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Asset digitali: valorizzare i contenuti per migliorare la visibilità del brand

Gli asset digitali sono più di semplici materiali di supporto: sono strumenti strategici per distinguersi in un mercato sempre più competitivo e affollato.

La capacità di emergere dipende sempre anche dalla gestione intelligente degli asset digitali, cioè le risorse di cui la nostra azienda dispone, a volte anche in modo inconsapevole . Prima di proseguire, chiariamo cosa si intende esattamente con questo termine. Gli asset digitali sono tutti quei contenuti digitali che un’azienda crea, possiede e utilizza per comunicare il proprio valore: immagini, video, documenti, presentazioni, grafiche, infografiche e molto altro. Ognuno di questi materiali è un tassello fondamentale nella costruzione dell’identità di brand e nella sua percezione da parte del pubblico.

Dalla quantità alla qualità: risorse digitali che fanno la differenza

L’insieme degli asset digitali costituisce in larga parte la voce, il volto e la personalità dell’azienda nel mondo online e, di riflesso, anche nel mondo in atomi: per esempio loghi e grafiche possono essere usati anche per la stampa, la realizzazione di gadget e così via. Ogni immagine, video o documento contribuisce a definire come il pubblico percepisce l’azienda e ne influenza reputazione, fiducia da parte degli stakeholder e coinvolgimento.

Non tutti gli asset digitali hanno lo stesso peso nel branding digitale: quelli generici, come immagini stock o grafiche standard, rischiano di essere anonimi e poco distintivi. Al contrario, gli asset di valore sono quelli creati su misura, coerenti con l’identità visiva e i valori aziendali, come loghi, fotografie originali, video istituzionali e presentazioni personalizzate. Questi diventano veri ambasciatori del brand, capaci di trasmettere emozioni, raccontare storie e differenziare l’azienda dalla concorrenza. La loro unicità e riconoscibilità sono fondamentali per costruire una presenza digitale forte e duratura.

Il ruolo degli asset digitali nella strategia di branding

Gli asset digitali sono quelli che potremmo definire i mattoni elementari con cui si costruisce una presenza di brand solida e competitiva. Supportano le attività di marketing e nel tempo diventano veri e propri strumenti strategici che definiscono l’identità aziendale e la sua riconoscibilità nel mercato.

Un asset digitale ben gestito permette di:

  • Garantire coerenza comunicativa su tutti i canali e rafforzare la brand identity.
  • Differenziarsi in mercati affollati, grazie a contenuti originali e riconoscibili.
  • Trasmettere valori e filosofia aziendale attraverso immagini, video e materiali multimediali.
  • Migliorare l’esperienza utente e facilitare l’engagement del pubblico.
  • Aumentare l’efficienza operativa tramite una gestione centralizzata come quella fornita dai sistemi di Digital Asset Management (DAM).
  • Valorizzare il patrimonio digitale come vantaggio competitivo e risorsa per l’innovazione.

Integrare e valorizzare le risorse digitali nella strategia di branding significa rafforzare ogni punto di contatto con il pubblico, sostenere la crescita aziendale e posizionare il brand in modo distintivo rispetto alla concorrenza.

Organizzazione e gestione degli asset digitali

Per valorizzare efficacemente gli asset digitali e sfruttarli come leve di branding, serve un sistema organizzativo chiaro e funzionale. Senza una gestione strutturata, anche i contenuti più preziosi rischiano di restare inutilizzati o difficili da reperire e di compromettere in questo modo la coerenza e la tempestività della comunicazione. Una gestione organizzata consente invece di reperire rapidamente gli asset aggiornati, evitare perdite di tempo e ridurre il rischio di utilizzare contenuti obsoleti o incoerenti.

Identificare gli asset digitali strategici

Il primo passo è riconoscere quali asset hanno un reale valore per il brand. Non basta accumulare file: bisogna selezionare contenuti originali, aggiornati e coerenti con l’identità aziendale, come loghi, fotografie, video istituzionali e documenti chiave distinguendoli da risorse generiche o obsolete che possono indebolire l’immagine aziendale.

Catalogazione e archiviazione efficiente

Gli asset vanno organizzati in modo logico e accessibile, con una struttura gerarchica di cartelle per tipologia, progetto o anno. È importante adottare una naming convention chiara e standardizzata, usare metadati e tagging per facilitare la ricerca e mantenere il versioning per garantire l’uso dell’ultima versione approvata.

Reperibilità e accessibilità

La rapidità nel trovare e usare un asset è cruciale in contesti dinamici. L’adozione di piattaforme DAM centralizza i contenuti e definisce ruoli e permessi per mantenere qualità e coerenza. Backup regolari evitano perdite di dati e strumenti adeguati facilitano la collaborazione tra team, assicurando che il brand rimanga al passo con i cambiamenti del mercato.

Aggiornamento e manutenzione continua

La gestione degli asset è un processo continuo: occorre rivedere periodicamente i contenuti per eliminare o aggiornare quelli obsoleti, integrare nuovi asset coerenti con l’evoluzione del brand e monitorare l’utilizzo per ottimizzare la produzione futura. Una gestione attenta tutela gli investimenti, evitando sprechi e duplicazioni, e permette di riutilizzare strategicamente gli asset per ottimizzare i costi.

Strategie di valorizzazione degli asset digitali

Valorizzare gli asset significa sì conservarli ordinatamente, ma soprattutto usarli strategicamente per rafforzare identità e visibilità del brand. È importante scegliere asset che rappresentino i valori aziendali, aggiornarli regolarmente e adattarli ai diversi canali e formati.

Mantenere una linea grafica uniforme e una narrazione coerente rafforza la personalità del brand, evitando dissonanze che possono confondere il pubblico. Gli asset devono essere utilizzati in modo integrato su tutti i canali digitali, creando contenuti modulari e riutilizzabili per massimizzare efficienza e coerenza. Video e immagini aumentano engagement e condivisione, amplificando la visibilità.

Monitorare le performance degli asset tramite metriche come visualizzazioni e conversioni permette di ottimizzare la strategia di branding digitale, trasformando gli asset in catalizzatori di reputazione e competitività.

Asset digitali e visibilità del brand

Gli asset digitali sono la base concreta per costruire e amplificare la visibilità del brand. La loro valorizzazione consente di raggiungere un pubblico più ampio, migliorare l’engagement e consolidare la reputazione.

Sul sito web, immagini e video di qualità rendono la piattaforma più attrattiva e facilitano la conversione. Sui social media, contenuti originali aumentano la riconoscibilità e favoriscono la condivisione organica. Nelle newsletter e email marketing, asset ben progettati catturano l’attenzione e stimolano l’interazione e aumentano la memorabilità degli annunci.

L’importanza della coerenza e della qualità

La visibilità ottenuta grazie agli asset digitali deve essere sempre supportata da contenuti di qualità e coerenti con l’identità aziendale. Solo così si costruisce una reputazione solida e si fidelizza il pubblico, trasformando la semplice visibilità in un reale valore di branding.

Strumenti utili per la gestione degli asset digitali

Per gestire al meglio gli asset digitali e valorizzarli efficacemente nel branding digitale, è fondamentale dotarsi di strumenti adeguati che facilitino organizzazione, accesso e condivisione.

  • Digital Asset Management (DAM)

Le piattaforme DAM rappresentano la soluzione più completa per centralizzare, catalogare e distribuire gli asset digitali. Tra i vantaggi principali:

  • Centralizzazione: tutti i contenuti sono archiviati in un unico luogo, facilmente accessibile da diversi team e sedi.
  • Ricerca avanzata: grazie a metadati e tagging, è possibile trovare rapidamente l’asset desiderato.
  • Controllo versioni e permessi: si gestiscono le diverse versioni dei file e si definiscono i livelli di accesso per garantire sicurezza e coerenza.
  • Integrazione con altri strumenti: molti DAM si integrano con CMS, piattaforme social e software di marketing, semplificando i flussi di lavoro.
  • Cloud storage e collaborazione

Soluzioni come Google Drive, Dropbox o Microsoft OneDrive offrono archiviazione cloud con funzionalità di condivisione e collaborazione in tempo reale, utili soprattutto per PMI che cercano soluzioni flessibili e a basso costo.

  • Backup e sicurezza

È importante implementare sistemi di backup regolari e misure di sicurezza per proteggere gli asset digitali da perdite accidentali o attacchi informatici.

  • Automazione e workflow

Alcuni strumenti permettono di automatizzare processi come l’aggiornamento degli asset, la loro distribuzione o l’approvazione interna, migliorando l’efficienza e riducendo errori.

Scelta degli strumenti: conclusioni

Per scegliere gli strumenti più adatti alla gestione degli asset digitali, è importante valutare le dimensioni e le esigenze specifiche dell’azienda, considerando la facilità d’uso e l’integrazione con gli strumenti già in uso. È consigliabile optare per soluzioni scalabili, in grado di crescere insieme all’azienda, e verificare il supporto tecnico e la formazione offerti dal fornitore. Dotarsi degli strumenti giusti rappresenta un passo fondamentale per trasformare la gestione degli asset digitali in un vantaggio competitivo concreto, capace di sostenere il branding digitale in modo efficace e duraturo.

Dashboard integrate: l’importanza della Data Visualization

Con le dashboard integrate i dati aziendali diventano uno strumento al servizio della produttività e delle decisioni informate.

Oggi nel mondo si producono quantità incredibili di dati. Che possono essere un vantaggio inestimabile, per esempio quando si tratta di prendere decisioni aziendali informate. A condizione che sia possibile sfruttarli per prendere decisioni informate. Le dashboard integrate sfruttano il principio della data visualizazion per fare in modo che questo sia possibile: permettere alle aziende di non avere più a che fare con tabelle o elenchi, ma con strumenti più chiari e immediati, tipicamente visivi e capaci di dare risposta immediata alle nostre domande.

Perché le Dashboard integrate sono importanti?

Oggi ogni entità, che si tratti di una singola persona o di un’azienda, produce quantità di dati che in passato erano impensabili. Ci sono numerose statistiche a riguardo, anche curiose: una delle più intriganti è quella secondo la quale, già nel 2018 avevamo prodotto più dati di quanti ne avesse prodotti l’umanità nella storia fino al 2017 (la troviamo, per esempio, su Italia Oggi). Come sempre questo tipo di studi nasce anche per fare sensazione: molti di quei dati non sono né aziendali né rilevanti, ma è indubbio che oggi ogni impresa ne produca al suo interno grandi quantità, che spesso non sono messe a valore perché di difficile interpretazione. Le dashboard integrate nascono proprio per questo. Non è un mistero, infatti, che tutti noi prediligiamo le rappresentazioni visive a quelle numeriche. Oggi però i tradizionali grafici ricavati con il supporto dei fogli di calcolo non sono più sufficienti.

Dashboard integrate VS. Fogli di calcolo: perché questi ultimi non sono più sufficienti?

Iniziamo subito con un ragionamento a favore dei fogli di calcolo, che senza dubbio hanno dalla loro parte la capacità di permettere di agire in autonomia e indipendenza e la loro relativa immediatezza d’uso. Chiunque abbia necessità di rendere visivamente alcuni dati, può trovare nei fogli di calcolo uno strumento relativamente semplice per farlo.

Tuttavia, ci sono anche alcuni limiti. Prima di tutto, non sempre i dati sono direttamente accessibili attraverso gli applicativi di questo tipo, il che rende necessarie importazioni più o meno complesse, che minano la validità dei dati in tempo reale. Poi, in alcuni casi la complessità dei dati prodotti oggi è tale da non essere più alla portata di questa modalità.

Le Dashboard integrate risolvono questo problema: è possibile, infatti, creare strumenti in grado di visualizzare i dati in modo integrato, facendo in modo che tutte le complessità tecniche siano affrontate e risolte automaticamente a monte del processo di rappresentazione, operando anche in tempo reale se necessario.

Trasformare il modo in cui usiamo i dati in azienda

Come abbiamo visto, oggi le aziende devono ripensare radicalmente il loro approccio alla gestione e all’analisi dei dati, sfruttando una data visualization più moderna. Le dashboard sono uno degli strumenti più importanti per mettere realmente i dati a valore. Vediamo alcune delle principali ragioni per cui le possiamo utilizzare con successo.

Centralizzazione delle informazioni: le dashboard integrate permettono di centralizzare tutte le informazioni rilevanti in un unico strumento, eliminando la frammentazione dei dati e garantendo una visione d’insieme completa e aggiornata.

Interattività e personalizzazione: le dashboard moderne offrono interfacce interattive che permettono di esplorare i dati in modo dinamico, filtrandoli e personalizzando le impostazioni visive secondo le esigenze.

Monitoraggio in tempo reale: grazie alla capacità di connettersi direttamente ai database e alle fonti di dati aziendali, le dashboard integrate permettono di visualizzare gli aggiornamenti in tempo reale. Questa funzione è perfetta per monitorare in modo costante andamenti e KPI, accelerando i tempi di risposta.

Accessibilità e condivisione: le dashboard integrate sono accessibili anche da dispositivi mobili e attraverso interfacce Web, facilitando la condivisione delle informazioni e aumentando le opportunità di collaborazione.

Analisi predittiva e intelligenza artificiale: le dashboard oggi possono incorporare strumenti di analisi predittiva e intelligenza artificiale, che permettono di sfruttare i dati aziendali in modo ancora più intelligente, costruendo analisi previsionali evolute ed effettuando valutazioni approfondite.

Come sfruttare le Dashboard integrate

Ma come si possono utilizzare queste dashboard? Cerchiamo di capirne meglio il potenziale attraverso alcuni esempi di utilizzo.

  1. Settore sanitario: le dashboard integrate possono essere utilizzate per monitorare in tempo reale le statistiche su pazienti, livelli di occupazione dei letti, efficacia dei trattamenti, copertura del personale e costi, migliorando la gestione delle risorse e la qualità del servizio.
  2. Marketing e vendite: qui possiamo utilizzare le dashboard per tracciare le performance delle campagne pubblicitarie, l’andamento delle vendite, il comportamento dei clienti e altri KPI rilevanti, adattandoci rapidamente ai cambiamenti che possono accadere.
  3. Produzione e logistica: con le dashboard possiamo monitorare l’efficienza della produzione, la gestione delle scorte, i tempi di consegna e le performance della catena di fornitura, riducendo i costi operativi e migliorando l’efficienza complessiva.

Dashboard integration e data visualization

Le dashboard integrate sono uno strumento eccezionale per trasformare i dati che si generano o raccolgono in azienda in valore, attraverso una rappresentazione più immediata e agile, ma anche attraverso la possibilità di realizzare velocemente analisi e approfondimenti. Visualizzare i dati in modo intelligente e coerente, insomma, è un modo efficace e innovativo per metterli a valore.

comunicazione convergente
Usare gli strumenti di comunicazione digitale per mantenere le relazioni

La maggior parte dei rapporti fra un’azienda e i suoi clienti si sono oramai spostate sul web: ecco quali sono gli strumenti utili per coltivare le relazioni online.

Ad oggi il web occupa una parte rilevante del marketing e della pubblicità, per questo sempre più aziende decidono di affidarsi ad agenzie o professionisti che le aiutino in un percorso volto a rafforzare la loro presenza online. Ma se da un lato questo aiuta ad aumentare la brand awareness, non bisogna dimenticarsi che siti, pagine social e tutte le altre piattaforme online non sono semplici vetrine statiche, ma veri e propri strumenti di comunicazione digitale con clienti, prospect e potenziali partner. Proprio per questo è bene che un’azienda investa su questi touch point, al fine di acquisire nuovi clienti e di mantenere le relazioni, costruendo rapporti basati sulla fiducia reciproca. In questo articolo analizziamo lo scenario attuale, con un focus sui principali asset e strumenti che occorre utilizzare per rafforzare la comunicazione con la propria audience.

Mantenere le relazioni: quali strumenti utilizzare (e come)

Il panorama attuale va sempre di più verso una direzione di marketing convergente, ovvero più indirizzato al singolo, e meno alla massa. Saper intercettare i bisogni di un singolo utente, riuscire a segmentare l’audience e comunicare in maniera più diretta è una delle chiavi per un’azienda che vuole migliorare le proprie relazioni. In quest’ottica, è possibile utilizzare una serie di strumenti in maniera efficace, dal sito web alle email, cercando ove possibile di segmentare la comunicazione per colpire più persone, ma in maniera differente. Vediamo subito una serie di strumenti indispensabili ed efficaci al fine di potenziare le relazioni con i clienti.

Il sito web

Il sito web è un po’ come se fosse la madre di tutte le piattaforme online di un’azienda. Proprio come in un negozio fisico, anche un sito diventa la casa di tutte le informazioni relative al brand di riferimento. Ma oltre allo shop con i prodotti o servizi, alle pagine informative e a tutte le altre sezioni, un sito è anche un ottimo punto di contatto con clienti nuovi o già acquisiti. Tramite form o pop-up è possibile infatti raccogliere lead, ovvero nuovi contatti, ad esempio per farli iscrivere alla nostra mailing list. Con un blog aziendale, invece, è possibile comunicare con chi è interessato all’azienda, raccontare eventi, novità o dare informazioni in più. Inoltre, spesso il sito Web è sfruttato anche come “collettore” per tutti gli altri strumenti di comunicazione digitale.

comunicazione aziendale sito web

I social network

Ogni azienda ha un target di riferimento e sui social è possibile entrare in contatto con il proprio pubblico e fare in modo che le persone possano interagire con i contenuti delle pagine aziendali. Ovviamente ogni piattaforma è differente e può variare a seconda dell’obiettivo: se si vuole puntare su una comunicazione basata sulle immagini, meglio scegliere di presenziare canali come Instagram o Pinterest. YouTube o TikTok, sebbene siano differenti, sono più indicati invece per i video, mente LinkedIn o Twitter sono ideali per condividere brevi news in tempo reale.

I gruppi e le community

Le community sono formate da gruppi di persone che condividono valori, idee, visioni del mondo, ma anche persone che si rivedono nei valori e nella mission di un brand. Questo concetto può dimostrarsi molto potente se sfruttato nel modo giusto da un’azienda. Creare, ad esempio, un gruppoFacebook aperto solo a clienti, oppure liste strette da colpire con attività di email marketing (ad esempio i clienti più ricorrenti) sono tutti modi di comunicare in maniera più diretta con i nostri clienti. Al tempo stesso, comprendere quali sono i valori, i sogni, le paure e i desideri della community può aiutare nella creazione di contenuti in target, da diffondere poi sul sito, sulle piattaforme social o su altri canali.

La newsletter

Fare attività di Email Marketing e DEM è un ottimo modo per comunicare con gli iscritti alla newsletter aziendale. Che sia l’invio periodico di email informative, offerte o sconti speciali, o perché no, rubriche con appuntamenti mensili o settimanali, le email aiutano il pubblico a ricordarsi del brand e a rimanere aggiornato sulle ultime novità.

In conclusione: gli strumenti di comunicazione digitale sono un’opportunità

Che sia sito, social, dem o altri strumenti, per un’azienda è fondamentale investire su risorse di marketing e comunicazione web al fine di creare touch point a misura di utente. Raccogliendo lead qualificati, facendo interagire il pubblico con contenuti in target e portandolo su diverse sezioni del sito tramite ads, email o altre azioni di marketing, i clienti potranno interagire con il brand e sentirsi al centro del messaggio, rafforzando così il loro rapporto con l’azienda.

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Costruire una Community è una nuova frontiera per il B2B?

Strategia piuttosto efficace nel mondo B2C, costruire una community sembra guadagnare rilevanza ed efficacia anche nel mondo B2B

Il bisogno di confronto è una necessità primaria per i professionisti, a prescindere dal settore e dalla categoria merceologica. E se per molte professioni, soprattutto tradizionali, non mancano le occasioni di incontro e confronto, grazie per esempio ai corsi di aggiornamento aziendali o a quelli degli ordini professionali, non è altrettanto semplice per molte professionalità. Soprattutto quelle in qualche modo considerate innovative, o comunque estremamente verticali. Se i nostri prodotti o servizi rientrano negli strumenti utilizzati da questo tipo di professionalità, costruire una Community può essere una buona risposta a questo bisogno. Vediamo perché. 

Spesso il confronto diretto non è possibile

Con l’evoluzione del mondo del lavoro, le professionalità sono sempre più verticali e spesso coperte da una singola persona per azienda. In questo scenario si va a perdere la più naturale delle opportunità, cioè quella del dialogo quotidiano fra colleghi o comunque fra omologhi. Rimanendo a un esempio vicino al mondo della comunicazione, quello che un tempo era l’ufficio marketing oggi è costituito da un social media manager, un esperto di advertising online, un digital PR e così via. Le sovrapposizioni, e quindi le opportunità di approfondimento professionale, sono sempre più assottigliate.
Per questo motivo un numero sempre maggiore di professionisti, anche in Italia, cerca online opportunità per confrontarsi, discutere e imparare da altri esperti dello stesso campo.

Ritorno al passato

Chiariamo subito: il concetto di Community, intesa coma luogo virtuale in cui le persone si aggregano per punti di vista o interessi comuni, è poco più recente di Internet stessa. Fra i professionisti di lungo corso ci sarà di sicuro chi partecipava, o addirittura moderava, chat o forum online agli albori. Quindi, perché costruire una Community B2B è un tema che torna attuale solo oggi? 

Come spiega questo interessante articolo di MarTech, si tratta di una serie di eventi. Il primo è quello già citato, cioè il bisogno dei professionisti di confrontarsi su tematiche sempre più verticali. Inoltre, in termini più macroscopici, è evidente a chiunque operi nel settore della comunicazione come le piattaforme “tradizionali”, basate su social media, stiano diventando terreno sempre meno fertile per attività consistenti nel tempo. In altre parole, la struttura sempre più “mordi e fuggi” e un uso sempre più superficiale di questi strumenti rendono molto complesso, per esempio, attivare una discussione e mantenerla attiva per il tempo necessario ad approfondire. 

Infine, non possiamo dimenticare il ruolo della pandemia che, avendo ridotto le opportunità di frequentare eventi, seminari e formazione in presenza ha accelerato la crescita delle Community nel mondo B2B.

Creare una Community B2B: un’opportunità per il nostro business?

La creazione di una Community B2B offre senza dubbio una serie di vantaggi per la nostra azienda. Il primo e più evidente è quello di creazione della brand loyality che, come osserva l’articolo originale, nel mondo business è molto meno preminente rispetto al mondo consumer, in cui alcuni prodotti e servizi possono avvantaggiarsi di vere e proprie fanbase.
Riuscire a riprodurre un fenomeno simile anche nell’ambito B2B sarebbe senza dubbio un vantaggio strategico considerevole.
Inoltre, una Community costruita nel modo giusto può costituire un supporto a molte delle operazioni aziendali, dall’assistenza tecnica (si vedano per esempio i forum di numerosi prodotti software) al marketing, per esempio attraverso contest dedicati, promozioni o la semplice comunicazione dei prodotti. In quest’ottica, una Community opportunamente creata diventa un vero e proprio asset aziendale, che può essere valorizzato soprattutto per la costruzione di relazioni solide e durature con utenti e clienti.

Come sempre lo snodo delle strategie di marketing di oggi è quello di costruire un rapporto sano e sincero con gli utenti: se decidiamo di costruire una community per raccogliere gli addetti ai lavori che usano i nostri prodotti e servizi, facciamo in modo che sia chiaro il rapporto fra la nostra azienda, i membri e gli eventuali gestori che coinvolgeremo. 

Piattaforme webinar gratuite
Le migliori piattaforme webinar gratuite per organizzare eventi online

Le piattaforme webinar gratuite sono l’ideale per le aziende che vogliono affrontare gli eventi online in modo professionale, ma con cautela negli investimenti.

Organizzare Webinar oggi è un business accessibile a tutti. Alcune realtà ne hanno fatto la loro attività primaria, ma il potenziale non è certo esaurito. I webinar infatti possono diventare anche uno strumento di engagement potentissimo, sia per acquisire nuovi clienti, sia per fidelizzare quelli con i quali abbiamo già rapporti. Ma se vengono usati per questo scopo, devono poter essere organizzati con un occhio di riguardo per il budget. In questo possono esserci di aiuto le piattaforme webinar gratuite, che ci permettono di gestire la formazione online in modo professionale, ma con la giusta attenzione ai costi. 

Le migliori piattaforme webinar gratuite: perché sceglierle

Prima di tutto, una doverosa premessa: in realtà le piattaforme per webinar gratuite sono praticamente inesistenti. Questo perché anche quelle più convenienti in realtà hanno adottato il modello di business freemium, in cui il servizio viene fornito gratuitamente nella sua versione base, mentre i servizi avanzati sono a pagamento.
Tuttavia i servizi elencati in questo articolo hanno un’offerta base più che interessante che ci permetterà comunque di offrire un buon livello di servizio senza costi, per poi decidere, qualora ce ne sia la necessità, di procedere con una versione a pagamento una volta raggiunti i primi risultati. 

Per la verità i servizi per organizzare webinar sono molto più numerosi. Ma la maggior parte degli altri offre una prova gratuita a tempo di 7, 14 o 30 giorni. Un tempo davvero troppo limitato per gestire anche un solo webinar, in particolare per le aziende che muovono i primi passi in questa attività. Il meccanismo Freemium invece non ha limiti di tempo, ma esclusivamente di funzionalità. Il che è perfetto per fare le prime prove, e in molti casi anche per continuare a fornire il servizio, senza il rischio di far scadere il periodo di prova. 

I servizi webinar gratuiti più interessanti

Per suggerire le piattaforme per webinar abbiamo utilizzato i criteri di cui sopra, aggiungendo alcune osservazioni derivanti dalla solidità della piattaforma, dalla sua fama e in generale dalle esperienze degli utenti che le utilizzano.

GoBrunch

Iniziamo questo breve elenco con un apparente outsider: GoBrunch infatti non è particolarmente celebre, almeno in Italia, ma dispone della più interessante offerta gratuita. Con una semplice iscrizione infatti abbiamo la possibilità di creare webinar per 409 persone, senza limiti di tempo. GoBrunch dispone di tutte le funzioni principali per creare un webinar, compresa la condivisione dello schermo, la possibilità di condividere documenti, e gli strumenti di moderazione. Infine, non richiede l’installazione di applicazioni: funziona direttamente attraverso il browser

Piattaforme Webinar Gratuite GoBrunch

My Own Conference

Se cerchiamo una soluzione essenziale ed efficace, My Own Conference è senza dubbio una delle più interessanti. Offre tutti gli strumenti di base per l’organizzazione professionale di webinar: landing page, sondaggi e questionari e la possibilità di rivedere i seminari in differita, per esempio.
Non ci sono molti strumenti per la gestione della stanza, ma se consideriamo che anche nella versione a pagamento è una delle soluzioni più economiche, ci rendiamo conto che è una piattaforma di sicuro interesse. La versione gratuita limita ogni webinar a 20 persone

Piattaforme Webinar Gratuite My Own Conference

Elastic Webinar

Altra piattaforma relativamente nuova, Elastic Webinar punta molto su un aspetto moderno e “smart”. Dispone di un potente strumento di creazione automatica dei webinar, che può essere personalizzato ma permette anche una creazione rapida efficace. 

La versione gratuita limita i partecipanti a dieci per ogni sessione.

Piattaforme Webinar Gratuite Elastic Webinar

Livestorm

se cerchiamo un prodotto che abbia come caratteristica principale la flessibilità e la possibilità di personalizzazione, allora rivolgiamoci a Livestorm. Permette una personalizzazione completa del funnel del webinar, inoltre dispone di un strumento per la gestione del flusso di lavoro efficace e personalizzabile. 

La versione gratuita permette di creare sessioni con un massimo di 10 persone, della durata di 20 minuti

Piattaforme Webinar Gratuite Livestorm

Cisco Webex

Chiudiamo questa breve rassegna con un decano dei servizi per videoconferenza: Webex di Cisco. Come abbiamo detto, si tratta principalmente di uno strumento per videoconferenze, ma è abbastanza flessibile da poter essere usato anche per la gestione di webinar, anche in funzione dei suoi limiti “generosi”. La versione gratuita invece permette la gestione di incontri da 100 persone, della durata di 50 minuti e offre tutte le funzionalità di base della piattaforma. Che per la verità sono più di quelle complete di alcune altre App. 

Piattaforme Webinar Gratuite Webex Cisco

Pronte per l’evoluzione

Il mercato oggi offre decine di applicazioni diverse per l’organizzazione di webinar. Come abbiamo detto, in questo articolo abbiamo scelto di elencare quelle che offrono le migliori opportunità per avviare questa attività, conservando il budget per l’organizzazione dell’evento e la creazione dei contenuti.
Nello stesso tempo, qualora le necessità e la richiesta si facessero significative, tutte offrono la possibilità di rimuovere i limiti e ottenere più funzionalità a costi tutto sommato limitati.