Contenuti personalizzati

I contenuti personalizzati sono un ottimo modo per rinforzare la nostra connessione con gli utenti e con il pubblico

A chiunque piace l’idea di ricevere informazioni il più possibile tagliate sui propri gusti: ci permette di risparmiare tempo, fare scelte migliori e in generale evitare tutte le annoyances legate, per esempio, alla ricerca di contenuti su di un sito, all’interno di un profilo social, o di un qualsiasi tipo di media. I contenuti personalizzati sono la risposta del digital marketing a questo bisogno e, se gestiti nel modo corretto, possono portare sia a un aumento delle conversioni sia a un miglioramento della customer experience.

Cosa sono i contenuti personalizzati

Nella definizione più classica, i contenuti personalizzati sono le informazioni che cambiano all’interno di un sito a seconda dell’utente che lo sta visitando. L’esempio più chiaro è quello della home page dei più famosi siti di ecommerce, come Amazon, Zalando, Gearbest o simili. Se ci colleghiamo al sito e abbiamo un’account registrato, la homepage ci mostrerà prodotti e offerte strettamente collegati agli ultimi prodotti che abbiamo acquistato, messo nelle liste dei desideri, cercato e così via. 

Contenuti personalizzati

Ma gli utilizzi possibili sono molti. Pensiamo per esempio ai siti o alla App che ci mostrano le previsioni del tempo o il traffico nella nostra zona al mattino, per esempio. 

Perché dovremmo personalizzare i nostri contenuti?

Sostanzialmente, per i due motivi indicati nell’introduzione, ma anche perché si tratta di un meccanismo decisamente efficace. Numeri alla mano possiamo scoprire che, in particolare per quanto riguarda il commercio elettronico (e in generale per le attività che prevedono un funnel di conversione), gli utenti sono fortemente motivati dalla personalizzazione. Il 91% dei consumatori infatti preferisce le piattaforme che mostrano contenuti personalizzati, e allo stesso modo il 74% di chi compra online si sente frustrato quando riceve annunci, avvisi o comunque informazioni che non hanno a che vedere con i suoi interessi. 

Oggi esistono strumenti di profilazione molto evoluti che permettono di comprendere le abitudini dei nostri utenti, e di intervenire per fornire loro contenuti personalizzati. Il punto di partenza sono senza dubbio che i dati che piattaforme come Facebbok, per quanto riguarda i fan della nostra pagina e Google Analytics, per quanto riguarda le visite sul sito, possono fornirci. 

Contenuti personalizzati

Naturalmente, se disponiamo già di un sistema di commercio elettronico, o comunque permettiamo agli utenti di autenticarsi, queste personalizzazioni potranno essere ancora più specifiche, sulla base dei dati che abbiamo scelto di raccogliere e che gli utenti hanno acconsentito a fornirci. 

Alcuni esempi di dati da utilizzare per la personalizzazione

L’obiettivo limite è quello di poter fornire a ciascuna persona un contenuti completamente personalizzati e tagliati su misura. Ma questo è un traguardo praticamente irraggiungibile, sia per limiti tecnici e di opportunità sia perché la raccolta dei dati è regolamentata per impedirne un uso indiscriminato. 

Tuttavia quello che possiamo fare, se decidiamo di far intraprendere alla nostra azienda questa strada, è arrivarci per approssimazioni successive, iniziando a personalizzare il contenuto per alcuni parametri piuttosto generici ed arrivare a una personalizzazione maggiore con investimenti successivi. Fra i primi dati che dovremmo utilizzare, alcuni sono molto intuitivi, altri sono estremamente efficaci ma meno immediati da comprendere.

Posizione

Si tratta di uno dei parametri più immediati da comprendere. Per esempio, possiamo usare questa informazione per indirizzare un cliente a una prova o una dimostrazione nel punto vendita più vicino a lui, invece di costringerlo a scoprire da solo dove andare.

Età e genere

Grazie a questi dati possiamo impostare anche il funnel di conversione. Per esempio, con il crescere dell’età aumenta la propensione a fare acquisti in presenza mentre il genere, soprattutto in alcuni settori, può aiutarci a capire su base statistica quali fra i nostri prodotti possono essere di maggiore interesse.

Interesse di acquisto

Se abbiamo la possibilità di tracciare il comportamento degli utenti sul nostro sito (o sul nostro canale di vendita) possiamo anche capire la loro propensione all’acquisto o, per dirla in termini più specifici, a che punto del funnel di conversione si trovano. 

Fornire in modo automatico informazioni diverse a chi sta visitando il sito per la prima volta e a chi ha già qualche prodotto nel carrello o nella lista dei desideri, per esempio, permette di veicolare un messaggio il più possibile profilato.

Abitudini d’acquisto

Anche in questo caso si tratta di personalizzazioni automatiche alle quali può provvedere la nostra piattaforma CRM o il sistema di vendita. Per esempio, se un utente non ha mai scelto di aggiungere prodotti fra quelli indicati nei suggerimenti “potrebbe interessarti anche“, possiamo sostituire quel contenuto con qualche informazione più rilevante, un codice sconto per il prossimo acquisto e così via.

Quali tipi di contenuti personalizzati possiamo produrre?

Per quanto riguarda la personalizzazione delle informazioni (e dei messaggi promozionali) per i nostri utenti abituali e nuovi, il limite è senza dubbio quello della creatività e della capacità della nostra azienda di produrre contenuti.

Per esempio possiamo offrire percorsi di navigazione dedicati che permettano all’utente di finalizzare l’acquisto o trovare informazioni in modo più semplice, sulla base delle sue propensioni. Questo può avvenire in molti modi, dai semplici suggerimenti fino alla creazione automatica di una home page specifica per ogni utente. 

Contenuti personalizzati

Anche l’invio di mail può giocare un ruolo fondamentale. Dalle semplici mail di benvenuto a quelle per consigliare acquisti o ringraziare per un ordine, ogni comunicazione può diventare lo strumento perfetto per migliorare il nostro legame con il cliente. 

Non dimentichiamo che attraverso i social media possiamo veicolare messaggi pubblicitari attraverso quello che viene chiamato retargeting. Uno strumento che, se usato nel modo corretto, può diventare davvero efficace nella comunicazione contestuale. 

Infine, sfruttando metodi più complessi come la gamification, possiamo unire un livello di coinvolgimento e interazione maggiore con la possibilità di fornire dati, informazioni e proposte ancora più personalizzati. In questo caso saranno gli utenti stessi, in cambio di premi o achievement, a fornirci le informazioni che ci permetteranno di migliorare la loro stessa esperienza.