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Come formare le nuove risorse per la gestione del marketing

Formare nuove risorse che si occupino della gestione del marketing è cruciale per ogni azienda che voglia crescere: ecco una serie di consigli utili.

Che si parli di aziende strutturate o piccole start-up, al giorno d’oggi è impensabile non puntare su strategie marketing online e offline che aumentino la brand awareness e amplino il parco clienti dell’azienda. Spesso, per la gestione del marketing è necessario introdurre in azienda nuove figure, che devono diventare operative in tempi agili.

Oggi siamo di fronte a un quadro dove il marketing si è ramificato in tantissimi campi differenti e le figure che possono far parte di un team si sono moltiplicate. Da Art Director a Copywriter, passando per Media Buyer, Press, Developer e altre ancora: creare un team composto dalle giuste figure è un passo necessario se si vuole crescere, e uno degli step fondamentali è la formazione delle nuove risorse.

In questo articolo cercheremo di fare luce sulla questione, analizzando alcuni punti fondamentali in relazione alla formazione delle nuove risorse dedicate alla parte di marketing e comunicazione di un’azienda.

La formazione di nuove risorse marketing: i punti cruciali

Vediamo qui di seguito alcuni punti fondamentali che bisogna tenere a mente quando si parla di formazione di nuove risorse per la gestione del marketing.

Selezionare risorse con competenze verticali

Per qualsiasi tipo di azienda, prima della formazione non può che inevitabilmente esserci la fase di recruiting: selezionare risorse adeguate, in linea con i propri obiettivi e la strategia marketing, è sicuramente il primo passo. La cosa migliore è sicuramente selezionare candidati che abbiano skills verticali.

Occorrerebbe dunque formulare una domanda importante: di che cosa ha bisogno l’azienda per crescere? Un copywriter che gestisca la comunicazione, un social media manager che si occupi della presenza sui canali social o un digital advertising che promuova sui vari canali l’azienda tramite strategie paid? Una volta chiarito questo primo punto, sarà più facile scegliere quale risorsa assumere e metterla in condizioni ottimali, pianificandone anche un percorso di crescita e formazione interna.

La formazione non finisce mai

Il mantra da tenere presente quando si parla di gestione del marketing e della comunicazione è che la formazione non finisce mai. Formare una nuova risorsa inizialmente può essere semplice: mettere a sua disposizione risorse più esperte, fornire corsi, casi studio di competitor o interni è sicuramente un buon inizio.

Tuttavia, bisogna ricordare che il settore del marketing, specialmente se parliamo di strategie digital, è in continua evoluzione. Per questo occorre che la risorsa si aggiorni costantemente su nuovi strumenti, trend, strategie o altro, rimanendo sempre in linea con gli ultimi aggiornamenti.

Dall’affiancamento a corsi e workshop

Gestire e formare le risorse interne è cruciale per la crescita di un’azienda, al fine di creare team che siano in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati. Quando si parla di formazione di nuove figure, uno step fondamentale è sicuramente affiancarle a una figura senior, che sia in grado di fornire una panoramica generale dell’azienda e giorno dopo giorno costruire un metodo di lavoro che si solidifichi nel tempo.

Oltre a questo, una buona strategia è organizzare workshop, partecipare a webinar o mettere a disposizione delle nuove figure risorse relative a corsi, aggiornamenti o altro, così che possano formarsi anche in autonomia.

Eventi e Webinar

Organizzare meeting e riunioni

Uno dei momenti di maggiore crescita personale e professionale è sicuramente il confronto, e questo avviene soprattutto durante meeting e riunioni. Per questo, se si considera l’inserimento di nuove risorse, organizzare momenti di confronto e condivisione fra i vari team e reparti può essere un’occasione perfetta per trasferire conoscenze alle nuove figure appena arrivate in azienda. Questo può essere fatto tramite meeting, riunioni in presenza, ma anche con occasioni di team building al di fuori del lavoro, come eventi, feste aziendali o altro ancora.

Team marketing: quando affidarsi a un’agenzia esterna
Abbiamo visto una serie di punti che possono aiutare un’azienda a formare nuove risorse marketing, ma non è detto che questa sia l’unica strada: a volte, soprattutto per aziende più strutturate che desiderano comunicare su più canali online o offline, creare un team marketing interno significa dover formare tante figure.

In questi casi una strada percorribile è anche affidarsi a un’agenzia di marketing esterna, che metta al servizio dell’azienda un team dedicato e formato da professionisti del settore, in grado di lavorare a stretto contatto con i responsabili dell’azienda stessa. In questo modo si potrà risparmiare tempo e risorse che altrimenti sarebbero dedicate alla formazione, senza avere conseguenze negative per quanto riguarda i risultati raggiungibili nel tempo dalle strategie di marketing attuate.

Coordinare le risorse cover
Gestione della comunicazione: coordinare le risorse

Coordinare le risorse Marketing è fondamentale per ottimizzare la propria comunicazione sui vari canali online e offline. Scopriamo qualcosa in più.

Assicurarsi che tutto il team sia allineato, coordinato con tutte le attività e le scadenze e che tutta la comunicazione sia strutturata e pianificata al meglio può davvero fare la differenza nella vita di un’azienda. L’organizzazione del team marketing è un aspetto fondamentale per crescere, soprattutto per i grandi gruppi o per le aziende che desiderano presidiare più canali di comunicazione, e che dunque richiedono un impiego di risorse e di energie maggiori. In questo articolo facciamo il punto su come gestire la comunicazione e coordinare le risorse dedicate al marketing e alla comunicazione al meglio, trasformandole in un team efficiente.

Perché è importante coordinare le risorse

Come abbiamo detto in apertura, spesso comunicare online è sinonimo di sforzi considerevoli per quello che concerne la fase creativa, la fase di pianificazione infine la fase operativa di quello che è il piano di comunicazione di un’azienda.

Analisi e strategie, presidio dei canali social, del sito web o del blog aziendale, campagne pubblicitarie online e offline, organizzazione eventi, creazione dei contenuti e via dicendo: ognuna di queste attività coinvolge diversi reparti e ruoli professionali differenti. Art director, copywriter, media buyer, developer, social media manager e così via: tutte le figure devono essere allineate e coordinate al fine di cooperare e lavorare come se fossero un unico organismo con vita propria. Solo in questo modo la comunicazione può risultare efficace e si possono evitare rallentamenti o addirittura gravi errori che potrebbero compromettere la brand authority.

Coordinare le risorse

Gestire le risorse marketing: strumenti utili

Come si suol dire, tra il dire e il fare c’è di mezzo un mare. Se dunque in teoria potrebbe risultare tutto piuttosto chiaro, organizzare le risorse al meglio durante le attività di tutti i giorni non è sempre una passeggiata.

Un modo per coordinare al meglio tutto il team è sicuramente strutturare un sistema di comunicazione interna efficace, basato su software e programmi che possano aiutare tutte le figure coinvolte.  Un esempio può essere Google Drive, strumento utilissimo per passarsi progetti, cartelle o condividere altri file che siano accessibili a tutti.

Per comunicare, invece, occorre affidarsi a uno strumento di gestione del lavoro per sincronizzare tutto il team, come ad esempio Asana, che permette di creare micro-team che possono condividere progetti, idee o anche scadenze, oppure Notion, dove è possibile creare cartelle con task, descrizioni e associare singoli membri del team a un particolare compito.

Fra i tool più utilizzati non manca poi Slack, un modo per comunicare rapido e organizzato, e che permette di non perdersi nessun messaggio importante e di essere tempestivi nelle risposte a differenza di messaggi o, peggio chat WhatsApp, dove il rischio è di perdersi passaggi importanti.

In ultima analisi, tuttavia, lo strumento scelto può essere secondario: l’importante è che sia utilizzato da tutto il team in maniera puntuale e che offra un minimo di funzionalità di base come, per esempio, la possibilità di recuperare agilmente una vecchia conversazione, scorrere gli allegati, gestire scadenze e così via. Ma anche il migliore degli strumenti risulta inutile se il suo utilizzo non è profondamente metabolizzato dalla squadra. Questo ci porta al punto successivo.

Oltre ai tool, sicuramente serve anche una figura interna, che può essere un responsabile marketing, che abbia una visione a 360° su strategie, obiettivi e modalità, e che dunque sia in grado di delegare compiti importanti ai singoli membri del team marketing e verificare anche il corretto svolgersi delle operazioni, anche quelle di comunicazione interna.

Affidarsi a un’agenzia di marketing esterna conviene?

Insomma, il quadro che emerge dalla situazione è piuttosto chiaro e definito: un’azienda che vuole avere un team marketing interno non deve solo preoccuparsi di assumere risorse e formare un team di professionisti, ma anche mettere i singoli nelle condizioni migliori per raggiungere gli obiettivi di crescita che ci si è prefissati.

Proprio per questo spesso ci si affida ad agenzie esterne di professionisti che curino tutta la parte marketing in outsourcing: in questo modo non solo non diventa più necessario avere delle risorse interne, ma ci si potrà anche dimenticare di tutta la parte di coordinamento, affidandosi completamente all’agenzia che metterà a disposizione dell’azienda il miglior team marketing.

Tramite un account l’agenzia coordinerà il proprio reparto marketing con i manager aziendali e fornendo report sulle varie attività potrà mostrare tutti i risultati ottenuti dalle strategie di comunicazione applicate.

Presenza Digitale
Organizzazione eventi: perché la qualità è più importante dei numeri

Per un’azienda è importante organizzare eventi e farlo con un focus sulla qualità piuttosto che puntare sulla quantità.

Sebbene il mondo digital e del web marketing sia diventato molto attrattivo per aziende, brand e realtà che vogliono comunicare al meglio, non bisogna mai dimenticare l’importanza del marketing offline e in particolare degli eventi.

Gli eventi sono il punto di contatto fra l’azienda e tutti gli altri attori che entrano in contatto con essa: clienti, potenziali clienti, reparti o collaboratori esterni o anche semplicemente meeting che coinvolgono solo risorse interne. In generale, quando parliamo di comunicazione offline, non possiamo prescindere dall’importanza di un evento, che permette a una realtà di farsi conoscere e di toccare con mano quali sono i propri prodotti, le proprie idee o i valori che propone.

Organizzare eventi: perché è meglio puntare sulla qualità

Organizzare un evento aziendale può essere occasione di incontro con nuovi clienti interessati, ma anche una convention con partner e collaboratori interni e esterni, o ancora un momento per dedicarsi a clienti già fidelizzati. Insomma, va da sé che esistono tantissimi tipi di eventi, ed è proprio per questo che risulta fondamentale sapersi focalizzare sulle tipologie più indicate per gli obiettivi dell’azienda che li organizza.

In parole povere, se si vogliono organizzare eventi e meeting aziendali, conviene puntare sulla qualità che sulla quantità. Organizzare uno, due o tre eventi all’anno piuttosto che uno al mese, concentrando il giusto effort e le risorse necessarie al fine di creare un evento di qualità, può essere molto più premiante.

In questo modo sarà possibile pianificare tutto nei minimi dettagli, dal budget alla realizzazione vera e propria, aumentando le possibilità di successo.

strategie digital marketing

Come organizzare un evento aziendale

Ora che abbiamo chiara la teoria, passiamo alla pratica e vediamo qualche punto chiave per organizzare un evento di qualità

Il team

Il primo step consigliato per organizzare eventi che abbiano successo e siano efficaci sia per un’azienda che per il proprio target è sicuramente affidarsi a un’agenza pubblicitaria. Avere un team di professionisti dedicato, che lavori al concept dell’evento e alla sua realizzazione, è un punto fondamentale per un’organizzazione impeccabile.

Il Briefing

Stabilire che tipo di evento si andrà a organizzare è il primo passo per chiarire le idee al team e lavorare nella giusta direzione. Proprio da questo briefing nascerà l’evento e prenderà forma sia dal punto di vista creativo che tecnico: qual è l’obiettivo dell’evento e a chi è destinato? Come si svolgerà? Quale sarà la location più adatta ad ospitarlo? Partire da una serie di domande cruciali è un passo obbligato.

Format e storytelling

Una volta capito che tipologia di evento si andrà a organizzare, andrà definito un format. Un buffet aziendale è diverso da un release party, così come un meeting fra collaboratori differisce da un evento dove è previsto un public speech. Proprio per questo occorre stabilire il format e lo storytelling attraverso il quale sarà raccontato l’evento.

Budget

In tutto questo non va dimenticato il budget. Capire a quanto ammontano i fondi destinati all’evento determina praticamente tutto. In questa fase occorre valutare i costi legati a eventuali ospiti, buffet, gadget aziendali, location e così via.

Promozione dell’evento

Infine, una volta creata l’idea e studiata nei dettagli, bisognerà anche realizzare una strategia per diffondere l’evento. Social, mail, una landing page, flyer o cartelloni: occorre decidere su quali canali si vorrà diffondere e comunicare l’evento, stabilendo anche dei tempi, un budget pubblicitario e delle KPI da raggiungere.

Si passa all’azione

Come abbiamo visto da questa lista, organizzare un evento richiede un grande effort e solo dopo aver pianificato al meglio tutte queste attività è possibile entrare davvero nel vivo e cominciare a organizzare l’evento. Proprio per questo motivo conviene puntare sulla qualità che sulla quantità.

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Incrementare l’autorevolezza online: 5 passi fondamentali

Comunicare online spesso non è sufficiente per costruire una solida Brand Identity: ecco 5 consigli per incrementare l’autorevolezza online

Per qualsiasi brand che decide di affacciarsi al panorama della comunicazione online è importante lavorare con costanza per acquisire credibilità agli occhi dei propri potenziali clienti. In un mondo dove gli utenti sono bombardati da pubblicità, articoli, ads e altri contenuti, è importante non solo presenziare i principali canali social e comunicare in maniera originale, ma farlo anche in modo autorevole e credibile. In questo modo è possibile creare una community affiatata, che si fida del brand e della sua proposizione di valori.

Come acquisire credibilità online

Se nella teoria è tutto molto chiaro, come si fa a mettere in pratica questa serie di concetti e nello specifico a lavorare al fine di incrementare la propria autorevolezza online?

Ecco 5 consigli utili per aziende, brand o realtà che comunicano online e desiderano lavorare sulla credibilità dei propri contenuti e della comunicazione proposta.

Comunichiamo i nostri valori (e al giusto target)

Per essere credibili, un brand deve lavorare molto sulla proposta comunicativa che vuole direzionare con le proprie attività di marketing online, e non parliamo solo di prodotti, servizi o promozioni.

Una Brand Identity solida si basa su una mission, una vision e dei valori concreti. Ad esempio, un brand potrebbe puntare su valori come Made in Italy, ecosostenibilità, controllo della filiera, artigianalità, personalizzazioni o impegnarsi in altre cause che fanno parte del DNA aziendale. Avere chiari quali sono i valori del brand e il percorso verso il quale si vuole andare renderà il marchio più credibile agli occhi del target.

Ovviamente, la comunicazione andrà poi orientata verso il target giusto, un’audience di persone recettive e che siano in linea con i valori proposti.

Creare contenuti di qualità

Una volta compreso che cosa si vuole comunicare, per acquisire autorevolezza è di fondamentale importanza produrre contenuti di qualità. Che sia un articolo di blog, un post su Instagram o un video Corporate, investire su contenuti qualitativamente elevati aiuterà senza dubbio l’azienda a risultare più credibile e autorevole.

Influencer e Digital PR

Un altro modo per lavorare sulla propria autorevolezza e fare in modo che influencer, brand ambassador, testate giornalistiche o altre figure parlino di noi. Avere a supporto una strategia di influencer e Digital PR è fondamentale per far conoscere il proprio business a un pubblico sempre maggiore.

Si può puntare su collaborazioni con personaggi che condividono valori e audience o magari puntare su redazionali e articoli pubblicate su testate importanti. L’obiettivo è lo stesso: farsi pubblicità attraverso canali che aumentino l’autorevolezza del marchio.

Puntare su attività SEO e Link Building

Oltre al pubblico, quando si parla di autorevolezza online non è possibile prescindere da Google. Essere ben indicizzati e avere un sito web posizionato sulle prime pagine di Google aiuterà a farsi trovare da persone con intenti di ricerca coerenti con il brand. Per fare questo bisogna acquisire autorevolezza agli occhi di Google, ovvero fare in modo che il nostro sito ottenga un punteggio di SEO Authority elevato.

Per fare questo bisognerà lavorare su una Seo Strategy che colpisca diversi asset: avere un sito responsive, veloce, in linea con i parametri di Google, ma anche ricco di contenuti, articoli e pillar che aiutino a indicizzarlo, è sicuramente il primo passo. Oltre a una attività di Seo Content, occorrerà poi puntare sulla Link Building, ovvero avere fonti di citazione esterne da altri siti autorevoli. I cosiddetti backlink aiutano ad aumentare l’autorevolezza del sito linkato e potenziare così il dominio.

Affidarsi a professionisti del settore della comunicazione

Ultimo, ma non per importanza, affidarsi a un’agenzia che metta al servizio dell’azienda un team di professionisti è di sicuro uno dei punti cruciali se si vuole puntare sulla credibilità del marchio e della propria comunicazione online. Dalla produzione di contenuti alla loro pianificazione, passando per attività SEO e di Digital PR: avere collaboratori fidati che si occupino di tutti questi processi dalla A alla Z è fondamentale se si vuole comunicare online.

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5 motivi per iniziare subito a fare marketing convergente

Il marketing convergente è l’ultimo trend del marketing e si basa sull’interazione fra social, AI ed esperienza mobile. La filosofia dietro a questa tendenza comunicativa è quella di comunicare in maniera più diretta possibile con i nostri utenti, targettizzandone interessi e comportamenti e compiendo azioni di marketing verticali e il più personalizzate possibile.

È risaputo che i tempi cambiano in fretta, soprattutto sul web, ed è proprio per questo motivo che qualsiasi tipo di azienda oggi dovrebbe considerare un approccio alla comunicazione convergente. Ecco 5 motivi per farlo subito.

5 vantaggi del marketing convergente

Vediamo qui riassunti 5 punti chiave del perché oggi conviene adottare una comunicazione convergente e perché il convergent marketing può garantire numerosi benefici a una realtà aziendale, sia che questa operi in un settore b2b che b2c. Nel nostro approccio al marketing convergente, tuttavia, abbiamo scelto di estendere il concetto: il marketing convergente diventa anche un’occasione per unificare, aggregare e orchestrare gli sforzi di comunicazione, creando una strategia unitaria che coinvolga tutti i media, anche quelli più tradizionali. Raggiungere le persone nel loro ambiente preferito, insomma, non preclude l’uso di risorse diverse da quelle digitali. Im questo articolo, tuttavia, ci concentreremo sugli aspetti più attuali di questa strategia comunicativa.

Puntare su social, mobile e AI

Non c’è cosa più importante nel marketing online che saper individuare i trend sui quali vale la pena investire risorse, tempo ed energie. È oramai indubbio che le abitudini del popolo digitale siano cambiate: i social sono oramai al centro e sono diventati il miglior luogo virtuale dove investire per portare traffico su siti web o raccogliere informazioni, dati, lead e altro.

In aggiunta, l’esperienza di navigazione è sempre più mobile oriented: in altre parole, gli utenti utilizzando iPhone e Smartphone per navigare i social network e sempre meno pc.

Puntare su questi trend, sfruttando formati adatti e pubblicità in linea con il social di riferimento, garantisce a un’azienda di arrivare con i propri messaggi a molte più persone.

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Raccogliere dati e informazioni preziose

Se la comunicazione convergente si basa esclusivamente su un modo di comunicare più attento alle esigenze dei singoli, occorre però scoprire quali sono le informazioni che interessano per poter poi programmare delle azioni di marketing.

Puntare sui social permette di avere contatti diretti con i clienti, instaurare delle relazioni più profonde e soprattutto raccogliere dati e informazioni specifiche che possono avere come conseguenza una user experience e una comunicazione più personale.

Automatizzare è sinonimo di risparmio

Sfruttare le enormi potenzialità dell’intelligenza artificiale è alla base del marketing convergente. Tramite l’utilizzo di chat bot, automation email marketing e altri software è possibile comunicare in maniera verticale, segmentando la comunicazione in base alle varie azioni che hanno svolto gli utenti.

Il vantaggio è duplice, perché se da un lato avremo utenti più recettivi, che percepiranno un brand più attento alle loro esigenze o in grado di risolvere un loro dubbio specifico, dal lato delle aziende questo rappresenta un enorme risparmio di tempo.

Impostando flussi automatici sarà infatti possibile lasciare il grande del lavoro all’Intelligenza Artificiale, senza però dimenticarsi di ottimizzare, monitorare e analizzare i dati con costanza.

Comunicare in maniera più personale

Targettizzare il proprio pubblico e comunicare in maniera diversa a seconda del tipo di utente darà sicuramente più valore alla pubblicità sui social, favorendo interazioni e punti di contatto con potenziali clienti, che a loro volta si sentiranno più coinvolti. Le parole d’ordine diventano dunque informare, innovare ed emozionare. Parlare sempre di più al singolo e meno all’audience in generale significa puntare su una comunicazione che stimoli l’interazione e l’interesse, e che non miri soltanto a entrare nella testa delle persone per sfinimento.

Distinguersi dalla concorrenza

In un momento dove la pubblicità online è diventata sempre più concorrenziale e gli spazi vengono acquistati da tantissime aziende, distinguersi non è più una scelta, ma quasi un obbligo. Il rischio di risultare uno fra tanti è sempre dietro l’angolo, ma anche qui il marketing convergente può essere una soluzione. E, proprio in questo contesto, trova spazio il nostro modo di intenderlo: distinguersi significa anche utilizzare canali poco frequentati, magari recuperando le migliori pratiche del marketing analogico.

In conclusione

Seguire un trend, sfruttare le giuste piattaforme, puntare su AI e Smartphone e comunicare in maniera personale e distinta dai competitor: il marketing convergente unisce le tecnologie più avanzate con le nuove tendenze, puntando su una comunicazione che risulti meno invasiva per l’utente finale, ma più interessante e coinvolgente.

Si tratta di un tipo di comunicazione che, come abbiamo visto, può portare tantissimi vantaggi a qualsiasi azienda che desideri comunicare online, nonché permettere di automatizzare tantissimi processi di marketing risparmiando tempo prezioso.

illustrazione Gestione social network
Come sfruttare l’Automation Email Marketing nella comunicazione convergente

Nella comunicazione convergente si cercano di sfruttare i social e l’Intelligenza artificiale per arrivare in maniera più diretta al consumatore finale: ecco come farlo con l’Automation Email Marketing

Nell’era del digitale le strategie di marketing cambiano in fretta e tutto e sempre più orientato verso una comunicazione più diretta e stimolante e sempre meno invadente. Proprio da questo principio nasce il convergent marketing, un tipo di pubblicità che vuole intercettare i bisogni del singolo consumatore sfruttando social media, smartphone e AI. Esistono tanti modi per declinare questo tipo di filosofia nel concreto, e uno di questi è l’Automation Email Marketing, un asset fondamentale per aziende b2b o b2c e che se sfruttato al meglio può garantire ottimi risultati.

Che cos’è l’Automation Email Marketing

L’Automation Email marketing può essere letto come l’evoluzione dell’email marketing tradizionale. Il principio su cui si fonda è la segmentazione accurata del pubblico, principio cardine della comunicazione convergente. Tramite una profonda analisi dei dati cliente per cliente, e la successiva creazione di workflow (ovvero sequenze di email) è possibile orientare l’invio di email diverse a seconda del tipo di utente, di quali azioni ha fatto in passato e di quelle che ci aspettiamo farà in futuro.

Insomma, questo asset dà la possibilità di creare strategie customer oriented che aumentano il grado di personalizzazione della comunicazione aziendale. C’è forse qualcosa più convergent marketing di questo?

Come si fa Marketing convergente con l’automazione dell’email

Vediamo più nel dettaglio come funziona l’Automation Email Marketing. Prima di tutto, occorre affidarsi a un software, e sul mercato ne esistono tantissimi che possono venire incontro alle diverse esigenze aziendali. Tra i più famosi, impossibile non citare ActiveCampaign e Klaviyo: entrambi permettono di creare DEM, flussi automatici, pubblici e tanto altro ancora.

Ognuno di questi ha un diverso abbonamento a seconda della dimensione del database. Una volta installati, è possibile cominciare a dare vita ai vari set up. Ecco un piccolo dizionario dell’Email Marketing Automation.

DEM

La Dem è una mail con una comunicazione diretta che viene inviata a tutto il database. Questo tipo di email non è automatico, ma viene creata e inviata manualmente.

Work Flow (o flussi automatici)

A differenza delle DEM, con questi software è possibile creare dei flussi automatici di email, ovvero una sorta di percorso che accompagna l’utente email dopo email. Ogni flusso ha delle condizioni di ingresso e di uscita. Facciamo un esempio: un’azienda decide di creare un flusso di benvenuto per tutti gli utenti che si iscrivono alla newsletter. Il trigger, ovvero la condizione di ingresso sarà quindi ogni qual volta un utente si iscrive.

In questo flusso, che può contenere una, due, tre o infinite mail, può avere anche delle condizioni di uscita. Si può decidere, ad esempio, di far uscire un utente ogni qual volta compie un’azione sul nostro sito, se effettua un acquisto o richiede informazioni per una consulenza, e farlo entrare in un altro flow con una comunicazione adatta alle sue esigenze.

Liste e Segmenti

Il pubblico iscritto al Database può essere suddiviso in diverse liste e segmenti, che cambiano in base alle condizioni che si sono decise. La differenza fra liste e segmenti è molto semplice: le prime sono elenchi di utenti che si sono caricati o che si popolano in base a un’azione. Ad esempio, è possibile avere la lista Madre, dove si raccolgono i contatti di chi si iscrive alla newsletter, ma anche liste più strette, come gli ex clienti, i lead raccolti da una campagna specifica e così via.

A differenza delle liste, i segmenti sono dinamici, ovvero si popolano in maniera automatica. E qui viene il bello, poiché si possono scegliere davvero infinite condizioni: utenti che non aprono la mail da x giorni, utenti che hanno effettuato almeno un acquisto negli ultimi 30 giorni, utenti che hanno speso almeno 250 euro, e così via. Le possibilità qui sono davvero infinite.

influencer marketing

Pop up e form

Questi software permettono anche di creare popup e form che è possibile embeddare in un sito web. In questo modo potremo andare a segmentare e comunicare in maniera convergente anche sul sito. Un esempio è uno sconto particolare, che si vuole mostrare solo a un certo tipo di utenti che visitano una determinata pagina: creando un pop up è possibile comunicarglielo e permettergli di rimanere in contatto con l’azienda lasciando le sue informazioni. Ogni popup sarà poi collegato a un workflow, con delle mail specifiche e verticali.

Metriche e dati

Non va dimenticato come ultimo punto l’analisi delle metriche. Valutare il tasso di apertura delle mail, il click rate, il conversion rate e tanti altri parametri è fondamentale per ottimizzare il lavoro di automazione e capire dove è possibile migliorare ulteriormente la comunicazione. Questi software offrono dashboard molto specifiche, dove possibile osservare il comportamento di ogni singolo utente, ogni singola mail e ciascun workflow.

Le scelte strategiche nella comunicazione convergente

Abbiamo visto come l’Automation Email Marketing costituisce un ottimo strumento per aiutarci a raggiungere il pubblico. Come sempre tuttavia, l’aspetto più importante nella comunicazione è la creazione di una strategia. Soprattutto nel marketing convergente che, per sua natura, richiede un livello di orchestrazione e di integrazione molto elevato fra le diverse attività. Nel pianificare la nostra prossima campagna di comunicazione, insomma, assicuriamoci di partire con il piede giusto.