Presenza Digitale
Web marketing per le PMI: come ottimizzare sforzi e risultati

Fare Web marketing nella PMI, dove le risorse vanno gestite con attenzione, è possibile senza rinunciare ai risultati

Il Web marketing è, per molte aziende, il primo passo verso un modo diverso di comunicare: non serve nemmeno “perdersi” troppo in dati e statistiche per avallare questa teoria, perché l’importanza che il Web riveste nella società di oggi è sotto gli occhi di tutti. Così come è piuttosto evidente che le aziende, anche le piccole e medie imprese, hanno la necessità di costruire un proprio spazio all’interno della Rete, che permetta loro di sfruttare il web marketing a loro vantaggio.

Web marketing per la PMI: missione possibile

Il primo scoglio che ci troviamo ad affrontare nel costruire una strategia di Internet Marketing per la nostra PMI è l’offerta: la maggior parte delle soluzioni esistenti infatti, a una prima occhiata, sembrano pensate per le enterprise, o al contrario per le realtà estremamente piccole, al limite del fai da te. Tuttavia possiamo tranquillizzarci: all’interno di questi due estremi è comunque possibile creare strategie di web marketing per le PMI efficaci. 

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Il punto fondamentale è molto semplice: dobbiamo utilizzare anche per il web marketing criteri analoghi a quelli che usiamo per la normale gestione dell’azienda, a cominciare dal budget. Avendo un’idea delle risorse che possiamo stanziare sarà molto più semplice decidere, con il supporto di consulenti e specialisti, la strada migliore da percorrere, dove investire e dove eventualmente smussare gli angoli. Una volta deciso questo primo tassello, possiamo muoverci per creare una strategia di web marketing per PMI efficace.

Strategie di Internet marketing per le PMI che funzionano

Riportiamo di seguito alcune delle principali idee di web marketing per le piccole e medie imprese che ci danno le migliori opportunità. Prima di iniziare però una doverosa premessa: non è necessario che facciamo tutto quello che è previsto in questa lista, anzi. I risultati migliori, solitamente, si ottengono concentrandosi su un numero limitato di iniziative, in modo da non disperdere le forze. La scelta di quali portare avanti dipende da moltissimi fattori fra cui anche la propensione della nostra azienda, la disponibilità di risorse interne e il tipo di prodotto. Ancora una volta, farsi aiutare da specialisti come quelli di Competition può aiutare a scegliere quali strategie mettere in campo.

Prima di tutto, le basi

Prima di avviare una strategia di web marketing per la nostra impresa dobbiamo assicurarci che la nostra azienda disponga di alcuni strumenti. Ai minimi termini quello che ci serve è:

  • Un sito Internet o una pagina web (del tipo www.lamiaazienda.it);
  • La possibilità di inviare e ricevere posta elettronica;
  • Uno o più pagine sui social media;
  • Se decidiamo di presidiare i social media “mobili” come Instagram un cellulare aziendale;

Con questa dotazione minima, abbiamo l’essenziale per mettere a frutto una strategia di web marketing.

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Facciamoci trovare

Fra tutte le strategie di digital marketing per le PMI questa è probabilmente la più semplice. Vale soprattutto per le realtà con una forte connotazione territoriale, ma il primo passo è proprio quello di comparire correttamente nelle ricerche locali dei vari motori di ricerca, in particolare da dispositivi mobili. Per esempio, dovremmo assicurarci che una persona che cerca Mobilifici a Monza trovi la nostra attività fra quelle presenti in Google Maps (che costituisce la “base” per molte delle ricerche locali).
Per esempio, per farlo su Google è sufficiente usare Google My Business, ma anche siti come Facebook e Bing hanno strumenti simili. 

Produciamo contenuti condivisibili

Quando si parla di digital marketing c’è la convinzione, non sempre corretta, che sia necessario produrre grandi quantità di materiali. In realtà oggi è soprattutto necessario investire sulla qualità di quello che facciamo. Creare contenuti condivisibili significa creare informazioni pertinenti e interessanti che riguardano il ramo di attività della nostra azienda. Qui possiamo mettere in pratica diverse strategie. Se abbiamo casi studio da mostrare, sono sicuramente un valore aggiunto. Ma in alternativa possiamo fare leva sull’emotività o sullo storytelling per rendere unico agli occhi dei lettori quello che facciamo, con l’obiettivo di renderlo così interessante da fare in modo che lo condividano e ci aiutino a far circolare il nostro brand.

Avviamo un blog

Una tecnica tutto sommato economica dal punto di vista dei costi, ma che richiede un impegno costante è quello di creare un blog aziendale. Possiamo usarlo sia per condividere i contenuti di cui sopra, oppure per raccontare la nostra azienda sotto diversi profili. Se messo in pratica con una certa continuità, un blog aziendale può avere molti vantaggi, fra cui per esempio quello di migliorare il posizionamento SEO in modo naturale (spesso, per le PMI non è indispensabile una strategia raffinata, visto che la competizione è relativamente ridotta). Ma avere un blog ci permette anche di migliorare le relazioni con i clienti e rendere la nostra competenza nel settore riconosciuta e riconoscibile. 

Promuoviamoci sulla stampa online di settore

Un modo rapido per ottenere visibilità online è quello di essere menzionati sulla stampa di settore, possibilmente coinvolgendo anche i canali social delle riviste e dei blog che abbiamo coinvolto. In questo modo faremo circolare il nostro brand in modo rapido ed efficace ma soprattutto aumenteremo la portata dei nostri canali digitali

Non dimentichiamoci i social media

Fra tutti gli strumenti di web marketing per le PMI probabilmente i social media sono quello più accessibile, anche per una oggettiva semplicità di gestione, almeno per quanto riguarda le attività di base. Tuttavia oggi “avere una pagina” non è quasi mai sufficiente. Ecco quindi alcuni consigli per massimizzare il vantaggi di questo settore trasformandolo davvero in uno strumento di Internet Marketing.

Conquistiamo il pubblico

Uno dei problemi principali delle pagine aziendali è che le interazioni scarseggiano. Ma se mettiamo in pratica una buona strategia di contenuto e non perdiamo le occasioni per interagire, allora la nostra pagina acquisterà nuova linfa. Rispondiamo sempre ai commenti fatti e, se il social che abbiamo scelto lo permette, partecipiamo alle discussioni che interessano il nostro settore come pagina, in modo da aumentare la visibilità.

Rispondiamo sempre alle recensioni

Che siano positive o negative, diamo sempre seguito a quello che le persone dicono di noi. Può essere sia un modo intelligente per ringraziare chi ci fa complimenti, sia un modo semplice per disinnescare eventuali critiche.

Creiamo una community

L’esempio più semplice è quello dei gruppi su Facebook, ma Internet ha moltissime opportunità per aggregare i nostri clienti, o meglio ancora gli interessati di un determinato settore. Costruire una buona community renderà la nostra azienda protagonista.

User experience digital marketing 2
Come scrivere un caso studio che coinvolga il pubblico

Sapere come scrivere un caso studio nel modo migliore è indispensabile per raccontare il successo della nostra attività

Raccontare i successi o i lavori più interessanti della nostra azienda è senza dubbio il modo migliore per promuoverla e per mostrare ai potenziali clienti quello che siamo in grado di fare. Ma se non abbiamo idea di come scrivere un caso studio in grado di convincere e coinvolgere, le cose possono farsi difficili. 

In questo articolo vedremo come presentare un caso studio in modo interessante e coinvolgente, con alcuni trucchi del mestiere che ci permettono di crearne ogni giorno per i nostri clienti e aiutarli ad aumentare le nostre conversioni. 

Cosa sono i casi studio e perché sono importanti

piano media

Se abbiamo letto qualche caso studio probabilmente abbiamo già un’idea di come funzionano. I casi studio, o Case Study sono esempi di soluzioni applicate nel mondo reale, spesso raccontati anche con la testimonianza diretta del cliente.

Insomma, un buon caso studio dovrebbe raccontare come la nostra azienda ha aiutato il cliente a trovare una soluzione a un problema o a una necessità specifica, e come questa collaborazione ha portato al successo. 

Per impostare un case study nel modo migliore ci sono due aspetti che dobbiamo considerare: i dati e la narrazione. I due elementi dovrebbero essere opportunamente bilanciati per creare una vera e propria storia di successo.

Un caso studio basato esclusivamente sui dati infatti può diventare troppo simile a un semplice report, d’altro canto uno esclusivamente basato sulla narrazione rischia di trasmettere la soddisfazione del cliente ma non i risultati oggettivi ottenuti.

Con il giusto mix fra i due aspetti avremo a disposizione uno strumento eccezionale, che ci aiuterà sia a coinvolgere potenziali clienti che hanno un problema simile sia a mostrare la nostra capacità di arrivare a risultati concreti

Come scrivere un caso studio coinvolgente

Come abbiamo accennato, un caso studio dovrebbe in qualche modo raccontare una storia. Non serve arrivare agli estremi dello storytelling puro, ma è indispensabile che siano chiari il punto di partenza, il punto di arrivo e i passaggi fondamentali del percorso, comprese le problematiche affrontate e le soluzioni, anche di minuta, messe in campo.

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Naturalmente questa attività dovrebbe seguire i canoni della nostra strategia di comunicazione, anche nel tono di voce. All’interno di questo perimetro, ci sono alcuni passaggi che sarà indispensabile evidenziare.

Introduzione

Un buon caso studio deve tracciare un percorso chiaro e comprensibile. L’introduzione ci aiuta a far luce sullo scenario. La prima cosa da fare è quella di parlare del cliente, spiegando il brand, il settore di riferimento, il modello di business e così via. In questo passaggio è fondamentale descriverne le specificità.

Oltre a questo, dobbiamo introdurre il problema o la necessità che saranno al centro del nostro caso studio. Infine, dovremmo dedicare qualche riga alle competenze che la nostra azienda ha messo in gioco. 

Il problema o la sfida

Questa è per molti versi la parte più semplice. Qui in ultima analisi dobbiamo raccontare el modo più chiaro e circostanziato possibile l’esigenza che aveva il cliente quando si è rivolto alla nostra azienda, oppure la nostra proposta se si è trattato di un contatto proattivo. 

L’ideale sarebbe affrontare un singolo problema per ogni caso studio, in modo da rendere più facile anche per altri potenziali clienti identificare il potenziale della nostra soluzione. 

Alcune delle informazioni che dovremmo prevedere sono, per esempio l’origine del problema, ma soprattutto lo scenario. Si trattava di un problema nuovo o preesistente? Perché si è originato? A causa di un cambio di scenario?

Qui possiamo anche pensare di iniziare a introdurre le testimonianze: conoscere il problema dalla voce di chi lo ha avuto è più interessante e coinvolgente. 

La soluzione

In questa sezione racconteremo la strategia che la nostra azienda ha messo in campo per risolvere il problema sopra elencato. Attenzione: se alcune strategie sono state fallimentari, è bene includerle, sia per rendere più credibile il percorso, sia per offrire una maggiore trasparenza ai nostri potenziali clienti. Promettere il 100% di successo è irrealistico e crea aspettative che fatalmente verranno disattese. Di contro, raccontare un percorso di collaborazione che ha condotto in ogni caso a un buon risultato finale favorirà la qualità delle relazioni future. Naturalmente diamo per assunto che la conclusione del caso studio sarà positiva.

Ecco alcune delle principali informazioni che dovremmo menzionare:

  • Si trattava di un primo tentativo o il cliente aveva già provato soluzioni in passato?
  • Quali competenze ha messo in campo la nostra azienda
  • Quali team o quali membri dei team sono stati coinvolti?
  • Quali obiettivi ci siamo dati?

In questa parte della narrazione è indispensabile focalizzarci sui potenziali clienti, quindi inseriamo le informazioni che possono essere funzionali per loro. 

User experience digital marketing 2

I risultati

Senza dubbio questa è la parte più importante di qualsiasi caso studio. Qui dobbiamo includere i dati e le informazioni che supportano il successo del nostro lavoro. Forniamo dati il più possibile chiari e oggettivi, che permettano ai lettori di valutare quello che abbiamo fatto. 

Se abbiamo prodotto grafici, tabelle o report è bene inserirli, eventualmente sintetizzandoli per alleggerire la lettura. Ma soprattutto, ricordiamoci di rendere chiari i benefici che il nostro lavoro ha portato. 

Se ne abbiamo la possibilità, diamo ampio spazio alle testimonianze, in modo da rendere la narrazione più coinvolgente grazie alla viva voce dei nostri clienti. La relazione che si è instaurata infatti è uno dei punti di forza più importanti per garantire la capacità di persuadere di un caso studio. 

Come scrivere un caso studio? Completezza e collaborazione

In ultima analisi, per scrivere un caso studio di successo sono indispensabili due elementi. Il primo è la completezza delle informazioni che diamo. In questo ci aiuterà molto la nostra capacità di definirlo in modo chiaro. I casi studio generici infatti possono aiutare i termini di awareness, ma renderanno più difficile l’immedesimazione da parte di altri clienti. Un caso studio basato su un’esigenza specifica, di contro, rende più chiara anche la nostra capacità di soddisfarla. Il secondo punto fondamentale è la collaborazione: un buon caso studio infatti può essere steso solo se è presente in modo rilevante il racconto del cliente e la sua testimonianza. Ricordando che in molti casi è vantaggioso anche per l’azienda che ha ricevuto il servizio, che avrà un’ulteriore opportunità di promozione, anche se indiretta.

illustrazione Gestione social network
Gestione social network: i vantaggi di affidarli a un’agenzia

La gestione dei social network è un’attività impegnativa, che richiede competenze specifiche. Ecco i vantaggi di affidarla a un’agenzia.

Spesso quando pensiamo ai social media li immaginiamo come qualcosa di semplice, in cui è sufficiente postare qualcosa di tanto in tanto. Purtroppo si tratta di un grave errore, che deriva soprattutto dal fatto che la maggioranza dei social media nasce come strumento personale, quindi libero da obblighi e scadenze. Ma quando si tratta di gestire le pagine social di un’azienda, o comunque di una realtà diversa dalla singola persona, le cose cambiano. La gestione dei social network assume logiche molto più simili a quelle della comunicazione aziendale. 

La gestione dei social network: la nostra immagine in prima linea

Uno dei motivi per cui la gestione dei social network è così importante e perché sempre più spesso sono il primo punto di contatto fra la nostra azienda e il pubblico, in particolare se operiamo nel campo B2C. Per gli utenti ormai è diventata un’abitudine quella di controllare, oltre al sito ufficiale dell’azienda, anche la presenza sui social media, alla ricerca di contatti più diretti, di maggiori informazioni e anche di recensioni sull’azienda, i prodotti e i servizi.

Gestione social network scrivania

Per questo motivo, non possiamo lasciare al caso la nostra presenza online: altrimenti rischieremmo di fornire agli utenti un’immagine fuorviante dell’azienda.

Fra i principali errori nella gestione autonoma dei social, ce ne sono in particolare tre che devono essere evitati.

  • Aggiornamenti discontinui: oltre ad essere problematico per gli algoritmi che regolano i social network, una gestione discontinua della pagina suggerisce alle persone un senso di trascuratezza, soprattutto se, per esempio, abbiamo iniziato impostando il lavoro su una certa frequenza di pubblicazione.
  • Differenza di tono di voce: anche se ogni social ha il suo linguaggio, è importante che la comunicazione sia prima di tutto coerente con l’impostazione della nostra azienda.
  • Scarsa qualità dei post: anche se alcune strategie prevedono un uso marginale dei social, questo non significa che vale tutto: immagini di scarsa qualità, freebooting da altre pagine o pubblicazioni improvvisate dallo smartphone o da parte di personale non formato possono essere dannosi quanto una mail commerciale errata o una consegna sbagliata. 

Vediamo ora quali sono i benefici di affidarsi a un servizio esterno per la gestione dei social media.

Calendario definito per gli aggiornamenti

Oggi la presenza sui social media richiede continuità e, a meno che l’azienda abbia un reparto dedicato, conservarla sui social media non è sempre facile. Le agenzie che forniscono servizi in questo campo, oltre a disporre di personale dedicato e specializzato, creano un piano editoriale che permette di stabilire, e condividere con il cliente, i giorni (e le ore) nei quali verranno pubblicati i post.

Questo affranca l’azienda dalle discontinuità e gli imprevisti che possono sopraggiungere e che impediscono di rispettare le scadenze nella normale vita aziendale. Inoltre la presenza di un piano media permette di sfruttare i social anche per fare da cassa di risonanza alla vita aziendale. Gestendo le cose con il giusto anticipo infatti i social possono diventare un ottimo strumento anche per promuovere iniziative, offerte, eventi e così via. 

Comunicare nel modo giusto anche sui social media

Come abbiamo anticipato, anche se il modo di comunicare può cambiare a seconda dell’ambiente, è indispensabile che il tono di voce e le modalità che l’azienda usa rimangano invariate. Competition, prima di avviare le attività, realizza con i propri clienti un piano di comunicazione, che ha fra le finalità anche quella di stabilire a priori come comunicare sui diversi canali. 

Questa visione di insieme è indispensabile per individuare eventuali incoerenze, condividere le linee guida e in generale assicurarsi che tutta la comunicazione rispecchi lo spirito aziendale, passaggio fondamentale in un’era in cui la brand awareness è un tema sempre più importante e sentito.

Qualità sempre all’altezza

Non tutte le aziende hanno le risorse per gestire un reparto di comunicazione interno. E anche in quel caso, disporre di figure professionali specifiche per ogni settore rischia di costituire uno sforzo economico e di risorse considerevole. Affidare la gestione dei social network a un’agenzia esterna permette ancora una volta di ottimizzare le risorse, anche quando l’azienda dispone di un reparto dedicato alla comunicazione con il quale interfacciarsi.
Oltre alla semplice fase di controllo qualità di quanto viene pubblicato inoltre, le agenzie sono spesso informate sulle buone pratiche più recenti, ma anche sui trend da seguire e su eventuali argomenti o temi da toccare. 

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7 buoni motivi per investire sulla strategia SEO (anche) nel 2021

Avere una buona strategia SEO sarà, anche nel 2021, il modo più solido ed efficace per incrementare la nostra visibilità. Ecco perché.

Il mondo del marketing digital segue, con tempi accelerati, logiche molto simili a quelle del marketing tradizionale. Anche nel mondo digitale infatti, bisogna saper cogliere le novità e i trend del mercato e saperli armonizzare con tecniche e strategie più solide, che costituiscano una buona base e diano certezze di crescita. Il posizionamento sui motori di ricerca fa senza dubbio parte di questa seconda categoria: una buona strategia SEO infatti non solo porta risultati duraturi nel tempo, ma soprattutto ha il grande vantaggio di essere un’attività pianificabile, gestibile e resiliente alle contingenze.

Una buona strategia SEO non ha vincoli temporali

Il primo motivo per cui avere una buona strategia SEO è indispensabile risiede nella natura stessa delle abitudini di ricerca delle persone. Mentre altri tipi di attività, per esempio la presenza sui social network, sono molto efficaci per chi è davvero abile a cogliere le contingenze e raggiungere il pubblico al momento giusto, la SEO non richiede attività di presidio: saranno gli utenti a intercettare le nostre pagine opportunamente posizionate quando ne avranno bisogno, attraverso Google e gli altri motori di ricerca.
Parallelamente, una strategia SEO è strutturata, sia nella pianificazione sia nella durabilità dei risultati, su tempi piuttosto lunghi, con notevoli vantaggi anche in termini di modalità operative. La SEO è senza dubbio una attività di pianificazione, che permette di lavorare lontano dalle logiche delle contingenze sempre più stringenti che affliggono altri settori del mercato.

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I principali motivi per cui la SEO nel 2021 è più importante che mai

Non è un mistero che nel 2021 le attività online hanno avuto una notevole impennata: sempre più persone usano il Web e anche chi aveva ancora qualche resistenza ha iniziato a farne uso. Questo significa un mercato più ampio che mai, ma anche una maggiore competizione.
Nella SEO, una strategia prevede sempre il rapporto con i competitor, perché si tratta sempre di primeggiare rispetto ad altri che concorrono per la stessa posizione. Quindi ogni esperto SEO si trova perfettamente a suo agio nella gestione della competitività. Vediamo ora come si concretizza questa idea in alcuni punti.

Le persone vogliono siti sempre più veloci

Il tema delle prestazioni di un sito Internet è sempre più attuale ed è legato a doppio filo all’utilizzo dei dispositivi mobili. Il tasso di abbandono per i siti che non rispondono abbastanza in fretta intatti diventa sempre più alto ogni anno che passa. Un’abitudine che anche Google recepisce, considerando la velocità di risposta uno dei parametri fondamentali nella valutazione del sito. Nel 2021 infatti Google utilizzerà esclusivamente le versioni mobili dei siti per indicizzarli.
La SEO segue il tema delle velocità da dispositivi mobili da molti anni, per cui è già pronta ad affrontare questo nuovo cambiamento

Il commercio elettronico “vive” di SEO

Secondo numerose ricerche indipendenti, la maggior parte delle persone che intende comprare qualcosa, inizia con una ricerca. Le percentuali variano a seconda dello studio e in alcuni casi sostengono che più del 90% degli utenti passa da una ricerca prima di acquistare. Ci sembra particolarmente affidabile il dato di Think With Google, che parla del 51%. Più di metà delle persone insomma, prima di acquistare qualcosa, effettua ricerche. Applicare una strategia SEO vincente significa essere presenti esattamente quando le persone ci stanno cercando.

Le ricerche locali sono sempre più frequenti

Fra tutti i tipi di ricerche, quelle che stanno crescendo in modo esponenziale sono quelle locali: tutti noi quando siamo fuori casa usiamo le ricerche per trovare servizi e prodotti intorno a noi. Ecco perché, se non lo abbiamo ancora fatto, è il momento di implementare una strategia SEO anche per il posizionamento locale. A seconda del tipo di servizio della nostra azienda, ci sono diversi approcci per permettere alle persone di trovarci dai loro dispositivi.

Strategia Seo

Le ricerche hanno sostituito i Preferiti

Oggi la maggior parte di noi utilizza più dispositivi per navigare in Rete. Per questo motivo, alcune delle funzioni tipiche della navigazione desktop hanno perso di efficacia. Per esempio è il caso dei bookmark, che fino a qualche anno fa venivano utilizzati per memorizzare i siti di nostro interesse. Anche se esiste la possibilità di sincronizzarli, si tratta di una funzione non troppo utilizzata.
La maggior parte delle persone si affida invece a un metodo più diretto, cioè ripetere una ricerca già fatta quando cambia dispositivo. Per questo motivo è fondamentale che il nostro posizionamento sia uniforme su deskop e mobile. Anche in questo caso il “segreto” è una strategia SEO solida ed efficace. 

Il testo è (e sarà sempre) fondamentale per le ricerche

Anche con la crescente popolarità della ricerca vocale e di altre forme di ricerca alternative il testo sarà sempre il fondamento della ricerca in internet. L’unico modo per aiutare il nostro sito Web nelle ricerche è quello di progettare il testo in modo che sia sufficientemente descrittivo e completo, per permettere una indicizzazione più completa e dettagliata.

Uno specialista SEO che capisce come Google e gli altri motori di ricerca analizzano il testo del sito web può aiutare a organizzare, gestire e redarre il contenuto del testo in modo che Google e gli altri motori di ricerca lo recepiscano nel modo migliore possibile. 

I motori di ricerca si fanno più “intelligenti”

Di anno in anno i motori di ricerca diventano sempre migliori nel comprendere l’intenzione di ricerca, il search intent, cioè quello che sta dietro le semplici parole che scriviamo cercando qualcosa. Sono finiti da tempo i giorni in cui la ricerca rispondeva semplicemente alle parole inserite o, nella migliore delle ipotesi all’ordine in cui erano inserite. Oggi, la maggior parte dei motori di ricerca sa distinguere, per esempio, fra le ricerche informative e quelle che vertono all’acquisto. 

Il contenuto del nostro sito web deve mostrare ai motori di ricerca risposte diverse in base alle diverse esigenze: chi si vuole semplicemente informare sul nostro prodotto o servizio non dovrà atterrare su una pagina dedicata all’acquisto e viceversa. Se siamo abbastanza abili da rispondere in modo adeguato a tutte le esigenze dell’utente, diventeremo un punto di riferimento anche per i motori di ricerca.

Tutti cercano, in qualsiasi momento

Nell’ultimo anno, i numeri del digitale, in particolare delle ricerche e del commercio elettronico, sono aumentate considerevolmente, anche a causa della situazione contingente.
Ma anche se le persone fanno sempre più ricerche (e acquisti), possono comprare solo quello che riescono a trovare

Per questo motivo avere una buona strategia SEO per consolidare la presenza online di un sito oggi non è più necessario solo per le aziende che si occupano di marketing o comunicazione, ma anche per quelle che intendono usare i riscoperti canali digitali per vendere i loro prodotti o offrire i loro servizi. 

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Restyling del sito Web: cosa sapere prima di rifare il sito aziendale

Il restyling del sito Web è un passaggio sempre più importante della vita aziendale. Spesso prima di rifare il sito è necessaria una pianificazione.

Anche il sito aziendale, come ogni asset, di tanto in tanto richiede un adeguamento. Anche se è perfettamente funzionale infatti i trend, i cambi di abitudini degli utenti o semplicemente un cambio della strategia aziendale possono rendere necessarie modifiche e aggiornamenti. Pensare a un restyling del sito web ci permette di includere tutte queste esigenze e anche, in molti casi, di aggiungere soluzioni, funzionalità e servizi migliori. 

Tuttavia prima di aggiornare il sito web aziendale è necessario fare un po’ di analisi e pianificazione.

redesign del sito web

Oggi più che mai il sito rappresenta la prima e in molti casi l’unica opportunità per l’azienda di presentarsi a nuovi prospect, ai clienti e in generale all’ecosistema esterno. Per questo non è pensabile fare salti nel buio o agire sulla base dell’improvvisazione, pena la perdita delle posizioni che abbiamo già conquistato sia dal punto di vista algoritmico, per esempio attraverso il posizionamento sui motori di ricerca, sia dal punto di vista del brand awareness. Per questo motivo raccogliamo qui alcune dei passaggi preliminari necessari prima del restyling

Restyling del sito Web: prepariamoci nel modo migliore

Nel prepararci a rifare il sito web aziendale, ci sono alcune considerazioni preliminari indispensabili. Questo vale indipendentemente per le aziende che si affidano a risorse interne sia per quelle che utilizzano servizi esterni. Probabilmente nel secondo caso sarà necessario svolgere queste attività in modo condiviso, ma questo non ne riduce l’efficacia.

Analizziamo il nostro sito attuale

Oggi c’è chi sostiene che i dati siano il nuovo petrolio. Non dimentichiamoci che anche il più semplice strumento per la gestione delle statistiche può fornirci una grande mole di informazioni da analizzare, in particolare per capire cosa funziona e cosa no nel sito web attuale. Dare per assunto che nulla funzioni semplicemente perché le conversioni non sono soddisfacenti, per esempio, è un errore di metodo. 

Così come lo è, per fare un altro esempio, sostenere che una determinata pagina o soluzione è “intoccabile” perché genera molto traffico. I dati possono aiutarci a fare chiarezza e capire in modo oggettivo dove intervenire.

Verifichiamo gli obiettivi del sito

Un altro passaggio fondamentale è quello di definire il motivo principale per cui stiamo progettando un redesign del sito. Si tratta semplicemente di una revisione dell’immagine aziendale oppure il sito deve essere usato come strumento per l’acquisizione di lead?
Oppure ancora, è presente un funnel di vendita di qualche tipo? Si tratta di un ecommerce?

La definizione degli obiettivi ci permette di stabilire i passaggi successivi.
Un sito che offra soprattutto un’immagine aziendale di pregio infatti nasce sotto presupposti diversi da quello di chi punta all’acquisizione di lead, anche a livello di progettazione. 

Determiniamo budget e scadenze

Un passaggio forse meno ispirativo ma senza dubbio indispensabile. Per poter affrontare un redesign del sito in modo ottimale infatti avere certezza dei costi e dei tempi è fondamentale, anche per poter effettuare proiezioni dei benefici. Una roadmap condivisa con i fornitori e i consulenti inoltre permetterà una migliore pianificazione dei lavori, e in generale una transizione più fluida ed efficiente verso il nuovo sito. 

Concentriamoci sugli utenti

Questo concetto dovrebbe essere alla base, dal momento che la user experience è uno degli aspetti centrali di qualsiasi strategia di marketing. Ma declinarla all’interno di un nuovo sito Web non è sempre semplice. Uno degli esempi più eclatanti è l’adozione della strategia mobile first. Troppo spesso infatti, durante la progettazione di un sito web ci si concentra principalmente sull’utilizzo da desktop, anche in fase di design, quando in realtà è noto che negli ultimi anni la navigazione avviene principalmente da dispositivi mobili.
Analogamente, per esempio, se un’azienda investe molto sul posizionamento SEO, dovrebbe considerare che nella maggior parte dei casi l’apporto della home page è marginale: bisognerebbe concentrare gli sforzi sulle pagine di atterraggio che costituiscono il reale punto di ingresso degli utenti.
Dare precedenza alle funzionalità, e soprattutto prendere atto dei comportamenti degli utenti significa avviarsi verso un redesign di sicuro successo.

Consideriamo gli aspetti tecnici

Quelle che nel mondo anglosassone vengono chiamate technicalities oggi rivestono un ruolo fondamentale. Tipicamente sono una preoccupazione di chi si occupa fattivamente del redesign, ma è importante conoscerle. Per esempio, è corretto impostare una piattaforma di staging per procedere con i lavori e testare le funzionalità prima della pubblicazione.
Ma ci sono molti aspetti che vanno presi in considerazione, come la velocità di risposta del sito, ma anche gli aspetti legati alla SEO tecnica, la possibilità di prevedere tecnologie aggiuntive come AMP, l’ottimizzazione del sito, l’eventuale interazione con i social media. 

Ecco perché in Competition nel proporre un redesign del sito ai nostri clienti ci affidiamo a un team di esperti nei diversi settori, in modo da non lasciare nessuno di questi aspetti al caso. 

Testiamo il nuovo sito in ogni modo possibile

La parte di test è senza dubbio quella più impegnativa, ma è altrettanto indispensabile. Che si tratti di un problema minore o di una funzionalità prioritaria, scoprire al giorno 1 dopo il nuovo lancio che qualcosa non funziona a dovere è un vero e proprio danno di immagine. Per questo motivo, coinvolgiamo nel test il maggior numero di persone possibile, collaudiamo da ogni piattaforma possibile e così via. Teniamo presente che il progetto perfetto non esiste, e inevitabilmente sarà necessario qualche aggiustamento. Ma un test approfondito ci permetterà di evitare gli errori più eclatanti. 

Rifare il sito o ripensare la strategia?

La decisione di lanciarsi in un restyling del sito web può essere anche un buon momento per verificare che la strategia di comunicazione, o il modello di business, siano ancora efficaci e adeguati ai cambiamenti del mercato. Lo abbiamo accennato poco sopra, ma è necessario ribadirlo: il sito Web è uno strumento al servizio della strategia aziendale. Per questo motivo, prima di stabilire che il sito aziendale non soddisfa alcuni requisiti, o non raggiunge le performance sperate, è indispensabile avviare un ragionamento a monte. Rifare il sito web in assenza di una visione più ampia infatti non risolverà le problematiche provenienti da altri ambiti della vita aziendale.
Per esempio, i prodotti e i servizi che offriamo sono ben posizionati sul mercato? Il pricing è corretto? Abbiamo identificato correttamente il target di riferimento?
Sono solo alcuni esempi delle domande che, pur non essendo strettamente correlate alla realizzazione di un nuovo sito Internet, ne influenzano in modo significativo la progettazione.

Contenuti personalizzati
Contenuti personalizzati: come connetterci con il nostro pubblico

I contenuti personalizzati sono un ottimo modo per rinforzare la nostra connessione con gli utenti e con il pubblico

A chiunque piace l’idea di ricevere informazioni il più possibile tagliate sui propri gusti: ci permette di risparmiare tempo, fare scelte migliori e in generale evitare tutte le annoyances legate, per esempio, alla ricerca di contenuti su di un sito, all’interno di un profilo social, o di un qualsiasi tipo di media. I contenuti personalizzati sono la risposta del digital marketing a questo bisogno e, se gestiti nel modo corretto, possono portare sia a un aumento delle conversioni sia a un miglioramento della customer experience.

Cosa sono i contenuti personalizzati

Nella definizione più classica, i contenuti personalizzati sono le informazioni che cambiano all’interno di un sito a seconda dell’utente che lo sta visitando. L’esempio più chiaro è quello della home page dei più famosi siti di ecommerce, come Amazon, Zalando, Gearbest o simili. Se ci colleghiamo al sito e abbiamo un’account registrato, la homepage ci mostrerà prodotti e offerte strettamente collegati agli ultimi prodotti che abbiamo acquistato, messo nelle liste dei desideri, cercato e così via. 

Contenuti personalizzati

Ma gli utilizzi possibili sono molti. Pensiamo per esempio ai siti o alla App che ci mostrano le previsioni del tempo o il traffico nella nostra zona al mattino, per esempio. 

Perché dovremmo personalizzare i nostri contenuti?

Sostanzialmente, per i due motivi indicati nell’introduzione, ma anche perché si tratta di un meccanismo decisamente efficace. Numeri alla mano possiamo scoprire che, in particolare per quanto riguarda il commercio elettronico (e in generale per le attività che prevedono un funnel di conversione), gli utenti sono fortemente motivati dalla personalizzazione. Il 91% dei consumatori infatti preferisce le piattaforme che mostrano contenuti personalizzati, e allo stesso modo il 74% di chi compra online si sente frustrato quando riceve annunci, avvisi o comunque informazioni che non hanno a che vedere con i suoi interessi. 

Oggi esistono strumenti di profilazione molto evoluti che permettono di comprendere le abitudini dei nostri utenti, e di intervenire per fornire loro contenuti personalizzati. Il punto di partenza sono senza dubbio che i dati che piattaforme come Facebbok, per quanto riguarda i fan della nostra pagina e Google Analytics, per quanto riguarda le visite sul sito, possono fornirci. 

Contenuti personalizzati

Naturalmente, se disponiamo già di un sistema di commercio elettronico, o comunque permettiamo agli utenti di autenticarsi, queste personalizzazioni potranno essere ancora più specifiche, sulla base dei dati che abbiamo scelto di raccogliere e che gli utenti hanno acconsentito a fornirci. 

Alcuni esempi di dati da utilizzare per la personalizzazione

L’obiettivo limite è quello di poter fornire a ciascuna persona un contenuti completamente personalizzati e tagliati su misura. Ma questo è un traguardo praticamente irraggiungibile, sia per limiti tecnici e di opportunità sia perché la raccolta dei dati è regolamentata per impedirne un uso indiscriminato. 

Tuttavia quello che possiamo fare, se decidiamo di far intraprendere alla nostra azienda questa strada, è arrivarci per approssimazioni successive, iniziando a personalizzare il contenuto per alcuni parametri piuttosto generici ed arrivare a una personalizzazione maggiore con investimenti successivi. Fra i primi dati che dovremmo utilizzare, alcuni sono molto intuitivi, altri sono estremamente efficaci ma meno immediati da comprendere.

Posizione

Si tratta di uno dei parametri più immediati da comprendere. Per esempio, possiamo usare questa informazione per indirizzare un cliente a una prova o una dimostrazione nel punto vendita più vicino a lui, invece di costringerlo a scoprire da solo dove andare.

Età e genere

Grazie a questi dati possiamo impostare anche il funnel di conversione. Per esempio, con il crescere dell’età aumenta la propensione a fare acquisti in presenza mentre il genere, soprattutto in alcuni settori, può aiutarci a capire su base statistica quali fra i nostri prodotti possono essere di maggiore interesse.

Interesse di acquisto

Se abbiamo la possibilità di tracciare il comportamento degli utenti sul nostro sito (o sul nostro canale di vendita) possiamo anche capire la loro propensione all’acquisto o, per dirla in termini più specifici, a che punto del funnel di conversione si trovano. 

Fornire in modo automatico informazioni diverse a chi sta visitando il sito per la prima volta e a chi ha già qualche prodotto nel carrello o nella lista dei desideri, per esempio, permette di veicolare un messaggio il più possibile profilato.

Abitudini d’acquisto

Anche in questo caso si tratta di personalizzazioni automatiche alle quali può provvedere la nostra piattaforma CRM o il sistema di vendita. Per esempio, se un utente non ha mai scelto di aggiungere prodotti fra quelli indicati nei suggerimenti “potrebbe interessarti anche“, possiamo sostituire quel contenuto con qualche informazione più rilevante, un codice sconto per il prossimo acquisto e così via.

Quali tipi di contenuti personalizzati possiamo produrre?

Per quanto riguarda la personalizzazione delle informazioni (e dei messaggi promozionali) per i nostri utenti abituali e nuovi, il limite è senza dubbio quello della creatività e della capacità della nostra azienda di produrre contenuti.

Per esempio possiamo offrire percorsi di navigazione dedicati che permettano all’utente di finalizzare l’acquisto o trovare informazioni in modo più semplice, sulla base delle sue propensioni. Questo può avvenire in molti modi, dai semplici suggerimenti fino alla creazione automatica di una home page specifica per ogni utente. 

Contenuti personalizzati

Anche l’invio di mail può giocare un ruolo fondamentale. Dalle semplici mail di benvenuto a quelle per consigliare acquisti o ringraziare per un ordine, ogni comunicazione può diventare lo strumento perfetto per migliorare il nostro legame con il cliente. 

Non dimentichiamo che attraverso i social media possiamo veicolare messaggi pubblicitari attraverso quello che viene chiamato retargeting. Uno strumento che, se usato nel modo corretto, può diventare davvero efficace nella comunicazione contestuale. 

Infine, sfruttando metodi più complessi come la gamification, possiamo unire un livello di coinvolgimento e interazione maggiore con la possibilità di fornire dati, informazioni e proposte ancora più personalizzati. In questo caso saranno gli utenti stessi, in cambio di premi o achievement, a fornirci le informazioni che ci permetteranno di migliorare la loro stessa esperienza.