comunicazione B2B efficace
Canale B2B: comunicare efficacemente in ambienti professionali

Nel canale B2B (business-to-business), la comunicazione si sviluppa in un ecosistema diverso rispetto al B2C (business-to-consumer). Mentre nel B2C il destinatario è il consumatore finale e la leva è prevalentemente emozionale, nel B2B ci si rivolge a professionisti e imprese che acquistano con finalità operative o strategiche. Il processo decisionale è più articolato, coinvolge più interlocutori e si basa su criteri oggettivi, tecnici ed economici. Anche se non esiste una ricetta magica per una comunicazione B2B efficace, ci sono comunque alcuni accorgimenti e tecniche che possiamo tenere presenti. Prima di scoprirli, vediamo il contesto in cui ci muoviamo.

Un pubblico B2B si aspetta contenuti di qualità: dati concreti, analisi tecniche, case study, approfondimenti verticali. La comunicazione deve mantenere un linguaggio formale e specialistico, coerente con il livello di competenza dell’interlocutore. Inoltre, deve accompagnare il cliente lungo tutto il ciclo di vita della relazione commerciale, con l’obiettivo di consolidare fiducia e continuità.

Una ricerca del 2025 di Martal rivela un dato che ci aiuta nel capire l’importanza della comunicazione B2B: il ciclo di acquisto medio in questo ambito dura 11,5 mesi, durante i quali l’86% dei processi di acquisto subisce almeno uno “stallo” decisionale. Questo significa che i primi contatti sono critici: chi sbaglia la comunicazione iniziale perde mesi di opportunità.

Le strategie di marketing riflettono questa impostazione: nel B2B prevale la costruzione di relazioni stabili e di lungo periodo, basate su reputazione e valore informativo, mentre nel B2C l’obiettivo è spesso la conversione immediata. Di conseguenza, nel B2B precisione, coerenza e autorevoleZza sono fattori determinanti.

Le caratteristiche della comunicazione in contesti B2B

Personalizzare i messaggi è la chiave per costruire relazioni solide e durature. Poiché l’interlocutore è un professionista o un decision maker aziendale, la comunicazione deve essere rilevante, strutturata e orientata a supportare scelte strategiche. Non si tratta di pubblicità, ma di un dialogo consulenziale fondato su evidenze concrete.

Il B2B valorizza la qualità delle informazioni più che la quantità: contenuti tecnici, metriche di performance e casi di successo rappresentano strumenti decisivi per dimostrare competenza e affidabilità. La comunicazione, inoltre, deve tenere conto del carattere multi-livello del processo decisionale: un messaggio efficace per il responsabile acquisti può non esserlo per un direttore tecnico o un CFO. È quindi necessario adattare il linguaggio e i contenuti mantenendo coerenza narrativa e chiarezza complessiva.

Anche la frequenza e la scelta dei canali vanno calibrate: i cicli decisionali sono più lunghi e richiedono un’interazione costante ma misurata, capace di fornire valore ad ogni contatto.

Come personalizzare i messaggi per un pubblico professionale

Nel B2B la personalizzazione richiede un approccio analitico e strategico. Il punto di partenza è una segmentazione accurata del target, che consideri il ruolo del decisore, il settore di appartenenza, le priorità aziendali e i problemi operativi da risolvere. Questo permette di costruire messaggi realmente pertinenti, basati su insight specifici.

Per esempio, nel caso di un software gestionale, il messaggio B2B dovrà evidenziare efficienza, integrazione e ROI: Il nostro software di gestione progetti consente di ottimizzare i flussi di lavoro, garantire la puntualità delle delivery e migliorare la collaborazione interna grazie a funzioni avanzate di monitoraggio e reportistica personalizzata.

La versione B2C dello stesso messaggio, più emozionale e orientata all’esperienza individuale, sarebbe: Organizza i tuoi progetti con facilità e tieni tutto sotto controllo con il nostro software intuitivo. Pianifica, collabora e raggiungi i tuoi obiettivi senza stress.

Nel B2B la comunicazione deve concentrarsi su benefici misurabili, dati di performance e prove di efficacia. Le tecnologie di marketing automation e CRM permettono oggi di adattare i messaggi in tempo reale in base alla fase del buyer journey, migliorando pertinenza e impatto.

Ecco, riassunte in una tabella, le principali differenze fra comunicazione B2B e B2C, che spesso, sui social media soprattutto, tendono a confondersi:

AspettoMessaggio B2BMessaggio B2C
FocusEfficienza, integrazione, ROIFacilità, esperienza, serenità
LinguaggioTecnico, formale, specialisticoEmotivo, semplice, coinvolgente
BeneficiMisurabili, concretiIndividuali, soggettivi
Esempio“Ottimizzare i flussi di lavoro”“Organizza con facilità”

Un ruolo centrale spetta ai contenuti di valore — whitepaper, studi di settore, webinar, newsletter mirate — che contribuiscono a educare il mercato e a rafforzare la brand authority. In questo modo la comunicazione evolve da mera informazione a supporto decisionale strategico.

Gli strumenti più efficaci nel canale B2B: LinkedIn e whitepaper

LinkedIn è oggi il principale canale professionale per la comunicazione B2B. Permette di costruire relazioni, posizionarsi come esperti di settore e attivare campagne pubblicitarie mirate su base settoriale, geografica o per ruolo aziendale. Una presenza costante con contenuti informativi e di qualità — articoli, aggiornamenti aziendali, analisi — accresce la reputazione del brand e genera lead qualificati.

I whitepaper, invece, rappresentano strumenti di approfondimento ad alto valore aggiunto. Offrono dati e soluzioni concrete, consolidando l’autorevoleZza dell’azienda e favorendo la lead generation qualificata. Grazie alla loro natura informativa e consulenziale, contribuiscono a costruire fiducia e a trasformare il brand in un riferimento per il settore.

L’integrazione tra LinkedIn, CRM e marketing automation consente di creare strategie di comunicazione dinamiche e personalizzate, basate su dati e segmentazione evoluta.

7 Consigli operativi per una comunicazione B2B efficace

Per migliorare la comunicazione nel canale B2B è essenziale:

  • curare la chiarezza e la coerenza del messaggio, assicurando sempre un contenuto informativo concreto e verificabile;
  • selezionare i canali più rilevanti per il target, privilegiando quelli che favoriscono l’interazione diretta e la reputazione professionale;
  • mantenere un’attività costante su LinkedIn, orientata al valore informativo e al networking strategico;
  • investire nella formazione interna su digital storytelling e marketing automation, per migliorare la capacità narrativa e l’efficienza delle campagne;
  • utilizzare i dati del CRM per segmentare con precisione e personalizzare la comunicazione;
  • ascoltare attivamente il mercato tramite sondaggi, interviste e analisi comportamentali, per anticipare bisogni e tendenze;
  • monitorare i risultati con KPI chiari, adattando costantemente la strategia sulla base dei feedback raccolti.

Comunicazione aziendale efficace: ascolto e personalizzazione

Comunicare in modo efficace nel B2B significa comprendere le esigenze di ogni interlocutore, fornire contenuti di valore, sfruttare tecnologie di personalizzazione e costruire un linguaggio capace di unire competenza tecnica e chiarezza espositiva. Questo approccio consente di rafforzare la reputazione, generare interesse qualificato e trasformare i contatti in relazioni professionali durature.

piani di lead generation
Lead generation: come usarla per attrarre nuovi clienti nel 2025

La lead generation cambia, ma non si stravolge: scopriamo come usarla con successo nel 2025

Affermare che il mondo del marketing è in continua evoluzione significa, di fatto, ribadire l’ovvio. Paradossalmente, è proprio questo il punto di partenza: ci serve per prendere atto di un cambiamento sempre più rapido e complesso da seguire, soprattutto per gli imprenditori digitali attivi in settori come l’hardware, le forniture e i servizi, che spesso si trovano pressati fra l’esigenza di pragmatismo delle aziende B2B e modalità di comunicazione che sembrano sempre più orientate in via esclusiva al mercato consumer. Per trovare un nuovo equilibrio è fondamentale saper attrarre nuovi clienti in modo mirato e intelligente. La lead generation ha abbandonato da tempo, almeno per le aziende che vogliono costruire relazioni reali e durature, le modalità come la raccolta di contatti in modo indiscriminato. Selezionare i prospect giusti, arricchirli e coltivarli con contenuti rilevanti e personalizzati è il nuovo, e per molti versi unico, modo di attrarre con efficacia nuovi clienti. Il tutto va inserito in una strategia multicanale che parla al cliente giusto al momento giusto, per costruire relazioni di valore che portano risultati concreti.

La chiave del successo? Una strategia di lead generation ben orchestrata. Questa disciplina è diventata il tema più importante dell’acquisizione clienti efficace: non più liste infinite di nominativi, ma una accurata selezione di persone realmente interessate. Un processo strategico che punta su qualità, pertinenza e tempismo.

Cos’è davvero la lead generation oggi e quali principi la guidano

Per noi, la lead generation si è evoluta, è maturata verso un approccio intelligente basato su dati e tecnologia. Oggi è possibile utilizzare dati di intent, intelligenza artificiale predittiva e automazione per attrarre persone realmente interessate e accompagnarle lungo il percorso d’acquisto. Non a caso, il recente State of Marketing Report di Salesforce ha rilevato che ben il 62% dei marketer sta già investendo nell’AI, soprattutto per automatizzare processi e prevedere il comportamento dei prospect. Va da sé che questa incredibile capacità di gestione deve essere indirizzata nel modo giusto: usarla per fare raccolte di massa ancora più intensive e invasive, con risultati inevitabilmente sempre più scadenti è solamente uno spreco di tempo e risorse. Molto meglio investire tutto sulla qualità delle relazioni e sulla capacità di attrarre chi è realmente interessato.

Conosciamo a fondo il nostro pubblico, segmentando le buyer persona e monitorando i loro bisogni reali. Offriamo valore concreto in ogni interazione, per esempio contenuti premium, ebook o demo che invoglino l’utente a lasciare i propri dati in modo naturale e spontaneo. Inoltre, costruiamo un percorso chiaro e misurabile dal primo contatto fino alla chiusura della vendita, grazie a funnel multicanale integrati e all’uso sapiente della tecnologia in ogni fase.

La lead generation nel 2025 segue ancora le classiche fasi dei diversi funnel (qui ciascuno scelga il framework che preferisce, è irrilevante ai fini del ragionamento) ma lo fa con strumenti e nuove idee. Chatbot con AI, algoritmi di lead scoring predittivo e contenuti interattivi aumentano sia la qualità sia la quantità dei lead generati e ci permettono di concentrare le risorse solo sui prospect con maggior potenziale.

Strumenti indispensabili per una lead generation efficace nel 2025

Nel 2025, il panorama degli strumenti si è ampliato con soluzioni avanzate che rendono la generazione di lead più efficiente. In particolare, possiamo identificarne due che meritano una particolare attenzione:

  • Landing page ottimizzate: pagine di atterraggio pensate per convertire, integrate con moduli dinamici, chatbot a intelligenza artificiale e offerte di lead magnet personalizzate. Questi elementi massimizzano il coinvolgimento dell’utente e aumentano il tasso di conversione.
  • Marketing automation evoluto: piattaforme di automazione che permettono di creare percorsi di nurturing automatici basati su dati comportamentali e segmentazioni di alta precisione. Ogni contatto viene accompagnato in modo scalabile e personalizzato verso la fase successiva del funnel.

A questi strumenti, che costituiscono per alcuni versi il punto più elevato della trasformazione, si affiancano campagne mirate su social media e motori di ricerca, contenuti video-first, interattivi e brevi, ideali per catturare l’attenzione in un panorama digitale sempre più saturo. La vera chiave è l’integrazione: una campagna pensata nel 2025 deve prevedere, almeno a livello di future possibilità di integrazione, AI per l’analisi predittiva del comportamento, l’automazione per il nurturing personalizzato e un uso sapiente di landing page e chatbot ottiene il massimo impatto.

Strategie vincenti per trasformare i visitatori in clienti fidelizzati

Le strategie di lead generation di successo più attuali puntano tutto su esperienze iper-personalizzate che integrino canali online e offline in un approccio davvero omnicanale. Del resto, le ricerche confermano questa direzione: i clienti B2B oggi interagiscono in media su 10 canali durante il processo d’acquisto (erano 5 nel 2016). Le aziende con strategie omnicanale efficaci registrano tassi di coinvolgimento quasi quattro volte superiori, pari al 18,96% contro il 5,4%, e un incremento annuo dei ricavi del 9,5% rispetto a chi opera su un singolo canale. In altre parole, l’omnichannel è ormai lo standard per chi vuole crescere.

Ma in cosa consiste esattamente un approccio omnicanale? Significa creare un’esperienza del cliente unica e senza interruzioni in cui tutti i punti di contatto (o touchpoint) di comunicazione e vendita sono coordinati, sia online che offline. In pratica, il cliente può interagire liberamente con la nostra azienda attraverso diversi canali, dal negozio fisico al sito web, dai social media all’app mobile, trovando sempre un messaggio coerente e un’esperienza integrata. Questo è possibile grazie alla raccolta e integrazione dei dati da ogni canale, che permette di personalizzare comunicazioni, offerte e contenuti basati sulle preferenze reali e sul momento giusto.

Un’esperienza unificata così strutturata rende più semplice e piacevole il percorso del cliente e soprattutto favorisce maggiori conversioni e fidelizzazione. L”utente può sentirsi seguito e supportato, indipendentemente da dove e come decida di entrare in contatto con il brand. L’approccio omnicanale è quindi indispensabile per mantenere la continuità nella relazione: combina campagne social, email marketing automatizzato, webinar e live chat per rendere il percorso del cliente il più trasparente possibile.

L’intelligenza artificiale gioca un ruolo centrale anche in questa fase avanzata di personalizzazione. Grazie a modelli di linguaggio e algoritmi di machine learning, possiamo creare contenuti sempre più calibrati sui bisogni specifici e sul momento del ciclo d’acquisto in cui si trova ciascun lead, aumentando i tassi di apertura e conversione delle campagne. Il lead scoring predittivo per esempio è una metodologia che utilizza l’AI per analizzare dati storici e comportamentali dei lead, assegnando a ciascuno un punteggio dinamico basato sulla probabilità di conversione. Se usata con intelligenza ci può aiutare a concentrare le risorse commerciali sui prospect dal potenziale più alto e ottimizzare il lavoro del team di vendita. I risultati parlano chiaro: un sondaggio Salesforce ha rivelato che il 98% dei team di vendita che utilizzano l’AI ritiene che questa tecnologia migliori l’organizzazione della priorità nella gestione dei lead. Ciò conferma quanto un approccio data-driven, supportato da strumenti innovativi, possa fare la differenza nell’indirizzare gli sforzi verso i contatti giusti.

Monitoraggio e ottimizzazione: come misurare il successo

Laanciare campagne e sperare nei risultati non è mai stata una buona idea, ma gli strumenti che abbiamo a disposizione oggi la rendono ancora più impensabile. Oggi possiamo misurare tutto in tempo reale e monitorare ogni fase del processo. I KPI fondamentali includono il tasso di conversione (quanti lead diventano effettivamente clienti), il costo per lead, la qualità dei lead acquisiti e il loro valore nel tempo (Customer Lifetime Value).

Utilizziamo strumenti di analisi avanzati come Google Analytics 4, integrato con il CRM e con le piattaforme di marketing automation, per ottenere una visione completa delle interazioni cross-channel. In questo modo possiamo tracciare ogni touchpoint e segmentare il pubblico in modo accurato. Su messaggi, landing page e flussi di nurturing applichiamo continui test A/B, individuando ciò che funziona meglio e affinando progressivamente l’efficacia di ogni elemento.

Grazie al monitoraggio costante e all’ottimizzazione continua, miglioriamo progressivamente la qualità della lead generation, eliminiamo i costi inefficaci e aumentiamo il ritorno sull’investimento. In un’epoca di budget oculati (per usare un eufemismo), questa attenzione ai dati assicura che ogni euro investito in marketing generi il massimo impatto.

Lead Generation

Perché la lead generation è più importante che mai per la crescita aziendale

Integrare una strategia di lead generation basata su tecnologia avanzata, personalizzazione e dati aggiornati è diventato il cuore della crescita aziendale nel 2025. Generare contatti sperando che una interazione a freddo porti qualche risultato non basta più: dobbiamo costruire relazioni solide e profittevoli con i clienti. Questo vale per ogni realtà, dalle grandi imprese alle PMI, in particolare nei settori digital dove la velocità è ancora più alta.

Saper attrarre, nutrire e convertire i clienti con un approccio smart, misurabile e orientato ai risultati rappresenta la sfida vincente nel panorama competitivo odierno. Come abbiamo visto, il connubio tra tecnologia, strategia e creatività può fare la differenza anche per aziende in crescita.

Noi siamo pronti a guidare questo cambiamento, usando la lead generation come leva decisiva per ampliare la base clienti, migliorare la soddisfazione e superare la concorrenza.

lead generation meta cover
Cinque consigli per migliorare la presenza sui social network

Come fare a comunicare in maniera efficace e coerente sui social network: ecco i consigli per migliorare la tua presenza online!

I social network sono diventati fondamentali per qualsiasi business che voglia comunicare online con i propri clienti. Piattaforme come Instagram, Facebook, YouTube, TikTok e LinkedIn offrono a chiunque la possibilità di raggiungere milioni di persone e di farsi conoscere. La presenza sui social network, tuttavia, è una disciplina molto più scientifica di quanto potrebbe apparire in prima battuta.

Infatti, sebbene i social siano diventati una normalità all’interno della nostra vita quotidiana, utilizzarli come mezzo per far crescere il proprio business non è così immediato. Sfruttare al meglio i social significa conoscere bene le dinamiche dietro ogni piattaforma, sapere a quale pubblico vogliamo comunicare, realizzare contenuti con la giusta frequenza e avere a disposizione un budget pubblicitario per crescere. Solo così possiamo creare il giusto posizionamento per il nostro brand e lavorare per accrescere la nostra community.

In questo articolo andremo ad analizzare la questione più a fondo attraverso alcuni consigli utili a migliorare la presenza sui social network, tralasciando però le annose questioni come «a che orario è meglio pubblicare» o «quanti post realizzare a settimana»). Ecco i nostri consigli

SMS comunicazione

Non essere per forza ovunque

Il primo mantra che dobbiamo ripeterci se vogliamo comunicare è online è semplicissimo: non è obbligatorio essere ovunque. Molte aziende o professionisti pensano che intercettare più pubblico possibile sia la chiave: la verità è che puntare a nicchie specifiche e segmentare il proprio pubblico può portare a risultati maggiori. Se ad esempio abbiamo un pubblico business o over 45, non servirà a nulla aprire un profilo TikTok, dove l’età media è molto più bassa. Viceversa se dobbiamo comunicare a giovani compresi fra i 18 e i 22, Facebook potrebbe non essere il posto giusto per farlo.

Insomma, parti da un’analisi accurata del tuo target, analizzane età, comportamenti e interessi e in funzione di questo stabilisci su quali piattaforme è meglio esserci e quali invece evitare.

Comunichiamo in base alla piattaforma e utilizziamo tutti i formati

Ogni piattaforma ha un diverso stile comunicativo, sia dovuto al target che ai formati che la stessa supporta. Per esempio, se su Facebook è possibile comunicare creando post statici o video, su Instagram conviene sfruttare anche altri formati, come ad esempio le stories o i Reel.

YouTube e TikTok, invece, supportano solo il formato video, ma con filosofie molto diverse: il primo predilige video ben editati e in formati orizzontali, mentre il secondo è più spontaneo e lavora solo con formati verticali.

Che si tratti di storie, caroselli, video, Reel, Post statici, YouTube Shorts o altro, ricordiamoci di sfruttare tutte le potenzialità di ogni asset al meglio.

In un periodo in cui è evidente che il pubblico si sta frammentando su più piattaforme, la comunicazione sui social media deve senza dubbio tenerne conto: senza gli eccessi del decennio scorso, in cui sembrava indispensabile essere ovunque, una accurata scelta delle piattaforme sarà senza dubbio un “plus” fondamentale per la nostra strategia. La scelta dei canali oggi è praticamente una scienza esatta: stiamo attenti a non sbagliare.

Seguiamo la regola delle tre I (informare, intrattenere, ispirare)

Parlando di post, che tipo di contenuti è meglio realizzare? Una buona regola da seguire è quella delle Tre I: informare, intrattenere, ispirare. Ricordiamo di inserire nel nostro piano editoriale post di vario tipo, che forniscano diversi punti di vista della nostra attività al pubblico che ci segue. Informiamoli in relazione al nostro brand, prodotti o servizi e alle varie novità, ispiriamoli con nostri valori e non dimentichiamo di intrattenerli: i social sono pur sempre un luogo dove si va in cerca di svago e leggerezza! La comunicazione social è oggi più che mai una attività che richiede la capacità di trovare il perfetto equilibrio, soprattutto fra informazione e intrattenimento. Questo vale soprattutto per i social media maggiormente dedicati al tempo libero, ma anche in quelli dedicati ai professionisti stiamo assistendo sempre di più al proliferare di contenuti che non si limitano a informare o ispirare, ma lo fanno con un particolare occhio ai tempi e ai modi per soddisfare il bisogno di mantenere viva l’attenzione del pubblico.

Se possibile, inoltre, mettiamoci la faccia: le persone amano scoprire cosa c’è dietro alle aziende, per cui video o post che raccontano i volti dietro la tua realtà, che riguardano il team, o contenuti dietro le quinte hanno sempre un grande potenziale.

Video Interattivi

Diamo sempre un occhio ai competitor

I competitor sono per definizione i nostri concorrenti sul mercato, le aziende che puntano al nostro stesso target e offrono un servizio simile al nostro. Avere un occhio lungo sulle loro attività social può essere di ispirazione e aiutarci a capire che cosa fare… o anche che cosa non fare!

Monitoriamo i loro canali social, scopriamo le loro strategie e analizziamo il loro stile comunicativo. E se vogliamo dare un’occhiata alle loro campagne pubblicitarie, possiamo affidarci al tool gratuito di Meta Ads Library, dove potremo scoprire tutte le ads che sono online in tempo reale.

Creiamo campagne con obiettivi coerenti con il nostro business

Quando si lavora sui social è impossibile pensare di poter migliorare la propria presenza affidandosi solamente ad attività organiche. Col passare del tempo i social hanno diminuito la reach dei post organici, prediligendo attività di ads e sponsorizzazione.

Per fare un esempio, se la nostra pagina Instagram è seguita da 10mila persone, non significa che ogni nostro post verrà visto da tutti i follower. Per questo, se desideriamo avere più visibilità, dobbiamo mettere in conto tra le attività marketing anche di creare campagne pubblicitarie coerenti con i nostri obiettivi.

Tutte le piattaforme social permettono di generare campagne per avere più visite al profilo, like, raccogliere lead o convertire potenziali clienti reindirizzandoli sul tuo sito web. Analizziamo quali sono i nostri obiettivi, stabiliamo un budget e diamo un boost alla crescita dei nostri canali.

Affidiamoci ai professionisti

Migliorare la propria presenza online è il risultato di un insieme di tante piccole attività: dall’analisi di target e dati alla creazione di un piano editoriale per ogni canale, passando per la realizzazione dei post, la scrittura dei testi, la pubblicazione, creazione di ads efficaci e così via.

Se il nostro obiettivo è di fare in modo che i social diventino un asset vincente per il business, spesso la soluzione migliore è delegare questa attività a un team di professionisti, che individui le strategie migliori per comunicare ciascun brand.

Un team di social media marketing offre la possibilità di concentrarsi sul business, delegando le attività social a professionisti del settore in grado di migliorare la presenza online.

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Lead generation: cos’è e come utilizzarla nella nostra strategia

Fra le tecniche di acquisizione clienti si sente parlare spesso di lead generation: ma cos’è e come funziona?

Quando ci si avvicina al digital marketing in maniera strutturata, fra le linee di azione si sente spesso citare la lead generation. Cos’è e come funziona questo strumento? Si tratta di un concetto familiare agli addetti ai lavori che possiamo riassumere come l’acquisizione di potenziali clienti. Riferendoci in questa sede al marketing digitale, diamo per assunto che l’acquisizione avvenga attraverso canali digitali. Ed è necessario fare alcune distinzioni.

Lead generation, lead acquisition; Lead e Prospect

Per chi si avvicina al mondo del digital marketing da cliente o da utente, c’è sempre la sensazione di trovarsi di fronte a una giungla di termini, spesso anglofoni, il cui significato sembra destinato a rimanere misterioso. La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che spesso i termini vengono utilizzati con sfumature o addirittura con significati diversi a seconda dell’interlocutore. Prima di spiegare cos’è la lead acquisition in termini di potenziali vantaggi per il business, cerchiamo di chiarire alcune definizioni che spesso l’accompagnano.

piano media

Lead generation definizione

Nel senso più universale del termine, la lead generation definisce l’attività, o l’insieme di attività, volte a convincere le persone a fornire alla nostra azienda i dati necessari per essere ricontattati. Il termine fa riferimento al concetto di Lead, cioè una persona che ha manifestato interesse per la nostra azienda. Gartner la definisce come “il processo di raccolta di una serie di contatti di potenziali acquirenti, con l’obiettivo di coltivarli e qualificarli come opportunità di vendita per far crescere il business”. Da questa definizione originano anche due dei principali termini usati nel gergo della gestione delle Lead: nurture, che significa appunto “coltivare, nutrire” e qualifica, termine con il quale in questo contesto si indicano le Lead già pronte per essere contattate dall’azienda con attività più pervasive.

Lead acquisition definizione

Anche se il termine Lead Acqusition viene usato spesso in sovrapposizione a Lead Generation, c’è una sfumatura che vale la pena di considerare: spesso infatti ci si riferisce questo secondo termine come all’attività di verificare la validità di una Lead, sia in termini anagrafici (per esempio se l’indirizzo di posta elettronica è valido), sia in termini di reale interesse per il contatto con la nostra azienda.

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Lead e Prospect

Sempre nella definizione legata al marketing, in genere si intende come Lead una persona che ha manifestato un interesse genetico o la semplice volontà di rimanere in contatto, mentre un Prospect è considerato un contatto che ha buone probabilità di essere consolidato in una vendita o comunque in una trattativa.

Insomma, all’interno di un funnel la generazione di lead ha un significato molto importante: può essere considerata infatti come il primo passo attivo, quello in cui le nostre attività di marketing hanno convinto le persone ad entrare in contatto con la nostra realtà.

Come avviene la lead generation?

Una delle guide più autorevoli del settore, soprattutto per chi vuole chiarirsi le idee, è quella proposta da HubSpot. Per riassumere i punti principali, le persone scoprono il nostro business attraverso le nostre attività di marketing, cliccano su una Call to action (che non è altro che un semplice collegamento posizionato su una frase di particolare interesse). Questo click li porta su una landing page, il cui compito è quello di raccogliere i dati delle persone potenzialmente interessate attraverso un form di contatto.

Il processo di lead generation ha un importante vantaggio, che è la sua proattività. In parole semplici, dal momento che sono le persone ad aver fatto il “primo passo”, cioè averci lasciato i dati per essere ricontattate, è credibile che il loro interesse sia reale, quantomeno nel ricevere più informazioni. I passaggi successivi saranno lasciati all’abilità e alla preparazione del nostro team commerciale, che avrà il compito di trasformare i lead in prospect, come abbiamo visto poco sopra. 

redesign del sito web

Le principali tecniche di lead generation

Per fare lead generation in modo efficace esistono diversi metodi, ciascuno con caratteristiche proprie e ciascuno adatto per obiettivi diversi.
Senza dubbio il content marketing è una delle più efficaci, perché permette alle persone di recepire subito il valore aggiunto che possiamo dare, attraverso la fruizione di contenuti di qualità. Le campagne a pagamento, per esempio sui motori di ricerca o sui social media, permettono di ottenere una visibilità immediata, sono flessibili in termini di tempi e budget e permettono di cambiare velocemente gli obiettivi. L’email marketing si distingue per le possibilità di personalizzazione e segmentazione, che permettono di raggiungere i potenziali utenti in modo più mirato.

Perché fare lead generation?

In questo caso le ragioni sono piuttosto evidenti: trattandosi di un’attività mirata alla raccolta di contatti, il vantaggio più diretto è quello di avere a disposizione un insieme di persone che, a vario titolo, hanno manifestato interesse per il nostro lavoro.

Questo interesse conduce ad alcuni vantaggi collegati: prima di tutto permette di aumentare le vendite, grazie alla propensione di partenza.

Inoltre permette di raggiungere gli utenti realmente interessati, il che costituisce un vantaggio sia per i potenziali clienti, sia per l’azienda. Infine la raccolta consensuale di informazioni permette di mantenere un contatto con le persone anche quando il primo approccio non ha permesso di finalizzare le vendite, per esempio attraverso attività di mail marketing.

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Come trovare idee per il content marketing

Trovare buone idee per il content marketing non è sempre semplice, soprattutto se la nostra strategia è attiva da qualche tempo. Ecco alcuni spunti per ritrovare freschezza.

La solidità di una strategia si misura anche attraverso la sua consistenza nel tempo. E, come in ogni attività che richieda uno sforzo continuativo, è assolutamente possibile che ciclicamente si abbia l’impressione di perdere di freschezza e di buone trovate per garantire continuità. Trovare idee per il content marketing sempre nuove, sempre efficaci e sempre in linea con la nostra strategia di comunicazione può diventare laborioso, soprattutto se quello della nostra azienda è un ambito verticale e non vogliamo indugiare troppo al di fuori delle nostre competenze.

Di seguito vedremo alcune buone tecniche per aiutarci a ritrovare lo slancio quando siamo alle prese con una strategia di content marketing affaticata e vogliamo riportarla allo splendore originale.

Teniamo d’occhio quello che succede nel nostro ambiente

Genuinfluencer

Uno dei modi più semplici per trovare nuove idee per articoli o approfondimenti è quello di osservare costantemente cosa succede nel nostro settore. Il modo più pratico per farlo è creare una lista di siti da tenere d’occhio e prendere l’abitudine di aprirli periodicamente. 

Possiamo usare un foglio di calcolo, i preferiti del browser o strumenti più specifici, a seconda della nostra comodità. 

Abituiamoci a prendere appunti e segnare le idee che troviamo interessanti. Quello che oggi non può essere approfondito, può essere utilissimo domani. 

Naturalmente, se abbiamo la possibilità di partecipare a eventi, fiere e convegni possiamo fare la stessa cosa dal vivo. Anche in questo caso però è fondamentale annotare le idee, in modo da non perderle successivamente.

Ascoltiamo le persone e chiediamo pareri

Creare un dialogo con la nostra nicchia (di colleghi, competitor, clienti e così via) è già di per sé un ottimo strumento di comunicazione. Ma possiamo sfruttarlo anche per trovare nuovi spunti per la nostra campagna di content marketing.

Anche in questo caso le modalità possono essere le più disparate, dal semplice post sui nostri social media fino alla creazione di veri e propri sondaggi. la scelta dello strumento dipende sostanzialmente dal nostro settore di riferimento e dal tone of voice della nostra comunicazione. Anche qui lo snodo fondamentale è raccogliere le idee in modo strutturato e organizzato, in modo da non disperdere lo sforzo. 

Digital asset management

Partecipiamo alle discussioni già in corso

Gruppi di discussione, forum e social media possono essere una fonte infinita di idee, se sfruttati nel modo corretto. Spesso il lavoro più impegnativo è quello di identificare le community che vale la pena di seguire. Il vantaggio è che possiamo creare una libreria molto interessante anche dedicando all’attività pochi minuti al giorno. 

Inoltre la maggior parte dei social media, grazie ai loro algoritmi, inizieranno a suggerirci contenuti simili a quelli che stiamo seguendo man mano che raffiniamo i nostri interessi. 

Non dimentichiamoci di esplorare anche social meno diffusi in Italia, per esempio Reddit.

Controlliamo i competitor

Osservare come si muovono i nostri competitor è senza dubbio un modo efficace per identificare nuovi punti di vista, idee interessanti e magari anche i risvolti che che ci sono sfuggiti.

Inoltre, osservare le interazioni e il pubblico possono permetterci di spostare il punto di osservazione della nostra campagna di comunicazione. Inoltre, perché no, osservare le iniziative dei competitor con occhio critico ci permette di imparare dai loro errori e migliorare la qualità del nostro messaggio.

Rivalutiamo i contenuti già creati

Abbiamo già parlato di come valorizzare i vecchi contenuti riutilizzandoli, ma possiamo andare oltre. Uno dei modi più pratici ed efficaci per superare i periodi difficili per la nostra campagna di comunicazione è quello di creare articoli di riepilogo, che rimandino in modo semplice e chiaro a quello che abbiamo già fatto. 

Il meccanismo è semplice: classifichiamo il materiale a nostra disposizione, suddividiamolo per argomenti poi troviamo un filo conduttore per una parte dei contenuti. 

Creiamo un articolo, un post o un video che rimandi ai diversi materiali alla luce di questo filo conduttore, magari approfittandone per aggiornare le informazioni o inserire approfondimenti che nella prima stesura non avevano trovato spazio.

Trovare idee per il content marketing: essere curiosi e aperti al mondo è fondamentale

Se vogliamo trovare un tema comune praticamente a tutti i suggerimenti che abbiamo raccontato, senza dubbio è quella di allargare gli orizzonti. Anche rimanendo nei nostri ambiti di competenza, infatti, spesso è sufficiente intraprendere qualcuna delle strade suggerite per renderci conto che ci sono molte più risorse (e idee) di quelle che potevamo immaginare. E che possono dare nuova linfa alla nostra strategia di comunicazione.