farsi conoscere su Instagram
Come farsi conoscere su Instagram: strategie per aumentare la visibilità

Con oltre 500 milioni di foto caricate ogni giorno, influenza soprattutto i giovani tra i 18 e i 29 anni…ma non solo!

Instagram è per molti versi lo strumento di brand identity per antonomasia. In qualche modo, molto di quello che facciamo ogni giorno per promuovere aziende, persone e realtà, è stato contagiato dagli usi, i costumi e le modalità esistenti su questa piattaforma social. Dopo un periodo di utilizzo intensivo, estensivo e, ammettiamolo, piuttosto sconsiderato, oggi sperimentiamo una sorta di ritorno alle origini: coltivare una community di follower autentici e coinvolti. Non si tratta più solo di raggiungere molte persone, ma di trasformare quel pubblico in una vera community capace di interagire con il brand e generare valore duraturo. Con oltre 27 milioni di utenti attivi in Italia e più di 2 miliardi nel mondo, questa piattaforma rimane senza dubbio il punto di partenza ideale per comunicare efficacemente con un pubblico giovane e dinamico. Farsi conoscere su Instagram, però, non è così facile. Soprattutto perché è già ampiamente presidiato da realtà che fanno un ottimo lavoro. Ma proprio da loro possiamo imparare alcuni trucchi per migliorare il nostro profilo.

Senza dimenticare, lo ribadiamo in apertura per chiarirlo in modo definitivo, che la semplice “corsa” al numero di follower è inutile. Qualcuno la definirebbe una vanity metric. Quello che conta davvero è la qualità del messaggio e la scelta dei canali giusti a fare davvero la differenza. La piattaforma aggiorna continuamente il suo algoritmo, per premiare l’autenticità e la qualità dei contenuti (mentre contenuti clickbait e interazioni superficiali vengono penalizzati) e valorizzare le interazioni reali e frequenti con i follower.

Ottimizzare il profilo Instagram: la base per la visibilità

Il primo passo per farsi conoscere su Instagram è ottimizzare il profilo. L’immagine del profilo deve essere chiara e riconoscibile: consigliata una foto del proprio volto ben illuminata per un personal brand, oppure un logo nitido per un’azienda. È opportuno caricare l’immagine ad almeno 320×320 pixel per assicurare una buona resa nel ritaglio circolare senza tagli indesiderati.

Anche il nome utente (@) va scelto con cura: deve essere semplice, facile da ricordare e, se possibile, coerente con gli altri canali digitali del brand per garantire uniformità. Ancora più rilevante ai fini della SEO interna di Instagram è il nome profilo (la riga in grassetto sotto la foto). Instagram, infatti, utilizza questo campo per indicizzare l’account nelle ricerche. Includere parole chiave pertinenti al proprio settore o professione, per esempio “Consulente Marketing Digitale” o “Fotografo Milano”, può migliorare la ricercabilità del profilo nelle ricerche interne.

La biografia di Instagram, pur limitata a 150 caratteri, è uno strumento prezioso. Ci permette di comunicare in sintesi chi siamo, cosa facciamo e il valore unico che offriamo. Usiamo parole chiave strategiche e una call to action chiara che invogli l’utente a interagire (ad esempio invitandolo a visitare il sito o a prendere contatto). L’uso mirato di qualche emoji può rendere il testo più leggibile e accattivante, pur mantenendo uno stile professionale. Importante: inseriamo un link esterno attivo nella bio per portare traffico verso il nostro sito o una landing page di approfondimento. Da aprile 2023, Instagram permette di aggiungere fino a 5 link cliccabili nel profilo. Sfruttiamoli per mostrare diversi aspetti del nostro business direttamente dalla pagina Instagram.

Da non trascurare sono le Storie in evidenza (Highlights), con cui possiamo mettere in risalto in modo permanente i contenuti più importanti suddividendoli per tema. Proviamo a creare copertine personalizzate e coerenti con la nostra brand identity. Daranno un tocco ordinato e professionale al profilo e aiuteranno a fare un’ottima prima impressione ai nuovi visitatori.

Creare contenuti visivi accattivanti e diversificati

Instagram premia chi pubblica contenuti visual di alta qualità, coerenti con l’identità visiva del brand. È fondamentale puntare su immagini e video nitidi, ben illuminati e dal design curato. Definiamo una palette di colori e uno stile visivo riconoscibile. Così aiuteremo il nostro brand a essere immediatamente identificabile mentre l’utente scorre il feed.

Oltre alle foto singole, è efficace alternare formati diversi per mantenere alta l’attenzione del pubblico. I post a carosello (sequenze di più immagini o grafiche che l’utente può scorrere) permettono di raccontare storie più approfondite, mostrare step-by-step o confronti “prima e dopo”. Grazie a questi strumenti possiamo aumentare il tempo di permanenza sul post, un segnale positivo per l’algoritmo. I video brevi, soprattutto i Reel, sono tuttora tra i contenuti più favoriti per raggiungere un pubblico più ampio grazie alla spinta dell’algoritmo. Con gli ultimi aggiornamenti, però, non ci si deve focalizzare solo sui Reel. Dal 2025, infatti, anche caroselli e persino post statici di qualità stanno ottenendo nuova visibilità organica, a patto che siano originali e davvero coinvolgenti. Le Storie quotidiane, con la loro natura temporanea, sono invece ideali per creare un contatto diretto e informale con la community. Usiamo li per mostrare il “dietro le quinte” e sfruttare sticker interattivi (sondaggi, quiz, domande) per stimolare piccole interazioni rapide e autentiche.

La regolarità di pubblicazione è un altro ingrediente chiave. Pianifichiamo un calendario editoriale e pubblichiamo con costanza, soprattutto nei momenti di maggiore attività del nostro pubblico. Possiamo individuare i momenti migliori tramite Instagram Insights o strumenti esterni. Pubblicare quando la nostra audience è più attiva massimizza la copertura e la probabilità di engagement.

Infine, incoraggiamo sempre l’interazione diretta con e tra i follower. Per esempio rispondiamo ai commenti in tempi brevi, poniamo domande nelle didascalie per invitare alla conversazione. Inoltre creiamo contenuti che spingano gli utenti a condividere le proprie opinioni o esperienze. Questo dialogo continuo alimenta il senso di community e invia all’algoritmo segnali di engagement preziosi, che possono tradursi in maggiore visibilità per i nostri post.

Uso strategico degli hashtag su Instagram

Gli hashtag restano uno strumento importante per ampliare la portata dei contenuti e farci scoprire da utenti nuovi ma in linea con il nostro target. Nel 2025, però, l’approccio è cambiato: invece di inserire decine di hashtag generici, conviene usarne pochi ma altamente mirati e pertinenti. Instagram ne permette fino a 30 per post, ma consiglia di utilizzarne 3-5 ben selezionati. Scegliamone pochi strettamente legati alla nicchia di riferimento, per ottenere i risultati migliori.

In generale, gli hashtag possono essere distinti in diverse categorie utili:

  • Hashtag di nicchia: parole chiave specifiche che descrivono il nostro settore, la nostra specializzazione o il contenuto del post (es. #cybersecuritytips per un’azienda di sicurezza informatica).
  • Hashtag branded: tag personalizzati con il nome del brand (o di una campagna) per aggregare i contenuti della nostra community e rafforzare la brand identity (es. #NomeAziendaCommunity).
  • Hashtag localizzati: indicano un’area geografica, se il nostro business opera su un territorio definito, e aiutano a intercettare un pubblico locale (es. #StartupMilano).
  • Hashtag di tendenza: legati a trend del momento o eventi specifici. Vanno usati con criterio e solo se davvero rilevanti per il nostro contenuto. Per esempio in occasione di una campagna o di una ricorrenza popolare nel settore.

La chiave è monitorare costantemente quali hashtag portano più visibilità e interazioni. Gli strumenti di analisi (Instagram Insights offre dati sulla copertura ottenuta dai vari hashtag, ma anche tool esterni, permettono di capire quali tag funzionano meglio per noi. In base ai risultati, aggiorniamo periodicamente la nostra lista di hashtag: eliminiamo quelli meno efficaci e sperimentiamo di nuovi più pertinenti. Ricordiamo che anche inserire parole chiave rilevanti nel testo della didascalia aiuta l’algoritmo a capire di cosa tratta il nostro post e ne migliora l’indicizzazione nella ricerca interna.

Analizzare i risultati per migliorare continuamente la strategia

Monitorare costantemente le performance del nostro Instagram è essenziale per capire cosa funziona davvero e dove intervenire. Gli Instagram Insights (disponibili per i profili Business o Creator) forniscono dati preziosi sulla crescita dei follower, la copertura (reach), le impression, l’engagement e le performance di ogni singolo post o storia. Per analisi più approfondite e report dettagliati, possiamo utilizzare piattaforme esterne come Metricool, Sprout Social o Hootsuite Analytics, che aiutano a visualizzare i trend nel tempo e a consolidare le metriche in comodi dashboard.

L’interpretazione di questi dati è la parte più importante. Non fermiamoci alle vanity metrics: cerchiamo di trarre insight azionabili. Ad esempio, se un video ottiene molte visualizzazioni ma pochissime interazioni (like, commenti o condivisioni), potrebbe significare che non era abbastanza coinvolgente o mirato per il pubblico che l’ha visto. Al contrario, un aumento costante di follower accompagnato da un alto tasso di engagement (mi piace, commenti, salvataggi, condivisioni) testimonia che la nostra strategia sta funzionando e che stiamo costruendo una community solida attorno al brand.

L’importanza dello studio

Analizziamo anche quali formati di contenuto funzionano meglio per noi (foto, video, caroselli, Reel) e se ci sono fasce orarie in cui i nostri follower sono più attivi e ricettivi. Gli Insights di Instagram mostrano i giorni e orari di maggiore attività: programmiamo i post in quei momenti per massimizzare l’impatto iniziale e sfruttare l’effetto volano dell’algoritmo (un contenuto che riceve molte interazioni subito dopo la pubblicazione verrà mostrato ancor di più).

Per farsi conoscere su Instagram bisogna lavorarci ogni giorno

Infine, adottiamo un approccio di miglioramento continuo. Sulla base dei dati, sperimentiamo varianti nella nostra strategia: proviamo nuovi tipi di contenuti (es. lanciare un Reel se finora abbiamo pubblicato solo immagini statiche, o viceversa), modifichiamo il tono delle caption, oppure diversifichiamo la frequenza di pubblicazione. Osserviamo i risultati e adattiamo di conseguenza. Nel mondo digitale nulla è statico: mantenere una mentalità flessibile e data-driven ci permetterà di crescere costantemente e di reagire prontamente ai cambiamenti dell’algoritmo o dei trend di mercato.

Riassumendo, per farsi conoscere su Instagram è necessario:

  • Ottimizzare il profilo – Foto chiara e professionale, nome utente e nome profilo con le keyword giuste, bio efficace con CTA e link, e highlights curate.
  • Creare contenuti di qualità e vari – Immagini e video ben fatti, stile visivo riconoscibile, mix di post singoli, caroselli, Reel e Storie per mantenere alto l’interesse.
  • Utilizzare hashtag mirati – Pochi hashtag rilevanti e specifici per la nicchia, evitando quelli troppo generici; monitorarne la resa e aggiornare la strategia di conseguenza.
  • Interagire con la community – Rispondere a commenti e messaggi, porre domande nelle didascalie e usare sticker interattivi nelle Storie per stimolare conversazioni e coinvolgimento autentico.
  • Analizzare i dati e adattare la strategia – Tenere d’occhio le metriche chiave (follower, reach, engagement, etc.), identificare i contenuti vincenti o da migliorare, e ottimizzare continuamente il piano in base a ciò che dicono i dati.

La crescita su Instagram è frutto di coerenza, qualità e metodo, oltre alla capacità di restare sempre aggiornati sulle novità della piattaforma. Con questo approccio strategico, Instagram può diventare un potentissimo strumento di branding e comunicazione, capace di portare risultati concreti e duraturi al business.

Trasformare Instagram in uno strumento di engagement

Competition srl è un’agenzia di comunicazione digitale con oltre 30 anni di esperienza nel mercato ICT, specializzata nell’affiancare le aziende del settore IT nella loro strategia di marketing. Il nostro supporto copre tutte le fasi: dalla definizione degli obiettivi e l’analisi del target, alla scelta dei canali più adatti e all’ottimizzazione dei profili social, fino alla creazione di contenuti e alla gestione operativa quotidiana. Grazie alla profonda conoscenza del mercato e alle competenze multidisciplinari del suo team, Competition srl aiuta il tuo brand a sfruttare al massimo Instagram (integrandolo in modo sinergico con gli altri asset digitali) per costruire una presenza online efficace e orientata ai risultati.

gestire la comunicazione
Comunicazione sui social media: tendenze e tecniche per il prossimo futuro

Nonostante le, apparenti, alterne fortune delle diverse piattaforme, la comunicazione sui social media è ancora oggi uno degli strumenti più potenti per connettere persone, comunità e aziende in tutto il mondo. Ma le piattaforme evolvono, si differenziano e così anche le aspettative e i comportamenti degli utenti, che cambiano sempre più rapidamente. Il social media 2025 hanno conosciuto e conosceranno innovazioni tecnologiche, nuovi formati di contenuto e un’attenzione crescente all’autenticità e alla personalizzazione, oltre all’onnipresente tema della generazione massiva di contenuti attraverso l’Intelligenza artificiale. In questo scenario in continua evoluzione, capire come adattare le proprie strategie è fondamentale per costruire relazioni durature con il pubblico e ottenere risultati concreti.

Le nuove tendenze dei social media

Conquistare l’attenzione significa oggi saper raccontare storie autentiche e coinvolgenti: il valore dei contenuti generici e anonimi ha subito nel corso degli anni una progressiva riduzione, a cui è indubbio che gli strumenti basati sull’Intelligenza Artificiale Generativa hanno dato la spallata finale. Chiariamoci: è possibile utilizzarla all’interno delle nostre strategie, ma fondare la propria presenza su una produzione massiva e automatizzata rischia di diventare un boomerang, un circolo vizioso in cui i canali, per soddisfare gli algoritmi, devono essere nutriti con un numero sempre più elevato e soverchiante di contenuti, di valore sempre più ridotto.

La soluzione? Uscire completamente da questa logica e ritornare alla qualità, all’autenticità e ai messaggi di valore. Può sembrare antitetico parlare di ritorno alle origini in un post che cerca di anticipare le tendenze future, ma non lo è: perché le tendenze riguardano mezzi e strumenti per veicolare il messaggio, non il suo contenuto. Con questa piccola premessa, avremo modo di raccogliere il proverbiale meglio di due mondi. Ecco, di seguito, alcune delle tendenze.

Video brevi e contenuti immersivi: catturare l’attenzione in pochi secondi

La crescita esponenziale dei video brevi grazie a piattaforme o funzionalità come TikTok, gli Instagram Reels e i YouTube Shorts, continua senza sosta. Oggi dobbiamo avere la capacità di catturare l’attenzione nei primi 3 secondi. Gli utenti preferiscono contenuti snack, immediati e coinvolgenti, capaci di trasmettere un messaggio chiaro e autentico in tempi brevissimi.

Il successo di questi formati non riguarda la creatività come esercizio di stile o di capacità tecnica: oggi ci si sposta verso l’autenticità e il valore percepito: la spontaneità e la narrazione reale sono premiate dagli algoritmi e dal pubblico, mentre la perfezione patinata lascia spazio a storie vere, tutorial pratici e momenti di vita quotidiana.

Accanto ai video brevi, la realtà aumentata e i contenuti immersivi stanno diventando sempre più accessibili. Funzionalità come filtri interattivi, AR Shop e esperienze virtuali permettono alle aziende di creare connessioni più profonde e innovative con il proprio pubblico.

Autenticità e personalizzazione: la nuova valuta della comunicazione

Non è un mistero che il pubblico stia sviluppando una crescente diffidenza verso contenuti eccessivamente patinati o artificiosi. Nel 2025, l’autenticità diventa il valore guida. Dobbiamo puntare su una comunicazione trasparente e autentica, che rispecchi i valori reali del brand e favorisca un dialogo sincero con gli utenti. Parallelamente, l’intelligenza artificiale, non già nella creazione vera e propria, ma nella gestione avanzata delle relazioni, diventa sempre più importante. Grazie all’AI, è possibile offrire esperienze su misura, segmentando il pubblico e proponendo messaggi rilevanti in tempo reale. Questo approccio aumenta l’engagement e migliora la customer experience, ma la vera sfida è trovare un equilibrio tra efficienza tecnologica e connessione umana, evitando di creare esperienze fredde e impersonali.

Community e micro-viralità: il potere delle connessioni autentiche

Il successo sui social media non si misura più solo in follower o like, ma nella qualità delle relazioni costruite. Le community private, i gruppi tematici e le nicchie di utenti diventano spazi privilegiati per creare legami autentici e duraturi. La micro-viralità, ovvero la diffusione di contenuti all’interno di piccoli gruppi altamente coinvolti, è una tendenza in forte crescita. Le aziende che riescono a stimolare conversazioni genuine e a valorizzare il contributo degli utenti ottengono risultati più solidi e sostenibili. La costruzione di community attive torna ad essere fondamentale: non si accumulano più follower per avere grandi numeri da ostentare, ma su cerca di costruire conversazioni autentiche che rafforzano la relazione con il pubblico.

Social commerce e nuove esperienze d’acquisto

Il social commerce raggiunge un livello di integrazione senza precedenti. Gli utenti possono scoprire, valutare e acquistare prodotti direttamente all’interno delle piattaforme social, guidati da esperienze interattive e personalizzate. L’introduzione di assistenti virtuali, realtà aumentata per le prove digitali e sistemi di pagamento integrati trasforma il percorso d’acquisto in un processo fluido e coinvolgente, riducendo le barriere tra ispirazione e conversione.

Non si può non comunicare!

Uno dei principi fondamentali della comunicazione umana, formulato da Paul Watzlawick insieme a Janet Beavin e Don Jackson, recita che “non si può non comunicare”. Questo significa che ogni comportamento, anche il silenzio o l’assenza di risposta, trasmette un messaggio. Nell’era dei social media, questo assunto è più vero che mai: ogni post, commento, like o semplice presenza digitale comunica qualcosa al pubblico. Per le aziende, questo implica una responsabilità enorme nella gestione della propria immagine online. Ogni azione o omissione può influenzare la percezione del brand e la relazione con gli utenti. Per questo motivo, curare ogni dettaglio della comunicazione digitale, ascoltare attivamente il pubblico e rispondere in modo coerente è fondamentale per costruire fiducia e credibilità.

Cambiamenti nei comportamenti degli utenti: immediatezza, etica e attenzione ridotta

La Generazione Z e la Generazione Alpha rappresentano ormai la maggioranza degli utenti social e portano con sé nuove priorità. Questi gruppi cercano immediatezza, autenticità e contenuti personalizzati, ma allo stesso tempo mostrano una crescente attenzione all’etica e alla credibilità delle fonti. La capacità di attenzione continua a diminuire e rende indispensabile l’uso di formati brevi, coinvolgenti e facili da fruire. I contenuti snack, come brevi video, stories e audio di pochi secondi diventano la norma. Inoltre, gli utenti sono sempre più sensibili alle tematiche di trasparenza e responsabilità sociale. Diffondere disinformazione o adottare strategie aggressive può portare a una rapida perdita di fiducia e reputazione.

Tecniche di comunicazione vincenti per le aziende nel 2025

Per gestire con successo la propria comunicazione attraverso i social media, le aziende devono adottare tecniche di comunicazione innovative e flessibili. Per esempio, per mezzo della Sperimentazione e dell’ascolto attivo, è possibile abbandonare la rigidità grazie a nuovi format, messaggi e canali. Il social listening permette di intercettare trend emergenti e feedback in tempo reale, migliorando la strategia.

Coinvolgere gli utenti nella creazione di contenuti User Generated Content può essere visto come una tecnica “di ritorno” dagli albori dei social, ma se fatto nel modo giusto aumenta autenticità ed engagement: i clienti stessi diventano ambassador del brand. L’automazione e l’intelligenza artificiale ottimizzano la gestione delle interazioni, migliorano il customer care e supportano la lead generation. Live streaming, podcast e formati audio social creano momenti di partecipazione attiva e contenuti di valore. Infine, un monitoraggio continuo dei dati permette di adattare la strategia in modo dinamico, mantenendo la rilevanza e massimizzando i risultati.

Adattare la strategia social: restare competitivi

Per cogliere le opportunità offerte dai social media, dobbiamo segmentare il pubblico in modo avanzato, sfruttare dati e AI per personalizzare i messaggi. È importante alternare formati diversi, privilegiando storytelling autentico e contenuti video brevi. Sfruttare tutte le nuove funzionalità delle piattaforme – come AR Shop, link nei Reels e filtri interattivi – consente di offrire esperienze sempre più coinvolgenti. Creare e nutrire community attive, utilizzando chat, stories e gruppi privati, aumenta il coinvolgimento e la fedeltà. Infine, investire in formazione continua e monitoraggio permette di anticipare i trend e adattarsi rapidamente ai cambiamenti.

Questi passi, però, hanno davvero valore solo se inseriti in un percorso di aggiornamento e ascolto costante. Capire le tendenze e saperle interpretare è il punto di partenza, ma è la capacità di agire con agilità e di innovare continuamente che fa la differenza in un contesto così dinamico. Solo chi sceglie di investire nell’autenticità, nella personalizzazione e nell’ascolto attivo può costruire relazioni solide, aumentare la visibilità e ottenere risultati di business concreti, anche quando le regole del gioco sembrano cambiare da un giorno all’altro. In un mondo digitale dove la complessità cresce e le abitudini degli utenti si evolvono rapidamente, la vera chiave è non smettere mai di imparare e di sperimentare.

 “Cambiare è la regola della vita. E quelli che guardano solo al passato o al presente, certamente perderanno il futuro.”

John Fitzgerald Kennedy
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Cinque consigli per migliorare la presenza sui social network

Come fare a comunicare in maniera efficace e coerente sui social network: ecco i consigli per migliorare la tua presenza online!

I social network sono diventati fondamentali per qualsiasi business che voglia comunicare online con i propri clienti. Piattaforme come Instagram, Facebook, YouTube, TikTok e LinkedIn offrono a chiunque la possibilità di raggiungere milioni di persone e di farsi conoscere. La presenza sui social network, tuttavia, è una disciplina molto più scientifica di quanto potrebbe apparire in prima battuta.

Infatti, sebbene i social siano diventati una normalità all’interno della nostra vita quotidiana, utilizzarli come mezzo per far crescere il proprio business non è così immediato. Sfruttare al meglio i social significa conoscere bene le dinamiche dietro ogni piattaforma, sapere a quale pubblico vogliamo comunicare, realizzare contenuti con la giusta frequenza e avere a disposizione un budget pubblicitario per crescere. Solo così possiamo creare il giusto posizionamento per il nostro brand e lavorare per accrescere la nostra community.

In questo articolo andremo ad analizzare la questione più a fondo attraverso alcuni consigli utili a migliorare la presenza sui social network, tralasciando però le annose questioni come «a che orario è meglio pubblicare» o «quanti post realizzare a settimana»). Ecco i nostri consigli

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Non essere per forza ovunque

Il primo mantra che dobbiamo ripeterci se vogliamo comunicare è online è semplicissimo: non è obbligatorio essere ovunque. Molte aziende o professionisti pensano che intercettare più pubblico possibile sia la chiave: la verità è che puntare a nicchie specifiche e segmentare il proprio pubblico può portare a risultati maggiori. Se ad esempio abbiamo un pubblico business o over 45, non servirà a nulla aprire un profilo TikTok, dove l’età media è molto più bassa. Viceversa se dobbiamo comunicare a giovani compresi fra i 18 e i 22, Facebook potrebbe non essere il posto giusto per farlo.

Insomma, parti da un’analisi accurata del tuo target, analizzane età, comportamenti e interessi e in funzione di questo stabilisci su quali piattaforme è meglio esserci e quali invece evitare.

Comunichiamo in base alla piattaforma e utilizziamo tutti i formati

Ogni piattaforma ha un diverso stile comunicativo, sia dovuto al target che ai formati che la stessa supporta. Per esempio, se su Facebook è possibile comunicare creando post statici o video, su Instagram conviene sfruttare anche altri formati, come ad esempio le stories o i Reel.

YouTube e TikTok, invece, supportano solo il formato video, ma con filosofie molto diverse: il primo predilige video ben editati e in formati orizzontali, mentre il secondo è più spontaneo e lavora solo con formati verticali.

Che si tratti di storie, caroselli, video, Reel, Post statici, YouTube Shorts o altro, ricordiamoci di sfruttare tutte le potenzialità di ogni asset al meglio.

In un periodo in cui è evidente che il pubblico si sta frammentando su più piattaforme, la comunicazione sui social media deve senza dubbio tenerne conto: senza gli eccessi del decennio scorso, in cui sembrava indispensabile essere ovunque, una accurata scelta delle piattaforme sarà senza dubbio un “plus” fondamentale per la nostra strategia. La scelta dei canali oggi è praticamente una scienza esatta: stiamo attenti a non sbagliare.

Seguiamo la regola delle tre I (informare, intrattenere, ispirare)

Parlando di post, che tipo di contenuti è meglio realizzare? Una buona regola da seguire è quella delle Tre I: informare, intrattenere, ispirare. Ricordiamo di inserire nel nostro piano editoriale post di vario tipo, che forniscano diversi punti di vista della nostra attività al pubblico che ci segue. Informiamoli in relazione al nostro brand, prodotti o servizi e alle varie novità, ispiriamoli con nostri valori e non dimentichiamo di intrattenerli: i social sono pur sempre un luogo dove si va in cerca di svago e leggerezza! La comunicazione social è oggi più che mai una attività che richiede la capacità di trovare il perfetto equilibrio, soprattutto fra informazione e intrattenimento. Questo vale soprattutto per i social media maggiormente dedicati al tempo libero, ma anche in quelli dedicati ai professionisti stiamo assistendo sempre di più al proliferare di contenuti che non si limitano a informare o ispirare, ma lo fanno con un particolare occhio ai tempi e ai modi per soddisfare il bisogno di mantenere viva l’attenzione del pubblico.

Se possibile, inoltre, mettiamoci la faccia: le persone amano scoprire cosa c’è dietro alle aziende, per cui video o post che raccontano i volti dietro la tua realtà, che riguardano il team, o contenuti dietro le quinte hanno sempre un grande potenziale.

Video Interattivi

Diamo sempre un occhio ai competitor

I competitor sono per definizione i nostri concorrenti sul mercato, le aziende che puntano al nostro stesso target e offrono un servizio simile al nostro. Avere un occhio lungo sulle loro attività social può essere di ispirazione e aiutarci a capire che cosa fare… o anche che cosa non fare!

Monitoriamo i loro canali social, scopriamo le loro strategie e analizziamo il loro stile comunicativo. E se vogliamo dare un’occhiata alle loro campagne pubblicitarie, possiamo affidarci al tool gratuito di Meta Ads Library, dove potremo scoprire tutte le ads che sono online in tempo reale.

Creiamo campagne con obiettivi coerenti con il nostro business

Quando si lavora sui social è impossibile pensare di poter migliorare la propria presenza affidandosi solamente ad attività organiche. Col passare del tempo i social hanno diminuito la reach dei post organici, prediligendo attività di ads e sponsorizzazione.

Per fare un esempio, se la nostra pagina Instagram è seguita da 10mila persone, non significa che ogni nostro post verrà visto da tutti i follower. Per questo, se desideriamo avere più visibilità, dobbiamo mettere in conto tra le attività marketing anche di creare campagne pubblicitarie coerenti con i nostri obiettivi.

Tutte le piattaforme social permettono di generare campagne per avere più visite al profilo, like, raccogliere lead o convertire potenziali clienti reindirizzandoli sul tuo sito web. Analizziamo quali sono i nostri obiettivi, stabiliamo un budget e diamo un boost alla crescita dei nostri canali.

Affidiamoci ai professionisti

Migliorare la propria presenza online è il risultato di un insieme di tante piccole attività: dall’analisi di target e dati alla creazione di un piano editoriale per ogni canale, passando per la realizzazione dei post, la scrittura dei testi, la pubblicazione, creazione di ads efficaci e così via.

Se il nostro obiettivo è di fare in modo che i social diventino un asset vincente per il business, spesso la soluzione migliore è delegare questa attività a un team di professionisti, che individui le strategie migliori per comunicare ciascun brand.

Un team di social media marketing offre la possibilità di concentrarsi sul business, delegando le attività social a professionisti del settore in grado di migliorare la presenza online.

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Social media marketing: come scegliere i canali giusti per la propria azienda

Pubblicizzare la propria azienda sui social è una strategia vincente, ma al tempo stesso occorre puntare sui giusti canali. Scopriamo come fare in questa pratica guida.

Negli ultimi anni è sotto la luce del sole quanto sia diventato importante per un brand costruire la propria presenza sulle piattaforme social. L’importanza del social media marketing per le aziende è cresciuta in maniera esponenziale e oggi questi canali digitali offrono un’opportunità imperdibile per raggiungere il proprio pubblico di riferimento e promuovere prodotti o servizi in modo efficace.

Tuttavia sono tante le piattaforme disponibili, per questo è fondamentale operare una selezione oculata dei canali giusti dove comunicare la propria azienda. Come vedremo, infatti, a cambiare non sono soltanto i format di pubblicazione, ma anche il pubblico che utilizza le piattaforme. In questo articolo esploreremo l’importanza di scegliere i social media appropriati e per creare strategie social media marketing vincenti e soprattutto capaci di rispondere ai bisogni specifici di ciascuna attività, senza ricadere negli errori più comuni come l’idea di dover essere dappertutto o, al contrario, scegliere pochi canali solo perché temiamo lo sforzo eccessivo.

Social media: perché fare selezione

I social media rappresentano una vera e propria giungla digitale, con una miriade di piattaforme tra cui scegliere. Ma il mantra per orientarsi è che non tutte sono adatte a tutti. Piuttosto che pianificare fitte pubblicazioni di contenuti su tutti i canali, disperdendo le energie e risentendone anche in termini di qualità, è meglio invece fare una selezione accurata, concentrare le risorse e ottenere risultati concreti.

Questo perché, come anticipato, ogni canale social network ha le proprie caratteristiche uniche, il proprio pubblico di riferimento e le proprie peculiarità. Ad esempio, Instagram potrebbe essere ideale per un’azienda che vuole promuovere prodotti visualmente accattivanti e coinvolgere un pubblico giovane, mentre LinkedIn è sicuramente più adatto per un’azienda che si rivolge a professionisti e desidera creare una rete di contatti nel mondo degli affari. Insomma, comprendere il pubblico di ogni piattaforma e le sue abitudini di utilizzo è cruciale al fine di selezionare i canali più appropriati per la propria azienda.

Oltre al pubblico, poi, va considerato il formato dei contenuti: YouTube, ad esempio, richiede la forma video, mentre LinkedIn è ideale per pubblicazioni di studi, articoli o condividere importanti risultati. Instagram, Facebook e TikTok, invece, sono meno verticali e includono contenuti di vario tipo, dalle immagini ai video, dai Reel allo shop, e così via.

Come scegliere i canali giusti?

Per scegliere i canali social più adatti all’azienda in questione, è importante prendere in considerazione diversi fattori chiave. In primis, bisogna cominciare dall’analisi del proprio pubblico di riferimento. Le domande da porsi sono svariate: «Chi sono i miei clienti ideali?», «Quali sono i loro interessi, le loro abitudini online e le piattaforme che utilizzano di più?», «Quale linguaggio utilizzano online?». Effettuare una ricerca di mercato accurata fornirà preziose informazioni per individuare i canali che hanno la più alta concentrazione di potenziali clienti, utile per creare un piano strategico.

Un altro aspetto importante da considerare è la natura del proprio business e il tipo di contenuto che si desidera condividere. Se l’azienda si concentra su immagini e design, è bene puntare su piattaforme come Instagram e Pinterest per mostrare i propri prodotti in modo accattivante. Al contrario, se l’obiettivo è condividere informazioni e contenuti più professionali, si potrebbero preferire piattaforme come LinkedIn e Twitter.

Gestione Social Media

Alcuni social media offrono strumenti avanzati di targeting pubblicitario, mentre altri sono più adatti per creare un dialogo diretto con i clienti attraverso i commenti o le chat. in definitiva, dunque, è importante scegliere i canali che offrono le funzionalità di cui si ha bisogno per raggiungere i propri obiettivi aziendali.

Infine, vale la pena di spendere una parola sul numero di canali che vogliamo seguire o, come si dice in gergo, presidiare: pochi? Molti? Tutti? La verità è che non c’è una risposta universale a questa domanda. Per semplificare, possiamo dire che, come è facile immaginare, è più semplice fare un buon lavoro seguendo pochi social media in modo mirato, ma è anche vero che oggi ci sono strumenti che ci possono mettere in condizione di seguire numerosi canali contemporaneamente, almeno per quanto riguarda la pubblicazione dei contenuti. E se è vero che ciascuna dovrebbe ricevere contenuti il più possibile mirati, possiamo anche immaginare una prima fase di “esplorazione” in cui capiamo quale piattaforma risponde meglio, utilizzando immagini, video e post più orizzontali per poi andarci a specializzare progressivamente.

Si va in scena!

Una volta individuati i social su cui si vuole puntare, è il momento di creare un piano editoriale e programmare la pubblicazione dei contenuti. Una cosa importante è che va ricordato che una piattaforma non esclude l’altra. Facciamo un esempio concreto: un’azienda edile potrebbe sfruttare Instagram e LinkedIn, magari pubblicando sul primo contenuti visivi accattivanti, Reel che mostrano video delle proprie realizzazioni o format più leggeri e fruibili, ma al tempo stesso creare un Ped ad hoc per LinkedIn focalizzato sulle news del settore, argomenti di approfondimento o news dal proprio blog aziendale.

Una strategia social, in definitiva, passa sempre dalla scelta dei migliori canali digitali, che devono essere allineati con la natura del brand e dei contenuti che propone, ma soprattutto, dare la possibilità all’azienda di comunicare con un pubblico in target e potenzialmente interessato a conoscere la realtà.

Facebook strategia di comunicazione
Facebook non lascia l’Europa. Ma è un buon esercizio per le strategie di comunicazione

Nelle scorse settimane un comunicato travisato ha fatto scoppiare il panico. Anche se Facebook non lascerà davvero l’Europa, è il momento di riflettere sulla nostra strategia di comunicazione.

Nelle scorse settimane una comunicazione di Meta in merito alla gestione dei dati degli utenti europei di Facebook ha fatto intendere che in assenza di una regolamentazione più definita di quella attuale, l’azienda avrebbe potuto dover chiudere le operazioni in Europa. 

Lo snodo fondamentale, come possiamo leggere nel documento ufficiale è la gestione dei dati degli utenti. In breve la differenza di gestione fra GDPR e le norme statunitensi si sta facendo incolmabile, in assenza di accordi specifici fra le diverse entità in gioco. L’intenzione di Meta, come specificato a posteriori, era quella di sottolineare un problema, senza avere la reale intenzione di chiudere in Europa, ma i media di mezzo mondo si sono sbizzarriti, soprattutto prima della smentita ufficiale. 

Sul merito della comunicazione e su GDPR si potrebbero aprire moltissimi ragionamenti, ma oggi proviamo a soffermarci sull’aspetto più pratico della notizia. Che, ribadiamo, è rientrata nel giro di pochi giorni. Ovvero: quanto impattano i prodotti di Meta sulla nostra strategia di comunicazione?

piano di comunicazione aziendale

Strategia di comunicazione senza Facebook, Instagram e WhatsApp? Possibile, probabile o impossibile?

Sicuramente molti comunicatori e marketer, prima di approfondire la notizia, hanno passato un brutto quarto d’ora. Perché ancora oggi è evidente, anche senza bisogno di numeri, lo strapotere dei prodotti di Meta nel campo dei social media. Che, a loro volta, oggi costituiscono ancora uno degli strumenti di comunicazione più potenti in termini di numeri

La minaccia di una eventuale loro assenza sicuramente ha fatto scattare la ricerca, almeno a livello informativo, di una serie di piani B.

In questo senso, si è aperta una riflessione senza dubbio interessante: esistono, oggi, altre strade per una strategia di comunicazione di successo?

Facciamo un semplice esercizio di stile, provando a immaginare quali potrebbero essere le alternative. Naturalmente, trattandosi di una semplice ipotesi, diamo per assunto che il problema coinvolga solo i prodotti di Meta e non l’interezza dei prodotti non europei.

I social media non finiscono con Meta

Ammettiamolo: i prodotti Meta, in particolare Facebook e Instagram, sono presenti nella maggior parte delle strategie di comunicazione perché si tratta del modo più rapido e immediato per arrivare al pubblico, in particolare quello mainstream. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare le numerose alternative che, in diverse verticalità, possono dare risultati ancora migliori. Oltre agli immancabili LinkedIn e Twitter, il cui uso in particolare nel campo B2B è consolidato, ci sono altri mondi da esplorare. Alcuni oggi vengono usati soprattutto per aumentare le visite al sito Web, ma possono dare ottime soddisfazioni anche e soprattutto con strategie dedicate. Da Reddit a Pinterest, passando per YouTube o anche la stella emergente TikTok insomma, le alternative non mancano.

customer experience marketer

SEO e Motori di ricerca

Esisteva un tempo in cui il Web marketing era una disciplina molto più articolata. Anche oggi che i social media assorbono una parte considerevole delle risorse all’interno di una strategia di comunicazione, non dobbiamo dimenticare anche la presenza sui motori di ricerca. Che, anzi, in molti casi si comportano molto meglio dei suddetti. Non dimentichiamo, per esempio, che la maggior parte degli acquisti parte proprio da una ricerca. Nel caso di un ipotetico ridimensionamento dei social media, tornare a investire sulla SEO e sul Search Engine Marketing in generale potrebbe costituire una valida alternativa, soprattutto per le aziende che hanno funnel di conversione brevi e molto diretti orientati alla vendita. 

La comunicazione su media di settore: l’ufficio stampa è sempre efficace

Sappiamo che uno dei modi più efficaci per promuovere i nostri prodotti e servizi è quello di avvicinarci il più possibile al nostro pubblico. Questo è valido tanto nelle strategie di comunicazione digitale quanto in quelle di tipo analogico. In ogni caso, avere la possibilità di dialogare con i media di settore costituisce un importante valore aggiunto. Per questo, in una strategia di comunicazione andrebbe sempre aggiunto un ufficio stampa e/o un servizio di Digital PR: si tratta di attività che garantiscono visibilità e consistenza indipendentemente da terze parti e soprattutto con un livello di continuità ed efficacia difficilmente raggiungibile da altri strumenti di comunicazione. 

Genuinfluencer
Chi sono i Genuinfluencer, la nuova generazione di influencer

Caratterizzati da specializzazione, competenza e qualità dei contenuti, i Genuinfluencer sono la risposta spontanea al concetto inflazionato di Influencer

Il termine influencer ormai è entrato nel vocabolario comune, anche per chi non frequenta il mondo del marketing digitale. Quello che però i non addetti ai lavori probabilmente ignorano è la velocità con cui i fenomeni e le mode si consumano in questo ambiente.

Il fenomeno degli influencer ha probabilmente toccato il suo picco massimo nel momento immediatamente antecedente la pandemia del 2020, ma già allora si potevano notare le prime avvisaglie di affaticamento. Qui entrano in gioco i Genuinfluencer che per la verità, come vedremo fra poco, dei precedenti hanno poco più del nome.

Chi sono i Genuinfluencer?

Genuinfluencer

Il termine è stato coniato a fine 2020 da WSGN, un’azienda specializzata in analisi e previsione dei trend. In pratica si tratta di una nuova generazione (non necessariamente in senso anagrafico) di influencer, oppure di influencer tradizionali che hanno cambiato la loro modalità, spostandosi in qualche modo verso una gestione più consapevole della comunicazione. In pratica, come suggerisce il nome, si tratta di influencer genuini che non hanno in mente solo la massimizzazione dei follower e del profitto, ma anche la consapevolezza del loro ruolo di persuasori di massa.

Ma non solo: estendendo il concetto di responsabilità della comunicazione, emergono alcune nuove figure di influencer: le persone specializzate o appassionate di un argomento che condividono la loro esperienza e passione fornendo consigli, esperienze e in generale mostrando e conquistando autorevolezza in un settore specifico.

La qualità vince sulla quantità

La contrapposizione con l’accezione più negativa del termine influencer, cioè la persona in qualche modo senza arte né parte che ha come unica risorsa un elevato numero di follower è immediatamente evidente. I genuinfluencer sono spesso esperti, o comunque persone che privilegiano la qualità del loro contenuto rispetto alla quantità o al numero di like. Forse anche per questo spesso si identificano come creator invece che come influencer, forse anche per rimarcare una distanza dalla parte meno virtuosa del mondo dei social. 

Qualità dei contenuti, reale interesse in quello di cui si parla e un uso consapevole della comunicazione sono i tre pilastri di questo nuovo trend. Al quale spesso si unisce un certo livello di impegno per cause sociali o comunque per il bene comune.

Un ritorno alle origini?

Genuinfluencer

Se ci pensiamo per un attimo, sta accadendo quello che, in modo più o meno ciclico, accade in altri settori come la moda o la pubblicità, solo con i ritmi tipici del digitale. I primi influencer a conquistare la fama infatti lo hanno fatto proprio grazie alla loro competenza o al loro interesse per argomenti specifici o nicchie, mentre l’ondata degli influencer fine a sé stessi è successiva. Non stupisce quindi che in molti casi siano proprio i precursori e le personalità più importanti ad iniziare ad agire come Genuinfluencer, usando la loro popolarità anche per cause umanitarie o comunque per il bene comune.

Perché i genuinfluencer saranno importanti per il marketing?

Sostanzialmente, perché risolvono i problemi tipici degli influencer tradizionali, che a fronte di grandi numeri di follower soffrono della mancanza di specificità e, spesso, anche di spessore. Insomma, è decisamente improbabile l’idea di vedere un genuinfluencer promuovere oggi prodotti di bellezza, domani snicker e dopodomani tastiere da gaming. Semplicemente perché questo non soddisferebbe il loro pubblico e minerebbe la loro autorevolezza. E per le aziende la possibilità di raggiungere un target estremamente profilato attraverso una voce riconosciuta come autorevole è senza dubbio un enorme valore aggiunto.

Insomma, in qualche modo il 2021 potrebbe segnare il ritorno della qualità e del valore dell’esperienza. Di cui in molti contesti si sentiva davvero il bisogno.