, costumi e consuetudini che in molti casi irrigidiscono la comunicazione.
Ricordiamo, inoltre, che la comunicazione aziendale riguarda ogni aspetto del trasferimento di informazioni. Dalla promozione e marketing, l’ambito a cui si tende a pensare immediatamente, fino ai messaggi interni, rivolti a personale e stakeholder. Vediamo ora come rinnovare la comunicazione aziendale, attraverso una serie di accorgimenti sia tecnici, sia strategici.

Usiamo la potenza dei video

Viviamo nell’epoca dei video, questo è un fatto ormai assodato. Spesso però la loro efficacia viene relegata al marketing, oppure a particolari contesti. I video, invece, trovano ampissima applicazione anche, per esempio, nel campo delle istruzioni operative. Realizzare un video per illustrare un processo è, ai minimi termini, più chiaro per chi ne fruisce e più immediato per chi lo realizza.

Mettiamo al centro la user experience

L’importanza dell’esperienza utente è un fatto ampiamente noto nella comunicazione esterna, in particolare quella legata al marketing e alla promozione, ma non è ancora un fatto così consolidato nei contesti interni. Invece, ascoltare i bisogni degli stakeholder interni e farne tesoro è un ottimo modo per rendere la comunicazione interna più efficace e apprezzata. Inoltre, è anche un ottimo sistema per collaudare le strategie che intendiamo utilizzare all’esterno. In fondo, non sono le persone che partecipano alla vita aziendale i “clienti” più importanti?

User experience digital marketing 1

Un’occhiata al mondo esterno non guasta mai

Non si può fare comunicazione innovativa se non si conosce come il resto del mondo sta innovando. Non confondiamoci, però: l’intento di questa osservazione non è ripetere in modo pedissequo le strategie di competitor o altre aziende del settore, ma prendere atto di quanto accade per poi scegliere, razionalmente e a ragione veduta, quali innovazioni mettere in pratica nel nostro caso. Trovare, insomma, il giusto equilibrio fra la coerenza con le nostre strategie aziendali e la flessibilità necessaria in un contesto frenetico e competitivo come quello di oggi.

Misurare è la strada per il successo

Una delle principali differenze fra l’approccio antiquato e quello innovativo, anche nella comunicazione, risiede nella misurabilità dei risultati ottenuti. Oggi gli strumenti per misurare l’efficacia della comunicazione esistono e in molti casi li conosciamo già: parametri come il tasso di apertura, l’abbandono di un funnel o la semplice apertura di un link si possono applicare a ogni aspetto della comunicazione, non solo a quella professionale. Per esempio, anche all’invio di un comunicato stampa, di una circolare aziendale o di una nota per gli investitori.

Avvantaggiarsi degli strumenti, nel modo giusto

Come abbiamo detto in apertura, gli strumenti non sono una condizione sufficiente (e per la verità nemmeno strettamente necessaria) per fare comunicazione aziendale innovativa. Per esempio, aprire un canale Slack obbligatorio per il personale per poi farvi circolare i comunicati istituzionali non è innovazione: è un uso antiquato di una tecnologia apparentemente innovativa. Di contro, un gruppo WhatsApp (o un gruppo di discussione via mail) a partecipazione libera per fare brainstorming sul nuovo software può essere una modalità nuova, anche con strumenti non particolarmente freschi.

Inoltre, collegandoci ai ragionamenti sulla user experience, nella scelta degli strumenti bisognerebbe valutare anche il livello di preparazione dei nostri stakeholder, in modo da evitare frustrazione o tassi di abbandono elevati.

Ricordiamoci delle differenti dinamiche per la comunicazione

Una delle lezioni più importanti che gli ultimi anni dovrebbero averci insegnato è che non esiste una sola velocità per il progresso, nemmeno all’interno della stessa azienda. Ecco perché, nel progettare un piano di comunicazione innovativo, dovremmo considerare, per esempio, che la stessa innovazione potrebbe essere accolta in modo diverso all’interno o all’esterno. Inoltre, ma questo è noto da tempo, anche le modalità dovrebbero cambiare in base al gruppo di stakeholder a cui ci rivolgiamo. Tornando agli esempi paradossali, usare lo stesso comunicato stampa per informare di un nuovo prodotto sia i clienti, sia il mercato degli investitori sia il personale interno è un errore anche se si utilizzano canali diversi.

Ricordiamo che la comunicazione riguarda tutti

Se vogliamo portare la nostra comunicazione aziendale a un altro livello, non dobbiamo dimenticare un altro importante principio: coinvolgere tutti gli stakeholder, in modo che ne conoscano bene le dinamiche. Per esempio, se abbiamo scelto di usare una strategia di marketing convergente, è importante che tutti gli operatori sappiano come e quando usare ciascuno dei canali scelti.

Ma facciamo un passo ulteriore: assicuriamoci che tutte le persone che lavorano all’interno dell’azienda, per esempio, sappiano inviare ogni tipo di messaggio, anche una semplice mail, seguendo le modalità di comunicazione che abbiamo scelto. La qualità è nei dettagli e senza dubbio la percepiranno anche i clienti e i potenziali contatti.

Usare l’intelligenza artificiale per la nostra comunicazione aziendale innovativa?

Concludiamo con una considerazione aggiuntiva, che riguarda quello che rappresenta il proverbiale elefante nella stanza per quanto riguarda comunicazione e creatività in questo periodo storico: l’intelligenza artificiale può o deve essere utilizzata? La risposta, in realtà, è la stessa che abbiamo visto parlando degli strumenti. L’uso dell’intelligenza artificiale può essere vantaggioso, controproducente o completamente indifferente: tutto dipende dal progetto di comunicazione e dalla strategia aziendale. Come ogni strumento, funziona solo se siamo in grado di mettere a frutto in modo coerente il suo potenziale intrinseco, altrimenti rischia di diventare l’ennesima novità abbandonata perché nessuno è in grado di sfruttarne il potenziale che avrebbe sulla carta. Automatizzare alcune risposte o aiutare gli operatori a comporle, per esempio, può essere vantaggioso, ma solo se la qualità percepita della comunicazione non cambia agli occhi degli stakeholder. Ricordiamo: user experience al centro.

Autosuggest
Aiutiamo i clienti a trovare quello che cercano con Autosuggest

Autosuggest è un ottimo strumento per aiutare le persone a orientarsi all’interno dell’offerta, sfruttando al meglio i contenuti del sito Web

I siti web aziendali, soprattutto nei settori tecnici e tecnologici, presentano livelli di complessità elevati. Oltre a fornire informazioni utili sotto il profilo commerciale e informativo, infatti, in molti casi vengono usati come repository per la maggior parte della conoscenza aziendale destinata al pubblico. Pensiamo per esempio a schede tecniche, guide per l’assistenza, suggerimenti, white paper e risorse informative. L’Autosuggest è uno strumento che permette di effettuare ricerche in modo più efficace orientandosi all’interno di tutte le informazioni presenti e che comunque non possono mancare se vogliamo dare un buon servizio attraverso il sito.

La tecnologia alla base di Autosuggest

L’Autosuggest, che possiamo chiamare anche suggerimento automatico, è una funzionalità tecnologica che ha un compito apparentemente semplice: predice e propone completamenti alle parole o frasi digitate in una barra di ricerca o in un campo di testo. Non dobbiamo tuttavia confonderlo con strumenti apparentemente simili, per esempio il sistema di completamento automatico della tastiera dello smartphone, molto più semplici sia nel funzionamento sia nell’implementazione.

I sistemi di completamento automatico, infatti, si limitano a suggerire la parola più probabile in base alle lettere che abbiamo già inserito. I più elaborati riescono anche a “digerire” qualche errore e suggerirci comunque una parola plausibile. Autosuggest, invece utilizza algoritmi di analisi dei dati per anticipare le intenzioni dell’utente, sempre basandosi sulle prime lettere o parole inserite, ma riferendosi ai contenuti presenti sul sito e nelle risorse aziendali. Man mano che l’utente digita, il sistema propone in tempo reale una lista di suggerimenti che possono includere parole chiave, frasi complete, o titoli di prodotti e servizi, sempre scelti fra quelli raggiungibili sul nostro sito.

Recensioni

Autosuggest, i vantaggi per gli utenti

L’Autosuggest non è soltanto un “accessorio” digitale, ma uno strumento fondamentale per migliorare l’esperienza utente. Il completamento, infatti, non è solo una comodità, ma rende le ricerche più facili ed efficienti: suggerendo direttamente frasi, domande e parole chiave dai contenuti programmati, riduce gli errori e permette di trovare più facilmente gli argomenti disponibili. Grazie a questa tecnologia, gli utenti possono risparmiare tempo, vantaggio non trascurabile soprattutto quando navigano da dispositivi mobili con tastiere ridotte e schermi più piccoli, dove la comodità è un valore aggiunto considerevole.

Inoltre, l’autosuggest migliora l’accuratezza delle ricerche, riducendo il numero di errori di battitura ma soprattutto, grazie alla sua capacità di attingere all’intera conoscenza aziendale, aiuta anche a scoprire opzioni e informazioni che potrebbero altrimenti rimanere inesplorate, difficilmente raggiungibili nelle parti più interne del sito web. Per esempio, un utente alla ricerca di un prodotto specifico su un sito e-commerce potrebbe scoprire attraverso i suggerimenti dell’Autosuggest varianti o accessori correlati, aumentando la possibilità di trovare quello che cerca o di arricchire la sua esperienza.

La personalizzazione dei suggerimenti è un altro importante vantaggio. L’Autosuggest può apprendere dalle interazioni precedenti, se impostato per farlo, e adattare le sue risposte per riflettere le preferenze e i comportamenti di ricerca specifici dell’utente. Questo tipo di personalizzazione migliora l’esperienza utente, soprattutto per le realtà che investono molto sulla fidelizzazione.

Autosuggest, i vantaggi per le aziende

Per quanto oggi sia strategica la User Experience, l’Autosuggest non è esclusivamente un servizio dato a utenti e clienti, ma diventa anche un importantissimo strumento di conversione. La ragione più semplice e diretta è facile da intuire: suggerendo prodotti, servizi o contenuti pertinenti, Autosuggest guida gli utenti verso le soluzioni che cercano, spesso ampliando la loro percezione delle offerte disponibili e incrementando le probabilità di costruire interazioni successive, che siano di acquisto, di richiesta di contatto o di sottoscrizione.

Oltre a facilitare le conversioni, Autosuggest offre anche alcuni vantaggi meno diretti ma ugualmente importanti, per esempio rafforzare la brand loyalty e, come abbiamo già accennato, migliorare la soddisfazione del cliente. Grazie a una migliore esperienza utente, le aziende possono aumentare la propensione dei potenziali clienti, o dei contatti già acquisiti, a ritornare sul sito.

Dal punto di vista dei dati, Autosuggest fornisce alle aziende numerose informazioni sul comportamento degli utenti. Analizzando le query inserite nelle barre di ricerca, le aziende possono identificare interessi, tendenze e possibili miglioramenti sia per il sito stesso, sia per i contenuti proposti. Possiamo usare questi dati per ottimizzare le strategie di marketing e migliorare l’efficacia generale del sito come strumento di comunicazione.

Unire domanda e offerta con uno strumento semplice ed efficace

Autosuggest rientra a pieno titolo nella categoria dei miglioramenti che, pur non essendo particolarmente appariscenti, possono migliorare considerevolmente l’esperienza degli utenti sul nostro sito. Implementandolo daremo un importante valore aggiunto alle informazioni presenti sul sito, rendendole davvero utili, efficaci e soprattutto raggiungibili. La possibilità di dare suggerimenti mirati, inoltre, permette di dimostrare una maggiore attenzione per il cliente, anche in una fase autonoma come quella della ricerca.

realizzazione webinar
Realizzazione webinar: alcune idee per coinvolgere i clienti

La realizzazione di webinar non passa solo per i contenuti e le tecnologie utilizzate: serve una vera e propria strategia. Ecco i nostri consigli

La realizzazione di webinar è tanto remunerativa quanto impegnativa: si tratta infatti di uno dei modi più diretti ed efficaci per migliorare la nostra autorevolezza, ma nello stesso tempo è necessario non solo che tutto funzioni per il meglio dal punto di vista tecnico, ma anche che il pubblico sia partecipe e coinvolto. Dalla scelta delle informazioni da fornire, all’organizzazione, fino ad arrivare alla durata, ogni aspetto di un webinar deve essere frutto di una riflessione e di una progettazione precisa.

Realizzazione webinar: la qualità dei contenuti è un buon inizio, ma non basta

Ma come si garantisce il coinvolgimento dei clienti e del pubblico che hanno scelto di seguire i nostri webinar? L’errore più comune è quello di considerare l’importanza o la qualità delle informazioni come l’unico aspetto fondamentale. La realtà è che si tratta di una condizione necessaria ma non di sicuro sufficiente: la realizzazione di un webinar oggi richiede attenzione per i tempi, per la qualità del materiale utilizzato, per il modo di esporlo e in generale per tutto quello che permette di trasformare un semplice trasferimento di informazioni in qualcosa di ricordabile.

Il che, chiariamo, non significa trasformare ogni cosa in uno show. Ma utilizzare idee e tecniche per fare in modo che il nostro pubblico sia sufficientemente coinvolto e interessato. Questo passa sia per la scelta degli argomenti, sia per le modalità che scegliamo di utilizzare. Ecco alcune idee per rendere i nostri webinar un vero strumento di engagement.

Insomma, è indispensabile avere sia la soluzione tecnica adeguata, sia idea di quello che si vuole dire. Ma serve anche altro.

Si comincia con la pianificazione, anche verso il pubblico

L’adagio di un famosissimo telefilm degli anni ’80 recitava vado matto per i piani ben riusciti. L’insegnamento da trarne, dopo il divertimento, è che le cose funzionano molto meglio con un piano. Nel nostro caso, nella realizzazione dei webinar evitiamo di guardare solo all’interno, ma organizziamo anche la gestione del pubblico.
Per esempio, un follow-up post iscrizione, magari con un piccolo questionario sulle aspettative, avrà due ottimi effetti.

  • Prima di tutto, ci permetterà di capire la percentuale di pubblico realmente coinvolto, sulla base del numero di risposte che riceveremo in percentuale rispetto al numero degli iscritti.
  • In secondo luogo, potrebbe offrirci ottimi suggerimenti in termini di contenuti, oltre a offrirci uno spunto di dialogo più diretto. Per esempio, esordire con una slide in cui si mostra che il 70% degli iscritti vorrebbe sapere di più sulle applicazioni dei nostri prodotti e il 50% vorrebbe approfondire gli aspetti normativi, dimostra attenzione verso la platea e migliora la partecipazione.

Evitiamo i temi eccessivamente promozionali

Anche all’interno della vita aziendale ci sarà sicuramente capitato di pensare “Questa riunione (o call) poteva essere una mail”. Si tratta di un fenomeno così diffuso che è diventato anche un celebre meme. Vogliamo davvero che i contatti che abbiamo coinvolto con tanta fatica pensino “Questo webinar poteva essere una brossure”? Naturalmente lo scopo finale dei webinar aziendali è la conversione, in termini di prospect o vendite, ma questo non significa che un evento online proposto come webinar si debba trasformare nella versione moderna di una televendita.

realizzazione webinar

Mostriamo invece i problemi noti, e come il nostro prodotto o servizio può aiutare a superarli a partire dalle buone pratiche, oppure cerchiamo di rispondere alle domande che sappiamo occupare le conversazioni. Presentare un nuovo prodotto o le nuove feature di un prodotto esistente può essere interessante per i clienti o utenti storici, ma non è il punto di ingresso ideale per un pubblico più ampio.

Cerchiamo il giusto equilibrio fra attualità e originalità

Viviamo in un’era in cui le informazioni circolano alla velocità della luce, e vengono rielaborate in modo altrettanto rapido. Come possiamo pensare di riuscire a realizzare webinar interessanti e coinvolgenti parlando di quello di cui hanno parlato o stanno parlando tutti? Si tratta di un problema storico della comunicazione: è proprio vero che cavalcare i trend è sinonimo di successo? Oppure oggi è preferibile dare alle persone qualcosa di nuovo che esca dal coro? Come sempre il problema va affrontato in modo pragmatico, con il giusto equilibrio. Per fare un esempio pratico, nel 2024 l’ennesimo intervento su come l’AI generativa rivoluzionerà questo o quel settore è decisamente poco desiderabile. Ma un approfondimento con casi pratici di successo, per esempio, su come utilizzarla all’interno di una filiera o di un processo potrebbe essere quello di cui i nostri clienti hanno bisogno.

Usciamo dalla rigidità degli schemi

Un webinar non è solamente una persona che parla di un argomento, oppure qualcuno che commenta slide o grafici, magari con una sessione di domande finali e i saluti di apertura. Naturalmente la tentazione di utilizzare uno schema consolidato è forte, perché non lascia spazio alle incognite. Ma non sorprende nemmeno il nostro pubblico. Proviamo a pensare a qualcosa di diverso, sia nella scaletta, magari mettendo le domande all’inizio o, come abbiamo visto, presentando i risultati del sondaggio preliminare, oppure proponendo alle persone di visualizzare autonomamente un contenuto di qualche minuto e commentarlo. Insomma, non lasciamo che i nostri webinar viaggino e siano seguiti “con il pilota automatico”, ma diamo fondo alla nostra creatività non solo nel creare i contenuti, ma anche nel trasmetterli!

La realizzazione di Webinar va continuamente migliorata

La realizzazione di webinar di successo è una sfida complessa e affascinante, che richiede un impegno costante e una volontà di miglioramento continuo. Il mondo della comunicazione è in costante evoluzione, e con esso cambiano anche le aspettative e le abitudini del nostro pubblico. Per mantenere i webinar rilevanti, coinvolgenti e tecnicamente impeccabili, è fondamentale non soffermarsi mai su quello che siamo certi funzionare in modo soddisfacente, ma pensare sempre a qualcosa di nuovo e più coinvolgente.

La personalizzazione dei contenuti, l’integrazione di strumenti interattivi, la cura nel visual storytelling, la selezione accurata dei relatori, e l’analisi approfondita del feedback post-evento sono solo alcuni degli aspetti che in molti considerano di contorno, ma sono invece il cuore pulsante di una strategia di comunicazione.

Ricordiamoci che il successo di un webinar non si misura solo nel numero di partecipanti o nella quantità di lead generati, ma anche nella qualità dell’interazione, nella soddisfazione dei partecipanti e nella capacità di lasciare un’impressione duratura. Questo richiede un’attenzione costante non solo alle tecnologie e alle tecniche di presentazione, ma anche alle tendenze del mercato, alle esigenze del pubblico e ai cambiamenti nel panorama digitale.

Canali WhatsApp
I Canali WhatsApp: un efficace strumento di comunicazione aziendale

I canali WhatsApp sono un ottimo strumento per raggiungere contatti e clienti in modo agile, immediato e diretto. Ecco come usarli.

Anche in un contesto di mercato sempre più orientato alla performance e de personalizzato come quello attuale, le relazioni rivestono ancora una loro importanza, in particolare nel mondo B2B. Su queste pagine abbiamo già visto in diverse occasioni quanto questo sia vero e quali strumenti sia possibile utilizzare per nutrirle, sia di persona, per esempio con gli eventi, sia grazie agli strumenti digitali. Alle opportunità di comunicazione se ne è aggiunta di recente una importantissima: i canali WhatsApp. Anche sulla popolarissima piattaforma oggi è possibile creare canali tematici, ai quali le persone possono iscriversi per ricevere informazioni e aggiornamenti. Scopriamo come usarli in modo vantaggioso nella nostra comunicazione aziendale.

Una questione di numeri

Che WhatsApp sia uno degli strumenti di comunicazione più usati al mondo non ci sono dubbi, ma la misura del fenomeno è da capogiro: con oltre 2 miliardi di utenti attivi, infatti, è a tutti gli effetti il leader indiscusso in questo segmento di mercato. Non sorprende, quindi, che anche le aziende nel corso degli anni abbiano iniziato a utilizzare questo strumento, anche in ambito B2B. I nuovi canali WhatsApp suonano, in quest’ottica, come la naturale evoluzione, permettendo nuove opportunità di interazione con i clienti a ogni livello e soprattutto offrendo una potenziale platea praticamente infinita.

Come usare i canali WhatsApp nella strategia di comunicazione aziendale

All’interno del digitale le modalità B2C condizionano fortemente le aspettative del mondo B2B per quanto riguarda l’esperienza utente. Non è un mistero che i decisori aziendali si aspettino dai propri fornitori di prodotti e servizi esperienze analoghe a quelle che vivono ogni giorno, per esempio su Amazon, Google o Microsoft. Questo influenza anche gli aspetti legati alla comunicazione.

Comunicare senza intermediazioni

Uno dei principali vantaggi dei canali WhatsApp è la possibilità di comunicare in modo diretto e personale. A differenza delle email, che per loro natura richiedono un approccio più corporate, potendo sembrare fredde e impersonali, i messaggi sui canali WhatsApp permettono un dialogo più spontaneo e immediato, agevolato anche dalla struttura stessa dei messaggi, che hanno una lunghezza prestabilita e un numero minore di elementi. Questo permette un linguaggio più diretto e informale, oggi gradito da una parte sempre più numerosa degli utenti.

Personalizzazione  dell’esperienza

Così come accade per altri strumenti di marketing, anche i canali WhatsApp permettono di inviare messaggi mirati in base ai bisogni e alle preferenze dei contatti. Un tipo di esperienza personalizzata che oggi risulta particolarmente gradita.

Facilità di integrazione

Un altro aspetto fondamentale dei canali WhatsApp è la possibilità di integrarsi con strumenti e piattaforme aziendali, in particolare i CRM (Customer Relationship Management). Questa integrazione permette un flusso di lavoro più efficiente, ma soprattutto offre la possibilità di fare una gestione organizzata della comunicazione, misurando efficacia, ritorni, tassi di apertura e così via. Nello stesso tempo il sistema permette la pianificazione dei messaggi, vitale per le campagne di comunicazione più organizzate e strutturate.

Attenzione a privacy e sicurezza

La sicurezza è vitale nelle comunicazioni aziendali, e naturalmente i nuovi sistemi non fanno eccezione. WhatsApp ha implementato robuste misure di sicurezza, che garantiscono che ogni comunicazione sia protetta e sicura e che i dati necessari per la costituzione del gruppo siano opportunamente protetti. Inoltre, l’aderenza alle normative sulla privacy e sulla protezione dei dati è garantita dall’infrastruttura di Meta, notoriamente una delle più controllate, e per questo attente, al mondo, in particolare in Europa.

Come usare i canali WhatsApp nella comunicazione aziendale

I canali aziendali, come abbiamo accennato, permettono una forma di comunicazione uno-a-molti, in modo analogo, per esempio, alle newsletter. Cambia, tuttavia, il formato: i canali WhatsApp, al momento, supportano il solo testo, con la possibilità di inserire una immagine di apertura, e sono preferibili i formati brevi. Per questo motivo è preferibile una comunicazione agile, incisiva e informale: brevi aggiornamenti, consigli, reminder con spiegazioni. Non dimentichiamoci, infatti, che WhatsApp, pur essendo considerato da alcuni un social media, nasce e prospera come sistema di messaggistica, al quale le persone dedicano il tempo in frazioni di pochi minuti alla volta.

Iniziare subito con i canali WhatsApp      

Sebbene la creazione dei canali sia piuttosto immediata per gli account business, la loro gestione con gli strumenti predefiniti non è esattamente il massimo dell’agilità. Meglio dotarsi di un servizio che renda il processo più lineare ed integrabile con gli altri strumenti di comunicazione aziendale. Competition dispone di una propria piattaforma che affianca le aziende in ogni fase della strategia: dalla creazione dei canali alla gestione dei contenuti, con un servizio di supporto e assistenza che ne garantisce il funzionamento.

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Avere un sito web aziendale è ancora importante nel 2024?

Ogni anno la tecnologia ci regala qualche novità, anche nel campo della comunicazione e del marketing. Ultimamente, quasi sempre, si tratta della nascita di nuove piattaforme, oppure di nuove modalità per fruire di quelle esistenti. E, un po’ come accade ciclicamente nei media, sorge spontaneo chiedersi se l’ultimo arrivato potrà in qualche modo segnare l’estinzione di qualche predecessore. Così, anche nel 2024, chiedersi perché avere un sito web aziendale è una domanda più che legittima: non sono sufficienti i social media? Il Web è ancora rilevante? Le persone lo usano per ragioni diverse dall’intrattenimento? Cerchiamo di darci qualche risposta.

Perché avere un sito web aziendale nel 2024?

Iniziamo subito con una ragione estremamente pragmatica: la ricerca sul Web è ancora il modo preferito con cui le persone scoprono nuovi prodotti. E l’86% delle ricerche avviene sui motori di ricerca. In altre parole, l’importanza del sito web è ancora vitale per farsi trovare e scoprire, in particolare se accompagnata da una buona attività SEO. Tuttavia, non si tratta solo di questo e, anche se indirettamente molte delle ragioni per cui avere un sito Web aziendale si possono ricondurre al fatto di disporre di un asset di proprietà all’interno dello sfaccettato mondo del Web, alcune di queste meritano senza dubbio un approfondimento ulteriore. Vediamole.

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Controllo sulla customer experience

Molte delle piattaforme online più diffuse oggi offrono strumenti per mantenere e consolidare il contatto con le persone, che siano semplici follower o potenziali clienti. Tuttavia, queste esperienze sono fortemente serializzate e spesso complesse da configurare. Usare un sito web aziendale permette, a fronte di un livello di complessità appena superiore di costruire un’esperienza utente che rispecchi i valori e lo stile aziendale, anche nei dettagli

Inoltre, bisogna considerare che oggi l’attenzione degli utenti è distratta da un numero sempre più alto di piattaforme. Secondo il report Digital 2024 di We Are Social, le persone spendono sì sempre più tempo online, ma divise fra numerose piattaforme: TikTok, YouTube e Facebook sono le tre che assorbono più tempo mensile (ma nell’elenco delle top 5 troviamo anche Instagram e WhatsApp). Fra le più usate spiccano WhatsApp, Facebook e Instagram, seguite da Facebook Messenger e Telegram.

In questa polverizzazione, “seguire” l’utente nelle diverse piattaforme con logiche diverse fra di loro diventa un lavoro estenuante: meglio usare il sito Web aziendale come luogo sicuro in cui comunicare a modo proprio offre senza dubbio maggiori opportunità, anche per ottenere un’attenzione meno parzializzata.

Professionalità e qualità delle informazioni fornite

Non ci sono dubbi sul fatto che il Web in generale oggi sia estremamente dispersivo, come confermano i dati che abbiamo visto poco sopra. Inoltre, non sempre le informazioni offerte sono del giusto livello qualitativo, in particolare sulle piattaforme generaliste. Disporre di un sito web aziendale permette di avere il 100% del controllo su quello che le persone vedranno, leggeranno o proveranno per tutta la durata della loro visita, senza il rischio di contaminazioni o interferenze da parte di terzi.

Avere a disposizione dati e statistiche

Un altro aspetto vitale dell’avere un sito web aziendale è la possibilità di disporre di accesso illimitato e personalizzato alle metriche degli utenti che lo utilizzano. Anche senza pensare a complesse raccolte dati, il semplice accesso agli analytics del sito in forma anonima e generale può insegnare moltissimo sulle abitudini e i bisogni delle persone che lo visitano. Per esempio, possiamo capire quali pagine, e di conseguenza quali argomenti, sono di maggiore interesse, quanto tempo le persone investono nell’informarsi sui nostri prodotti e servizi e così via. Tutti dati che, se analizzati al meglio, possono supportare tutte le strategie di marketing e comunicazione, ma anche istruirci sugli eventuali errori che stiamo commettendo, suggerirci nuove strategie e così via.

Un “hub” per le funzionalità

Oggi la quantità di servizi che si possono offrire sul web è enorme: una sola cosa li accomuna quasi tutti: il bisogno di uno spazio e della potenza di calcolo di appoggio. Vogliamo un chatbot? Senza dubbio funzionerà maglio se appoggiato al nostro sito web. Vendiamo prodotti o servizi? Un e-commerce ci permette di gestire e profilare i clienti direttamente. Ci serve offrire accessi riservati per listini prezzi o offerte? Ancora una volta, il sito Web è il luogo ideale in cui far convergere questi servizi, eventualmente anche con un’esperienza di accesso universale che riconosca ogni utente e gli metta a disposizione i propri.

Un’opportunità per mostrarsi

Infine, anche se per molti versi si tende a dare per scontato, un sito web aziendale ha anche una importanza rilevante a livello di immagine aziendale. Dalle semplici scelte estetiche e stilistiche fino al tono di voce della comunicazione, i materiali informativi offerti, il racconto degli eventi a cui abbiamo partecipato, tutto contribuisce a fare del sito Web lo specchio della nostra immagine aziendale nel mondo digitale. E quanto più comunicheremo, tanto più questa sarà viva, tridimensionale ed efficace.

Perché avere un sito web aziendale? Ora abbiamo la risposta

Abbiamo visto alcune delle principali ragioni per cui un sito web aziendale è importante nel 2024 così come lo è sempre stato. Anzi, con la dispersione sempre maggiore dell’attenzione delle persone che utilizzano il Web, un sito aziendale è sempre più un punto fermo, il riferimento che non deve mancare per poter comunicare la nostra azienda come preferiamo.

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