NFT Marketing Blockchain

Fra le novità più interessanti, o quantomeno curiose del panorama mondiale, senza dubbio l’NFT marketing merita di essere ricordato. Ecco cosa succede.

NFT Marketing: l’ennesimo termine di natura anglofona con cui dovremo convivere o solo una moda passeggera? Per capirlo dobbiamo prima di tutto fare un passo indietro e capire il meccanismo alla base dei non-fungible token, gli NFT appunto. In breve, si tratta di certificati che possono rendere unico un qualsiasi oggetto digitale attestandone l’autenticità e l’unicità. Per esempio, un video, un’immagine o una canzone possono diventare di proprietà esclusiva di qualcuno, attraverso il certificato corrispondente. 

Perché gli NFT sono rilevanti e sta nascendo l’NFT marketing?

Gli NFT si basano  su una tecnologia già nota ma piuttosto complessa, quella delle blockchain e per la verità esistono almeno dal 2014. Ma come sempre, sono gli eventi eclatanti a sancire la diffusione di una pratica o di una tecnlologia. 

Senza entrare in dettagli tecnici, in questo caso ci sono stati almeno due fattori scatenanti e uno facilitante. Per quanto riguarda i fattori scatenanti, si tratta di almeno due NFT di particolare richiamo. Il primo ha interessato la rappresentazione di un quadro dell’artista Bansky, venduto al quadruplo del valore dell’opera dopo che questa è stata bruciata in diretta. 

Il secondo è stata la vendita da capogiro dell’NFT del primo “tweet” di Jack Dorsey, cofondatore e CEO di Twitter. 

Il fattore facilitante è da cercare nella pandemia, durante le quale moltissime persone hanno trovato nel digitale alternative alle attività del mondo reale. E il mercato degli NTF permette compravendita di arte digitale, sia a scopo di collezione sia speculativo, in modo estremamente rapido ed efficace.
Sull’onda di questo successo, che ha trasformato NFT in una buzzword, diverse aziende hanno iniziato a usare questa tecnologia a scopo promozionale, regalando oggetti digitali unici e collezionabili ai loro clienti.

Gli Early Adopter dell’NFT Marketing

Si tratta di un trend nuovo e che segue molto la fascinazione legata al mondo delle blockchain, da molti considerate come una delle tecnologie più rivoluzionarie degli ultimi anni.Naturalmente è ancora presto per stabilire se si tratterà della prossima carta vincente del marketing per tutti i settori e in tutti i contesti. Di sicuro però, trattandosi di un trend che unisce, ancora una volta, tecnologia all’avanguardia e marketing, non potevamo esimerci dal raccontarlo.

La campagna che sta creando più interesse al momento è quella di Burger King, Keep it Real Meals, che funziona in modo molto semplice: acquistando uno dei tre menu curati da tre artisti pop (Nelly, Anitta e LILHUDDY) si può scansionare il codice QR sulla confezione e ricevere un elemento NFT collezionabile del gioco. Completando varie parti della collezione si ottengono gadget e premi di varia natura, inoltre è possibile scambiarsi gli NFT con altri giocatori. 

Nulla di particolarmente eclatante o complesso, ma sufficiente a dare risalto a un mercato che fino a poco tempo fa sembrava dedicato solo agli appassionati più radicali. 

Anche se al momento non si hanno esempi di marketing NFT a livello locale, all’estero e in particolare nei paesi anglofoni qualcosa si sta muovendo. La campagna di Burger King, peraltro realizzata in collaborazione con uno dei più celebri marketplace di arte digitale, sweet.io, è l’ultima di una serie di iniziative. In primavera Taco Bell aveva fatto qualcosa di simile, ma altre aziende nel tempo si sono date a iniziative spot meno strutturate. 

Complice anche una gestione sempre più semplice, è possibile che nei prossimi mesi gli oggetti digitali collezionabili diventino un rimpiazzo, magari temporaneo, dei gadget più tradizionali. Senza dubbio sarebbe un’idea originale, anche in occasione di eventi o incontri