Organizzare Webinar
Come trovare l’ultimo post dell’anno precedente su LinkedIn

Ecco le istruzioni per seguire la nostra campagna di fine anno #2020cambiamenti pubblicando l’ultimo post del 2019

Il 2020 è stato senza dubbio un anno di cambiamenti imprevisti e imprevedibili. Per chiudere questo anno complesso in modo leggero ma intelligente, abbiamo pensato di lanciare un piccolo gioco. Si tratta semplicemente di andare a ritrovare l’ultima cosa che abbiamo scritto sul LinkedIn nel 2019 e ripubblicarla aggiungendo l’hashtag #2020cambiamenti e taggando @Competition Srl.

Pensiamo che si tratti di un buon modo per guardarci indietro e ricordarci che, anche nei momenti più difficili, l’importante è essere pronti a cogliere le opportunità che accompagnano sempre il cambiamento.

Come recuperare l’ultimo post linkedIn del 2019: le istruzioni passo passo

Dalla home page di LinkedIn, facciamo click su Tu in alto a destra. Dal menu che si apre scegliamo Post e attività.

Ultimo post LinkedIn

Nella pagina che si apre scegliamo la voce post dalla colonna centrale. Va bene anche Articoli, se li scriviamo direttamente su LinkedIn. Armiamoci di un po’ di pazienza e scottiamo la pagina verso il basso, aspettando che carichi i post meno recenti.

Continuando a scorrere, troveremo i post che hanno come riferimento temporale 1 anno. Scegliamo il primo della lista (senza barare!) e ripubblichiamolo con l’hashtag #2020cambiamenti

Piattaforme webinar gratuite
Le migliori piattaforme webinar gratuite per organizzare eventi online

Le piattaforme webinar gratuite sono l’ideale per le aziende che vogliono affrontare gli eventi online in modo professionale, ma con cautela negli investimenti.

Organizzare Webinar oggi è un business accessibile a tutti. Alcune realtà ne hanno fatto la loro attività primaria, ma il potenziale non è certo esaurito. I webinar infatti possono diventare anche uno strumento di engagement potentissimo, sia per acquisire nuovi clienti, sia per fidelizzare quelli con i quali abbiamo già rapporti. Ma se vengono usati per questo scopo, devono poter essere organizzati con un occhio di riguardo per il budget. In questo possono esserci di aiuto le piattaforme webinar gratuite, che ci permettono di gestire la formazione online in modo professionale, ma con la giusta attenzione ai costi. 

Le migliori piattaforme webinar gratuite: perché sceglierle

Prima di tutto, una doverosa premessa: in realtà le piattaforme per webinar gratuite sono praticamente inesistenti. Questo perché anche quelle più convenienti in realtà hanno adottato il modello di business freemium, in cui il servizio viene fornito gratuitamente nella sua versione base, mentre i servizi avanzati sono a pagamento.
Tuttavia i servizi elencati in questo articolo hanno un’offerta base più che interessante che ci permetterà comunque di offrire un buon livello di servizio senza costi, per poi decidere, qualora ce ne sia la necessità, di procedere con una versione a pagamento una volta raggiunti i primi risultati. 

Per la verità i servizi per organizzare webinar sono molto più numerosi. Ma la maggior parte degli altri offre una prova gratuita a tempo di 7, 14 o 30 giorni. Un tempo davvero troppo limitato per gestire anche un solo webinar, in particolare per le aziende che muovono i primi passi in questa attività. Il meccanismo Freemium invece non ha limiti di tempo, ma esclusivamente di funzionalità. Il che è perfetto per fare le prime prove, e in molti casi anche per continuare a fornire il servizio, senza il rischio di far scadere il periodo di prova. 

I servizi webinar gratuiti più interessanti

Per suggerire le piattaforme per webinar abbiamo utilizzato i criteri di cui sopra, aggiungendo alcune osservazioni derivanti dalla solidità della piattaforma, dalla sua fama e in generale dalle esperienze degli utenti che le utilizzano.

GoBrunch

Iniziamo questo breve elenco con un apparente outsider: GoBrunch infatti non è particolarmente celebre, almeno in Italia, ma dispone della più interessante offerta gratuita. Con una semplice iscrizione infatti abbiamo la possibilità di creare webinar per 409 persone, senza limiti di tempo. GoBrunch dispone di tutte le funzioni principali per creare un webinar, compresa la condivisione dello schermo, la possibilità di condividere documenti, e gli strumenti di moderazione. Infine, non richiede l’installazione di applicazioni: funziona direttamente attraverso il browser

Piattaforme Webinar Gratuite GoBrunch

My Own Conference

Se cerchiamo una soluzione essenziale ed efficace, My Own Conference è senza dubbio una delle più interessanti. Offre tutti gli strumenti di base per l’organizzazione professionale di webinar: landing page, sondaggi e questionari e la possibilità di rivedere i seminari in differita, per esempio.
Non ci sono molti strumenti per la gestione della stanza, ma se consideriamo che anche nella versione a pagamento è una delle soluzioni più economiche, ci rendiamo conto che è una piattaforma di sicuro interesse. La versione gratuita limita ogni webinar a 20 persone

Piattaforme Webinar Gratuite My Own Conference

Elastic Webinar

Altra piattaforma relativamente nuova, Elastic Webinar punta molto su un aspetto moderno e “smart”. Dispone di un potente strumento di creazione automatica dei webinar, che può essere personalizzato ma permette anche una creazione rapida efficace. 

La versione gratuita limita i partecipanti a dieci per ogni sessione.

Piattaforme Webinar Gratuite Elastic Webinar

Livestorm

se cerchiamo un prodotto che abbia come caratteristica principale la flessibilità e la possibilità di personalizzazione, allora rivolgiamoci a Livestorm. Permette una personalizzazione completa del funnel del webinar, inoltre dispone di un strumento per la gestione del flusso di lavoro efficace e personalizzabile. 

La versione gratuita permette di creare sessioni con un massimo di 10 persone, della durata di 20 minuti

Piattaforme Webinar Gratuite Livestorm

Cisco Webex

Chiudiamo questa breve rassegna con un decano dei servizi per videoconferenza: Webex di Cisco. Come abbiamo detto, si tratta principalmente di uno strumento per videoconferenze, ma è abbastanza flessibile da poter essere usato anche per la gestione di webinar, anche in funzione dei suoi limiti “generosi”. La versione gratuita invece permette la gestione di incontri da 100 persone, della durata di 50 minuti e offre tutte le funzionalità di base della piattaforma. Che per la verità sono più di quelle complete di alcune altre App. 

Piattaforme Webinar Gratuite Webex Cisco

Pronte per l’evoluzione

Il mercato oggi offre decine di applicazioni diverse per l’organizzazione di webinar. Come abbiamo detto, in questo articolo abbiamo scelto di elencare quelle che offrono le migliori opportunità per avviare questa attività, conservando il budget per l’organizzazione dell’evento e la creazione dei contenuti.
Nello stesso tempo, qualora le necessità e la richiesta si facessero significative, tutte offrono la possibilità di rimuovere i limiti e ottenere più funzionalità a costi tutto sommato limitati. 

Organizzare Webinar
Organizzare un webinar in modo facile e veloce: gli strumenti più pratici

Organizzare un webinar è diventato il modo più pratico per rimanere in contatto con i clienti e il personale. Ecco come fare. 

Le occasioni di formazione e socializzazione online sono state sdoganate dalla situazione internazionale e proprio per questo organizzare un webinar è diventato un modo accettato e riconosciuto per rimanere in contatto, fare formazione e costruire opportunità.
A volte però davanti alla prospettiva di usare questo potente strumento alcune aziende si sentono frenate dal timore di dover affrontare scogli tecnici o complicate configurazioni.

La buona notizia è che non è così. Prima di tutto perché oggi esistono ottime piattaforme che si gestiscono molto facilmente e poi perché uno dei pochi vantaggi della situazione contingente è che ha eliminato molte sovrastrutture, eliminando la falsa convinzione che alcune piattaforme siano inadeguate.

I requisiti di una piattaforma webinar

Prima di tutto facciamo chiarezza: la definizione di Webinar nasce dall’unione delle parole Web e Seminar. Semplicemente, “seminario online”. Ed esattamente come nella realtà esistono molte modalità diverse per realizzare un seminario, anche online esistono molti modi per organizzare un webinar.  

Organizzare Webinar

Tuttavia, ci sono diverse funzioni che una piattaforma dovrebbe avere, per poter essere usata per la realizzazione di webinar.

Prima di tutto, deve poter permettere la partecipazione via audio e video, ma questo nel 2020 è piuttosto scontato. 

Poi, deve permettere quantomeno la condivisione dello schermo da parte del relatore o dei relatori: meglio ancora se è possibile condividere anche un singolo programma. 

Infine, devono essere presenti degli strumenti di moderazione che permettano, per esempio, di chiudere il microfono a chi lo dimentica o nei casi peggiori di allontanare dalla riunione alcuni partecipanti.

Infine, l’ideale sarebbe che la procedura per i partecipanti sia il più snella possibile. Idealmente dovrebbe bastare un click su un collegamento e, al massimo, una breve registrazione. 

Oltre a questi requisiti fondamentali, potrebbero esserci utili la possibilità di registrare il webinar e uno strumento di discussione o chat fra i partecipanti, utile anche per fornire eventuali collegamenti o altri riferimenti a supporto.

Organizzare un webinar semplicemente: forse abbiamo già gli strumenti

Prima di metterci alla ricerca di piattaforme altamente specializzate, la cosa migliore che possiamo fare è quella di controllare fra le risorse aziendali. In alcuni casi infatti il necessario potrebbe già trovarsi fra le nostre risorse, o essere accessibile gratuitamente. Molte suite per l’ufficio e alcuni altri servizi infatti dispongono già di strumenti interni di videoconferenza, che si adattano perfettamente a webinar di medie dimensioni. Fra tutti ricordiamo che sia Google Workspace sia Microsoft Office 365 dispongono in molti casi di strumenti adeguati; li presentiamo brevemente.

I migliori strumenti per organizzare webinar rapidamente

Come abbiamo accennato, ci sono strumenti pensati per le conference call e le riunioni online che si adattano perfettamente alla creazione di webinar. L’unico limite che potrebbe frenarci è quello del numero di partecipanti che tuttavia ci permette di ospitare alcune decine, o poche centinaia di persone, più che sufficienti per moltissime esigenze.

Google meet

Fra le piattaforme che ci permettono di gestire webinar in modo facile senza dubbio quella di Google ha alcune interessanti peculiarità. Prima di tutto non richiede l’installazione di nulla, visto che funziona direttamente dal browser, poi è disponibile anche in versione gratuita. Tuttavia, per avere accesso ad alcune funzioni avanzate è necessario disporre della versione enterprise di Google Workspace.
Per il resto, dispone di tutti gli strumenti necessari per una basilare gestione delle persone, e la possibilità di “collaudarlo” anche gratuitamente è senza dubbio interessante.

Organizzare Webinar Google Meet

Microsoft Teams

Microsoft Teams è uno strumento che ha conosciuto un successo e uno sviluppo incredibile nell’ultimo anno. Definirlo uno strumento per videochiamate e webinar è piuttosto riduttivo, visto che offre una vasta gamma di strumenti di collaborazione aziendale, ma supporta anche un potente sistema di conference call. Il programma completo funziona attraverso un client, ma è possibile generare indirizzi web per riunioni aperte che possono essere usate molto facilmente come webinar. La versione gratuita è piuttosto limitata, ma se consideriamo la diffusione di Office 365, è molto probabile che la nostra azienda disponga già di una versione a pagamento. 

Organizzare Webinar Microsoft Teams

Zoom Meetings

Se questo servizio è stata la prima scelta di molti nell’anno in cui le videoconferenze e i webinar sono diventati popolari, c’è una ragione. La piattaforma è affidabile e semplice da usare, anche se richiede l’installazione di un client proprietario, e la qualità di audio e video è davvero notevole. Fra i prodotti proposti è l’unico a non essere già integrato in un pacchetto. La versione gratuita è troppo limitata per offrire un webinar professionale, ma più che sufficiente per fare tutte le prove tecniche del caso prima di procurarsi un abbonamento.

Organizzare Webinar Zoom

Piattaforme alternative per webinar “diversi”

Se c’è una cosa che gli ultimi mesi ci hanno insegnato, è che per ottenere risultati bisogna saper pensare fuori dagli schemi, qualità molto apprezzabile soprattutto in un periodo contingente come questo.

Allora, perché non estendere questa filosofia anche ai webinar? In questo caso una semplice occhiata agli strumenti già utilizzati con successo per altri scopi può esserci di grande aiuto nell’organizzazione di un webinar di successo.

Per esempio, i canali YouTube hanno la possibilità, con una semplice attivazione, di avviare lo streaming dal vivo. La possibilità di interagire in questo caso è garantita dagli strumenti di community di YouTube, e inoltre è possibile registrare direttamente quello che viene trasmesso.

Ma se vogliamo qualcosa di ancora più innovativo, possiamo organizzare il webinar su Facebook, utilizzando la funzione Facebook live che permette, appunto, di trasmettere su un profilo o su una pagina. Anche in questo caso la funzione non è strettamente pensata per webinar, ma può essere utilizzata anche per questo scopo, offrendo un sistema nuovo e interessante per condurre un webinar.

In entrambi i casi per ottenere risultati professionali potrebbe essere necessario utilizzare software aggiuntivi, ma ai minimi termini un computer con una webcam di buona qualità ci può permettere di realizzare webinar basilari senza grandi sforzi tecnici.

Attese telefoniche
Google cambia anche le attese telefoniche: ci pensa lo smartphone

Ammettiamolo: le attese telefoniche sono probabilmente uno dei peggiori elementi del customer journey. Google ha elaborato un sistema per evitarle.

Nessuno ama le attese telefoniche, soprattutto se sono molto prolungate. Ma facendone una questione più strategica, un’azienda che costringe un utente a lunghe attese al telefono trasmette un messaggio molto preciso in merito all’attenzione che dedica ai propri clienti.

Google potrebbe cambiare per sempre questa esperienza. La notizia per il momento riguarda il mercato statunitense, in cui il colosso offre un numero di servizi ancora maggiore, ma pensiamo che valga la pena di riportarla perché si tratta di una lezione decisamente interessante.

Le attese telefoniche? Le fa lo smartphone per noi grazie all’intelligenza artificiale

Come abbiamo detto, al momento la notizia riguarda gli Stati Uniti dove, secondo il post ufficiale apparso su The Keyword, le persone spendono dieci milioni di ore all’anno in attese telefoniche. Nella versione più recente della App Telefono Google, è presente una funzione nuova chiamata Hold for me, letteralmente Aspetta per me.

Il meccanismo è semplice: attivandola, l’assistente Google attenderà in linea al posto nostro avvisandoci attraverso una notifica, la vibrazione o lo squillo quando qualcuno è in linea e pronto ad ascoltarci. Insomma, suona come un addio definitivo alle attese a base di vivavoce, musichette snervanti e messaggi ripetuti.

Al momento la funzione è distribuita in modo sperimentale solo negli Stati Uniti e solo sugli smartphone Pixel 5 e Pixel 4a, ma ha già raccolto interesse in tutto il mondo, proprio perché potrebbe cambiare il modo con cui le persone potrebbero rapportarsi alle attese telefoniche, ma anche come le aziende dovranno rapportarsi agli utenti.

Perché si tratta di una novità rilevante?

Abbiamo scelto di parlare di una novità apparentemente distante dal mercato italiano prima di tutto perché spesso Google è imprevedibile in merito alla distribuzione, e questo servizio potrebbe non arrivare mai o raggiungere i nostri smartphone molto presto. Ma soprattutto, perché le implicazioni potrebbero essere interessanti.

I tempi di attesa (per gli altri) potrebbero aumentare

La prima è di carattere meramente operativo, per le aziende che hanno servizi clienti che prevedono tempi di attesa. Se oggi un certo numero di utenti infatti sceglie di chiamare solo in casi di estrema necessità, proprio perché non ama le attese, domani lo scenario potrebbe cambiare. Sapendo che dell’attesa si occupa l’Assistente Google infatti, più utenti potrebbero riversarsi sui centralini. Allungando i tempi di attesa per gli altri utenti e soprattutto invalidando la “strategia” basata sul disincentivare le chiamate allungando i tempi di attesa. E proprio legato a questo, troviamo la seconda e più importante implicazione, che è quasi una lezione.

evitare attese telefoniche

I servizi insoddisfacenti generano opportunità e nuovi spazi di mercato

Una lezione praticamente da manuale: l’assenza di un servizio, o un disservizio, generano opportunità e spazi di mercato, che altri possono cogliere, offrendo un servizio migliore o addirittura un mercato completamente nuovo.

Ecco perché la nostra attenzione deve concentrarsi sull’esperienza utente. Perché una forma di insoddisfazione inevitabile oggi, domani potrebbe essere un’opportunità di business (o di consolidamento, in questo caso) per chiunque sia più pronto a cogliere la reale esigenza dell’utente o del cliente e offrire a sua volta un servizio migliore oppure completamente nuovo.

Ecco perché, a partire dal marketing fino ad arrivare al servizio post vendita, passando per le eventuali attività di accounting e assistenza, è indispensabile che la nostra strategia preveda una analisi oggettiva e funzionale delle possibili criticità. Ma soprattutto, che non trascuri nessuno degli aspetti del customer journey e crei insoddisfazione nei nostri utenti.

Semplicemente perché utenti e clienti oggi hanno numerose alternative, e anche dove queste non sono presenti, potrebbero nascere e avere successo rapidamente.

Contenuti personalizzati
Contenuti personalizzati: come connetterci con il nostro pubblico

I contenuti personalizzati sono un ottimo modo per rinforzare la nostra connessione con gli utenti e con il pubblico

A chiunque piace l’idea di ricevere informazioni il più possibile tagliate sui propri gusti: ci permette di risparmiare tempo, fare scelte migliori e in generale evitare tutte le annoyances legate, per esempio, alla ricerca di contenuti su di un sito, all’interno di un profilo social, o di un qualsiasi tipo di media. I contenuti personalizzati sono la risposta del digital marketing a questo bisogno e, se gestiti nel modo corretto, possono portare sia a un aumento delle conversioni sia a un miglioramento della customer experience.

Cosa sono i contenuti personalizzati

Nella definizione più classica, i contenuti personalizzati sono le informazioni che cambiano all’interno di un sito a seconda dell’utente che lo sta visitando. L’esempio più chiaro è quello della home page dei più famosi siti di ecommerce, come Amazon, Zalando, Gearbest o simili. Se ci colleghiamo al sito e abbiamo un’account registrato, la homepage ci mostrerà prodotti e offerte strettamente collegati agli ultimi prodotti che abbiamo acquistato, messo nelle liste dei desideri, cercato e così via. 

Contenuti personalizzati

Ma gli utilizzi possibili sono molti. Pensiamo per esempio ai siti o alla App che ci mostrano le previsioni del tempo o il traffico nella nostra zona al mattino, per esempio. 

Perché dovremmo personalizzare i nostri contenuti?

Sostanzialmente, per i due motivi indicati nell’introduzione, ma anche perché si tratta di un meccanismo decisamente efficace. Numeri alla mano possiamo scoprire che, in particolare per quanto riguarda il commercio elettronico (e in generale per le attività che prevedono un funnel di conversione), gli utenti sono fortemente motivati dalla personalizzazione. Il 91% dei consumatori infatti preferisce le piattaforme che mostrano contenuti personalizzati, e allo stesso modo il 74% di chi compra online si sente frustrato quando riceve annunci, avvisi o comunque informazioni che non hanno a che vedere con i suoi interessi. 

Oggi esistono strumenti di profilazione molto evoluti che permettono di comprendere le abitudini dei nostri utenti, e di intervenire per fornire loro contenuti personalizzati. Il punto di partenza sono senza dubbio che i dati che piattaforme come Facebbok, per quanto riguarda i fan della nostra pagina e Google Analytics, per quanto riguarda le visite sul sito, possono fornirci. 

Contenuti personalizzati

Naturalmente, se disponiamo già di un sistema di commercio elettronico, o comunque permettiamo agli utenti di autenticarsi, queste personalizzazioni potranno essere ancora più specifiche, sulla base dei dati che abbiamo scelto di raccogliere e che gli utenti hanno acconsentito a fornirci. 

Alcuni esempi di dati da utilizzare per la personalizzazione

L’obiettivo limite è quello di poter fornire a ciascuna persona un contenuti completamente personalizzati e tagliati su misura. Ma questo è un traguardo praticamente irraggiungibile, sia per limiti tecnici e di opportunità sia perché la raccolta dei dati è regolamentata per impedirne un uso indiscriminato. 

Tuttavia quello che possiamo fare, se decidiamo di far intraprendere alla nostra azienda questa strada, è arrivarci per approssimazioni successive, iniziando a personalizzare il contenuto per alcuni parametri piuttosto generici ed arrivare a una personalizzazione maggiore con investimenti successivi. Fra i primi dati che dovremmo utilizzare, alcuni sono molto intuitivi, altri sono estremamente efficaci ma meno immediati da comprendere.

Posizione

Si tratta di uno dei parametri più immediati da comprendere. Per esempio, possiamo usare questa informazione per indirizzare un cliente a una prova o una dimostrazione nel punto vendita più vicino a lui, invece di costringerlo a scoprire da solo dove andare.

Età e genere

Grazie a questi dati possiamo impostare anche il funnel di conversione. Per esempio, con il crescere dell’età aumenta la propensione a fare acquisti in presenza mentre il genere, soprattutto in alcuni settori, può aiutarci a capire su base statistica quali fra i nostri prodotti possono essere di maggiore interesse.

Interesse di acquisto

Se abbiamo la possibilità di tracciare il comportamento degli utenti sul nostro sito (o sul nostro canale di vendita) possiamo anche capire la loro propensione all’acquisto o, per dirla in termini più specifici, a che punto del funnel di conversione si trovano. 

Fornire in modo automatico informazioni diverse a chi sta visitando il sito per la prima volta e a chi ha già qualche prodotto nel carrello o nella lista dei desideri, per esempio, permette di veicolare un messaggio il più possibile profilato.

Abitudini d’acquisto

Anche in questo caso si tratta di personalizzazioni automatiche alle quali può provvedere la nostra piattaforma CRM o il sistema di vendita. Per esempio, se un utente non ha mai scelto di aggiungere prodotti fra quelli indicati nei suggerimenti “potrebbe interessarti anche“, possiamo sostituire quel contenuto con qualche informazione più rilevante, un codice sconto per il prossimo acquisto e così via.

Quali tipi di contenuti personalizzati possiamo produrre?

Per quanto riguarda la personalizzazione delle informazioni (e dei messaggi promozionali) per i nostri utenti abituali e nuovi, il limite è senza dubbio quello della creatività e della capacità della nostra azienda di produrre contenuti.

Per esempio possiamo offrire percorsi di navigazione dedicati che permettano all’utente di finalizzare l’acquisto o trovare informazioni in modo più semplice, sulla base delle sue propensioni. Questo può avvenire in molti modi, dai semplici suggerimenti fino alla creazione automatica di una home page specifica per ogni utente. 

Contenuti personalizzati

Anche l’invio di mail può giocare un ruolo fondamentale. Dalle semplici mail di benvenuto a quelle per consigliare acquisti o ringraziare per un ordine, ogni comunicazione può diventare lo strumento perfetto per migliorare il nostro legame con il cliente. 

Non dimentichiamo che attraverso i social media possiamo veicolare messaggi pubblicitari attraverso quello che viene chiamato retargeting. Uno strumento che, se usato nel modo corretto, può diventare davvero efficace nella comunicazione contestuale. 

Infine, sfruttando metodi più complessi come la gamification, possiamo unire un livello di coinvolgimento e interazione maggiore con la possibilità di fornire dati, informazioni e proposte ancora più personalizzati. In questo caso saranno gli utenti stessi, in cambio di premi o achievement, a fornirci le informazioni che ci permetteranno di migliorare la loro stessa esperienza.

Presenza Digitale
Google rilancia l’impresa locale con i servizi gratuiti di Google Shopping

In un post comparso su Google Italy Blog il popolare motore di ricerca annuncia un piano per favorire la presenza digitale delle imprese locali. 

Il tessuto imprenditoriale italiano ha alcune specificità. Molte positive, alcune migliorabili. Fra quelle che si possono migliorare senza dubbio c’è la capacità di costruire una presenza digitale, in particolare per le piccole e medie imprese. In questo contesto, la scelta di Google di contribuire al rilancio della piattaforma Google Shopping in forma gratuita risulta particolarmente benvenuta.

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