piano di comunicazione aziendale
Comunicazione per aziende: buone idee per il 2022

Alla fine del primo trimestre possiamo fare un primo quadro delle idee più interessanti per la comunicazione per aziende.

Come comunicano le aziende più attente ai cambiamenti di questi anni così imprevedibili e anomali? Quali sono i trend della comunicazione per aziende più in voga del momento? Oggi proveremo a rispondere a queste domande tenendo conto di cosa è avvenuto nel primo trimestre del 2022 e delle novità annunciate sul finire dell’anno precedente, quando le più eminenti fonti di informazione in ambito di comunicazione e marketing hanno stilato la lista delle tendenze a cui tutte le aziende avrebbero dovuto farsi trovare preparate.

Comunicazione aziendale: il ritorno dei valori

Il “ritorno ai valori” era già emerso nel corso del 2021, a seguito degli importanti cambiamenti degli ultimi anni. Dal cambio dei consumi alla rinnovata consapevolezza circa l’importanza di preservare l’ambiente sono emersi alcuni dei temi che analizzeremo qui di seguito e che sono già diventati di tendenza. Vediamo quali sono.

Comunicazione in chiave green

L’era dell’usa e getta e del consumo sfrenato volge al termine. Oggi i consumatori puntano a tutto ciò che impatta meno sull’ambiente per cui le aziende devono necessariamente fare i conti con questa nuova esigenza. Chiaramente questo non significa solamente schierarsi superficialmente a favore della causa ambientale perché i consumatori sono diventati più attenti e severi nel giudicare brand, aziende e organizzazioni. Nel gergo un finto approccio green è definito come green-washing, ovvero come la propensione di talune aziende a mostrarsi interessate all’ambiente solo dal punto di vista pubblicitario e per nulla da quello pratico.

SMS comunicazione

D’altro canto, sposare realmente una causa così importante, significa proiettare l’azienda verso scelte sostenibili che investano il modello di business e le decisioni strategiche. Tradire la fiducia dei consumatori attraverso un’attitudine ambientalista di sola facciata può rivelarsi un vero e proprio disastro economico e di immagine.

Genuinità e spontaneità

Per le stesse ragioni appena evidenziate la comunicazione aziendale, anche quella istituzionale, dovrà scrollarsi di dosso i toni autoreferenziali e seriosi avvicinandosi alle persone attraverso un approccio più spontaneo e genuino.

I consumatori prediligono sempre di più i principi della trasparenza ai costrutti altisonanti, complessi e distanti dalle loro effettive esigenze. Grazie ai social anche i brand più prestigiosi si sono avvicinati alle persone comuni e hanno potuto ascoltarne ambizioni, richieste, critiche e desideri. Questo ha favorito una semplificazione del linguaggio della comunicazione che risulta più efficace quando adotta un tono inclusivo.

L’importanza dei dati nella comunicazione per aziende

Trattando spesso la comunicazione per aziende del comparto tecnologico, sappiamo che Un altro aspetto di tendenza nella comunicazione aziendale è quello che riguarda l’analisi dei dati intesa come occasione ed opportunità di ascolto del sentiment collettivo. Non solo. L’utilizzo di software e di strategie volte ad analizzare l’apprezzamento dei consumatori favorisce il miglioramento della customer experience. Grazie ad un attento ascolto dei dati le aziende possono progettare campagne strategiche predittive, ovvero capaci di anticipare la domanda e proponendo un’offerta più competitiva.

In pratica conoscendo il valore della customer experience attraverso i dati è possibile creare campagne di comunicazione su misura delle persone facendole sentire sempre accolte e ascoltate. Si tratta di un’attività fondamentale per la creazione di contenuti adatti alle aspettative e ai bisogni delle persone che si alimenta proprio grazie ai dati. Questo permette di agire attraverso strategie di comunicazione più efficaci perché fondate sulla certezza matematica ed empirica dei dati.

Contenuti personalizzati

Non dimentichiamo la multicanalità

L’ultimo trend in forte ascesa in ambito di comunicazione per aziende è quello che riguarda il concetto di omnicanalità. Esso fa riferimento ad un nuovo modo di avvicinare le persone ad un’azienda che potremmo considerare come la diretta evoluzione di quello multicanale. Quando parliamo di omnicanalità, infatti, ci riferiamo alla strategia che mira a integrare tutti i punti di contatto tra cliente e azienda, sia offline che online. In precedenza, i brand hanno compreso l’importanza di uniformare la presenza in rete integrando la comunicazione e creando uno stile uniforme su tutte le piattaforme sulle quali erano presenti.

Oggi l’omnicanalità mira a creare la medesima esperienza di acquisto su tutti i canali forniti dal brand e, quindi, l’acquisto in negozio seguirà le medesime logiche di una richiesta di informazioni su un prodotto via chat. Questo significa che tutti i touchpoint di un brand sono perfettamente integrati tra loro e che il cliente fidelizzato viene immediatamente riconosciuto come tale anche quando entra in contatto con il brand tramite un punto vendita diverso da quello a cui ha sempre fatto riferimento. La customer experience, in questo modo, ne uscirà altamente valorizzata facendo sentire il cliente accolto in modo rapido e tempestivo.

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Marketing e tecnologia: un sodalizio sempre più stretto?

Sempre più spesso marketing e tecnologia hanno un legame forte, indispensabile per il successo. Ecco perché.

Fino a qualche anno fa eravamo soliti distinguere il marketing tradizionale da quello digitale, separando nettamente i due approcci perché fondati su metodi e strumenti molto differenti. Ai nostri giorni questa differenza si è assottigliata al punto da non poter essere più distinta: la stragrande maggioranza delle attività di marketing usa  tecnologia e innovazione. Grazie agli strumenti sui quali possiamo contare oggi è possibile pianificare campagne più precise e monitorarle attraverso un approccio scientifico perché fondato per lo più su dati, numeri e trend.

Un tempo, per esempio, facevamo affidamento sulla tiratura di un quotidiano per stimare il numero di persone che avevano potenzialmente visto o sfogliato un annuncio pubblicitario. Oggi, invece, possiamo ottenere panoramiche esaustive e in tempo reale di macro e micro dati grazie ai quali le attività di marketing efficienti e mirate. Ma in che modo marketing e tecnologia procedono di pari passo? Grazie a quali innovazioni si integrano l’uno con l’altra a vantaggio delle aziende? Lo vedremo in questo approfondimento.

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Marketing e tecnologia: la frontiera dell’intelligenza artificiale

Qualche anno fa il concetto di Intelligenza Artificiale suonava come qualcosa di fantascientifico e lontano dalla realtà. Oggi la situazione è completamene ribaltata perché è diventata d’uso piuttosto comune non solo nel marketing ma anche nella vita privata. Difatti chiunque di noi avrà già avuto l’occasione di interagire con robot via chat o tramite il nostro smartphone al quale chiediamo il meteo, le indicazioni stradali o l’ultimo sito web su cui abbiamo navigato.

Stiamo parlando dei cosiddetti “chatbot” o “callbot”, veri e propri robot dotati di Intelligenza Artificiale usati dalle aziende in qualità di assistenti virtuali. Il loro merito, oltre a quello di occuparsi dei clienti come un vero e proprio assistente umano, è quello di migliorare giorno dopo giorno consentendo al team di risorse umane di dedicarsi alla crescita dell’azienda e, quindi, di concentrarsi appieno su altri aspetti strategici. Grazie alle tecnologie di Intelligenza Artificiale gli assistenti virtuali sono capaci di convertire parole in testi scritti, di apprendere in modo automatico le richieste dei clienti e di raffinare, giorno dopo giorno, la qualità dell’assistenza offerta.

I principali campi di applicazione della tecnologia nel marketing

La tecnologia nel marketing oggi viene applicata praticamente ovunque. Possiamo giovare dell’efficienza della tecnologia tanto nel ramo B2C che in quello B2B e per qualsiasi tipologia di attività, campagna o strategia. Vediamo nello specifico quali sono i principali campi di applicazione ed i relativi vantaggi.

Ottimizzazione dei budget

Il primo grande vantaggio delle applicazioni tecnologiche nel marketing risiede nell’ottimizzazione dei budget destinati alle attività di promozione e comunicazione. Gli attuali software di cui dispongono aziende, organizzazioni e liberi professionisti permettono di individuare con una certa precisione il ROI, ovvero il ritorno sull’investimento.

Le attuali campagne di marketing su social e motori di ricerca, peraltro, consentono di pianificare i budget investiti, di arrestare le campagne non performanti e di ottimizzarle in base ai risultati ottenuti. Di conseguenza è possibile procedere con strategie fondate su A/B test grazie alle quali si possono minimizzare i costi maggiorando i profitti.

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Coinvolgimento e visibilità via mail

Le mail sono uno degli strumenti di comunicazione e promozione più popolari per le aziende. Dopotutto si stima che 1 persona su 2 sia solita controllare le mail più di 10 volte al giorno, un dato di rilievo che spinge le aziende a dotarsi di appositi software di automazione e di creazione di funnel di vendita specifici per la posta elettronica. Il potere di conversione di questo mezzo è di elevatissimo potenziale ma, ovviamente, solo se dietro c’è un’attenta pianificazione strategica.

Contenuti e siti web: intrattenere ed informare

La maggior parte delle decisioni di acquisto, oramai, avvengono in rete. Questo non significa che la totalità dei consumatori siano soliti acquistare online ma che la stragrande maggioranza di essi prende decisioni grazie alle informazioni reperite sul web.

Ecco perché i contenuti informativi, divulgativi e di intrattenimento costituiscono la base su cui la maggior parte delle aziende fondano le proprie strategie di marketing. Per farlo ricorrono a software di analisi della domanda e delle ricerche online grazie alle quali creano contenuti sempre più vicini alle esigenze dei consumatori.

Customer experience e fidelizzazione dei clienti

Al giorno d’oggi l’apprezzamento di brand, aziende e organizzazioni non si misura solo dalla qualità di servizi e beni offerti ma da come si prendono cura delle persone con cui entrano in contatto.

Il concetto di customer experience assume una rinnovata centralità dal momento che serve ad attirare nuovi clienti e a fidelizzare quelli già soddisfatti. Per gestire tutto questo le aziende e le organizzazioni si dotano di appositi CRM, ovvero software gestionali grazie ai quali fondano campagne di acquisizione di potenziali clienti altamente profilati.

Sempre più spazio alla creatività

I software automatizzano tutto il ciclo di customer experience, dal primo contatto del cliente alla vendita effettuata, annotando la propensione all’acquisto, i prodotti o i servizi di maggior interesse e le modalità con cui il cliente si informa, valuta le offerte o finalizza l’acquisto. Tutte queste informazioni sono interamente gestite dal software così che il professionista dovrà solamente aggregarle e utilizzarle sapientemente per creare campagne ancora più mirate.

Il sodalizio fra marketing e tecnologia, insomma permette di rendere sempre più automatici i processi, anche quelli a basso valore aggiunto, permettendoci di concentrarci sempre di più sugli aspetti strategici, operativi e creativi del marketing, per risultati sempre migliori.

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Web marketing per PMI – nuove idee per i piccoli business

In Italia le piccole imprese sono numerosissime, per questo c’è sempre più richiesta di web marketing per le PMI.

Le piccole e medie imprese italiane sono una parte importante della nostra economia. Ciascuna con le proprie specificità, con caratteristiche spesso uniche, e spesso caratterizzate da quel tipo di eccellenza artigiana che, in apparenza, ha poco a che fare con il digitale. Il Web marketing per le PMI dovrebbe rispettare queste specifità e traghettarle nel mondo del digitale.

Queste realtà di piccole e medie dimensioni, infatti, hanno sempre agito in un mercato piuttosto locale ma con l’avvento della globalizzazione si sono trovate a dover fare i conti anche con altri mercati.

Per questo hanno dovuto integrare nei loro modelli di business le potenzialità degli investimenti in web marketing, anche alla ricerca di nuovi clienti in aree prima inaccessibili, ma che il mercato globale ha reso più vicine, almeno in termini di business.

Perché è importante il web marketing per le PMI?

La ragione è molto semplice: clienti. È abbastanza ovvio considerare la quantità di potenziali clienti provenienti dal web decisamente maggiore rispetto a quelli che, casualmente, possono passare fisicamente dinanzi la sede fisica di un’impresa.

Abbiamo già visto come usare tecniche di web marketing per le PMI coincida con la possibilità di raggiungere una platea molto più ampia di potenziali acquirenti. Questo vantaggio, tra l’altro, si somma all’utilizzo di strumenti e strategie che, da un punto di vista di costi e benefici, normalmente sono interessanti anche per aziende con volumi d’affari contenuti.

Con le strategie di web marketing, a differenza della pubblicità tradizionale, è possibile quantificare in modo molto più dettagliato il rapporto costi e benefici e, quindi, ottimizzare i budget investiti in pubblicità in base a quanto le PMI sono in grado di investire.

Non solo.

Con il web marketing le PMI possono intercettare la domanda dei potenziali clienti nell’esatto momento in cui questi digitano una ricerca sul proprio smartphone, raggiungendo un marketplace mondiale, rispondendo a domanda anche complesse sul comportamento dei potenziali clienti da tutto il mondo.

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Alcuni consigli generali di web marketing per le PMI

Per le PMI desiderose di portare online il proprio business, piccolo o medio che sia, ci sono una serie di piccoli accorgimenti grazie ai quali velocizzare l’efficacia delle campagne di web marketing. Vediamo quali sono.

1.      Smartphone al primo posto

Per capire l’importanza di questo punto basta pensare a cosa facciamo tutti noi quando cerchiamo capo d’abbigliamento, un bravo idraulico o i supermercati aperti fino a tardi: prendiamo lo smartphone e iniziamo a cercare. Ormai la stragrande maggioranza delle ricerche online avviene via smartphone e questo significa che le strategie di web marketing di una PMI dovranno tenerne conto, sotto vari aspetti tecnici e strategici.

2.     Studiare il mercato intorno

Non c’è strategia senza un’analisi dei competitor, ovvero dei concorrenti che hanno un’azienda simile alla tua e che, magari, sono già qualche passo avanti in materia di investimenti in web marketing. Dopotutto quando cerchiamo un servizio online ci soffermiamo sui primi che compaiono tra i risultati di ricerca. Studiare la concorrenza significa intuire quali sono i fattori decisivi per scalare la pagina dei risultati di Google e farsi trovare prima della concorrenza.

3.     Non sottovalutare i “numeri”

Si sente sempre più parlare di “data analysis” ma pochi comprendono effettivamente il perché. Il punto è che quando avviamo una campagna di web marketing questa ci restituisce un grande insieme di numeri e dati che dobbiamo saper interpretare.

Questi ci indicano il tasso di abbandono di una pagina, le potenziali ragioni per cui un utente ha cliccato su un contenuto, che tipo di persone presta viene attirata dagli annunci e così via.

I dati ci forniscono indizi importanti per ottimizzare le campagne di web marketing e ci avvicinano in modo sempre più accurato a ciò che le persone cercano, desiderano e acquistano.

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Alcune tecniche di web marketing per le PMI semplici e veloci

Il primo punto di partenza di qualsiasi strategia di web marketing, non solo per le PMI, è la ricerca del target di riferimento definito anche come buyer personas o con altre definizioni tecniche che, grossomodo, fanno tutte riferimento a quello che non è altro che il “cliente tipo”.

Il cliente tipo è caratterizzato da una fascia d’età, interessi, una particolare provenienza geografica e tutta una serie di indicazioni generiche che lo legano al bene o al servizio che offri.

Dal cliente tipo alla strategia di web marketing

Una volta chiarito a quale tipologia di persone rivolgere le campagne di web marketing sarà il momento di definire il tono di voce, i canali sui quali comunicare e i budget da investire. Il pubblico di riferimento, quindi, è il primo tassello di un grande puzzle in continua evoluzione verso il miglioramento.

Questo modo di ragionare fornirà indizi importanti su quali social network utilizzare, quali colori scegliere, il tipo di linguaggio da adottare e così via. Pertanto sarà utile per definire se sia più vantaggioso investire in campagne su un particolare social network o definire il design del sito web attraverso particolari elementi grafici.

Dalla strategia di web marketing ai piani di crescita dell’impresa

Infine la strategia servirà a chiarire e definire quali materiali cartacei proporre ai potenziali clienti o quali politiche interne adottare nella gestione del cliente dall’acquisizione alla fidelizzazione. In altre parole web marketing e marketing offline possono integrarsi tra loro per migliorare l’acquisizione di nuovi clienti, fidelizzare quelli già acquisiti e superare la concorrenza.

Content marketing informazioni
Content marketing: le informazioni non bastano più per coinvolgere il pubblico

Nel progettare campagne di content marketing, un errore piuttosto comune è quello di enumerare le informazioni, lasciando parlare solo i dati. Ma non è una buona idea.

La creazione di campagne di content marketing è un lavoro complesso. Prima di tutto perché è necessario conciliare aspetti più strettamente creativi con un approccio più tecnico e razionale, in particolare se la campagna ha anche finalità legate, per esempio, alla SEO o alla condivisione sui social media. 

Poi perché la scelta degli argomenti per sé non è più sufficiente a stabilire il successo di una strategia. Certo, possiamo farci aiutare da altri parametri come il tone of voice o gli obiettivi di comunicazione come Awareness, consideration o Decision, ma quello che qui vogliamo affrontare è un tema ancora più profondo: per quale ragione le persone dovrebbero leggerci, ascoltarci, darci attenzione?

Per rispondere a questa domanda gli aspetti formali del marketing non servono a molto. 

Alle persone i fatti non interessano (più?)

Questa riflessione nasce da un interessante articolo apparso su Content Marketing Institute e che affronta l’argomento in modo decisamente più approfondito. Ne riprendiamo gli aspetti rilevanti, aggiungendo le nostre conclusioni. 

Il punto fondamentale è che molto spesso, nel creare una strategia di content marketing e il conseguente piano di comunicazione, da cui andremo a generare i contenuti, c’è la tendenza a costruire articoli che enumerano o elencano fatti. Che siano dati, specifiche tecniche o ricerche è poco rilevante per la finalità del ragionamento. L’idea, secondo un adagio che esiste anche in italiano, è che i fatti parlano da soli.

In realtà, secondo quanto riporta l’autore, non è quasi mai così, per una serie di ottime ragioni. Riportiamo le principali e alcune nostre considerazioni

Troppe informazioni sono come nessuna informazione

Il primo punto è quello che ciascuno di noi sperimenta come utente sulla propria pelle: oggi siamo sommersi dalle informazioni. Questo da un punto di vista della percezione genera un rumore di fondo da cui è difficile staccarsi, ma ha anche un fondamento per così dire “economico”: l’offerta supera di gran lunga la domanda. Per questo motivo, anche se le informazioni che andremo a fornire sono di qualità, non è detto che riescano a emergere.

Content marketing dati

Non sempre le informazioni da sole costituiscono un vantaggio

Questo vale soprattutto se pensiamo che i dati e le informazioni che ci limitiamo a presentare possano avere una funzione persuasiva o modificare qualche convinzione. Secondo diversi ricercatori è addirittura vero il contrario: sulla base di quello che viene chiamato backfire effect presentare i dati senza accompagnamento contribuisce addirittura a rinforzare le convinzioni pregresse.

Il coinvolgimento è fondamentale

Secondo una interessante ricerca condotta dalla Wharton University, le persone tendono a essere estremamente poco indulgenti nei confronti degli algoritmi, a meno che non abbiano la possibilità di interagire. Insomma, i dati “presentati e basta” sono molto meno persuasivi delle informazioni con cui esiste un certo livello di coinvolgimento.

Proprio il coinvolgimento è la leva sulla quale dobbiamo agire per rivedere le nostre campagne di creazione e gestione dei contenuti.

Come rinnovare una strategia di content marketing

Se prendiamo in analisi le strategie, le idee e i suggerimenti più quotati in particolare in quest’ultimo periodo, è piuttosto semplice trovare alcuni denominatori comuni. Si parla di interazione, di feedback, di community, di customer journey. Che in ultima si possono ricondurre al coinvolgimento delle persone di cui si parlava poco sopra. 

Ma come si raggiunge questo obiettivo? Le strade sono diverse, a seconda del nostro approccio e degli strumenti a disposizione.

Una delle più semplici, perché non richiede strumenti analitici, è la costruzione di esperienze basate sul contenuto. Lo storytelling ha ineluttabilmente fatto il suo tempo, ma l’idea, per esempio, di raccontare un prodotto a partire dalle reali necessità che soddisfa è un esempio molto semplice di un breve customer journey raccontato. 

Content marketing dialogo

Un altro modo, in qualche modo interdisciplinare, è quello di usare i social media per attivare la conversazione, raccogliere le impressioni e usarle come punto di partenza dei contenuti da produrre, andando a rispondere, in modo più o meno dichiarato, alle istanze che nascono in quel contesto.

Infine, se disponiamo di strumenti più analitici, possiamo usarli per raccogliere i bisogni e il sentiment delle persone che gravitano intorno alla nostra realtà e costruire la nostra comunicazione sulla base di questi dando risposte ai bisogni o, meglio ancora, prevedendo quelli che saranno gli interessi del nostro mercato nel prossimo futuro.

aumentare le visite al sito Web
Come aumentare le visite al sito Web: consigli e trucchi

Aumentare le visite al sito Web significa, se abbiamo fatto le cose a modo, aumentare conversioni e opportunità: ecco alcuni trucchi

Oggi lanciare un sito Web per la nostra azienda è piuttosto semplice (se abbiamo le competenze interne) o economico, se dobbiamo affidarci a fornitori e servizi esterni. Questa relativa semplicità però porta una quantità di concorrenza considerevole. Se al mondo infatti esistono, secondo i dati più aggiornati, circa, 1,83 miliardi di siti, l’Italia si difende piuttosto bene: i soli domini .it hanno sfiorato nel 2020 quota 3 milioni e 400 mila (fonte: CNR.it). 

Farsi trovare, con tutta questa concorrenza più o meno agguerrita, non è una passeggiata. Tuttavia esistono diverse opportunità per aumentare le visite al sito Web in modo naturale, cioè senza ricorrere ad artifici che rischiano di lasciare il tempo che trovano. 

Alcuni di questi trucchi sono immediatamente praticabili mentre altri, pur basandosi su concetti semplici, sono più laboriosi nell’applicazione, ma li riportiamo comunque perché vale la pena di prenderli in considerazione almeno come spunti per la nostra strategia.

aumentare le visite al sito Web

Aumentare le visite al sito web: diventiamo il primo posto dove le persone cercano

Fra tutti i consigli di web marketing che possiamo leggere sui manuali o ricevere, questo è senza dubbio il più semplice come idea di base, ma è al contempo uno fra i più laboriosi da mettere in pratica. Il principio è questo: se il nostro sito diventa il primo posto dove le persone cercano informazioni all’interno della nostra nicchia, vinciamo tutto a mani basse. 

Parlando in termini più tecnici si tratta di stabilire la nostra autorevolezza fino al punto di superare anche l’apparente semplicità dei motori di ricerca.

Il rovescio della medaglia è che un principio così semplice in teoria si scontra con una difficoltà considerevole nell’applicazione. A meno che non lavoriamo in una nicchia davvero ridotta, arrivare a quel tipo di autorevolezza significa fare un enorme lavoro sulla credibilità sia dei propri contenuti sia delle persone, che spesso passa per il sito aziendale ma anche per il social media, per la partecipazione a community e alla creazione di materiali aggiuntivi come webinar [link], ebook e così via. 

Anche se non abbiamo una strategia SEO, pensiamo alla SEO

Può sembrare una contraddizione di termini, ma anche se non abbiamo una strategia SEO vera e propria, ci sono alcune buone pratiche e suggerimenti di facile implementazione che possono migliorare le nostre opportunità di essere presenti sui motori di ricerca. Che, come sappiamo, sono sempre il punto di partenza per chi vuole documentarsi su una tematica o avere risposte precise. 

Essere presenti nel modo corretto sui motori di ricerca significa, in ultima analisi, esserci quando le persone cercano prodotti e servizi come il nostro. Perché perdere questa opportunità se abbiamo la possibilità di approfittarne senza troppo sforzo. 

Molte piattaforme per la gestione dei contenuti, per esempio WordPress, offrono plugin e funzionalità gratuite per migliorare il posizionamento SEO del nostro sito. Se poi ci rendiamo conto che i primi sforzi sono remunerativi, potremo sempre strutturare una strategia vera e propria in un secondo tempo.

Riprogettiamo il sito Web

Rifare il sito Internet è un progetto a tutti gli effetti, che può impattare non poco sulla strategia di marketing digitale dell’azienda. Tuttavia, come in qualsiasi altro ramo, produttivo o promozionale, dell’attività, può diventare il momento ideale per rimettersi in discussione e rendersi conto, per esempio, che alcune delle sezioni che servivano durante la prima stesura non sono così necessarie, oppure che la procedura per il contatto commerciale si può semplificare e così via. 

Un restyling del sito Web può diventare anche una buona opportunità di comunicazione, che si può trasformare in una piccola campagna stampa, soprattutto se decidiamo di implementare qualche funzionalità nuova o interessante. L’unico errore da non fare, in questo caso, è fare un restyling “in corsa” con piccole modifiche progressive, e soprattutto non facciamolo passare in sordina. Pianifichiamo il giorno del cambiamento, annunciamolo sui canali social, inviamo comunicati stampa e così via. 

Produciamo contenuti su piattaforme di terze parti

Fra tutte le tecniche per aumentare le visite al sito Web, e in generale per incrementare la visibilità della nostra azienda, quella di produrre contenuti per piattaforme terze è la più controintuitiva. Il primo istinto, in particolare per chi non è così addentro alle meccaniche del web marketing, è chiedersi perché si debba lavorare per produrre contenuti a vantaggio di altri. In realtà, è l’esatto contrario: posizionando bene i nostri contenuti in piattaforme con milioni di utenti, sfrutteremo una cassa di risonanza altrimenti inarrivabile. In genere in questa strategia ci si riferisce alle piattaforme più note, per esempio YouTube per i video, Medium per gli articoli e così via. 

Ma in realtà i risultati saranno ancora migliori se saremo in grado di presidiare eventuali piattaforme o canali particolarmente frequentati dalla nostra nicchia: LinkedIn, Reddit, Vimeo, Quora o Pinterest, tutto dipende dal nostro ambito e dalla tipologia della nostra attività. 

Aggiorniamo e miglioriamo i vecchi contenuti

Al repurposing dei nostri contenuti di qualità abbiamo dedicato un intero articolo qualche tempo fa. In poche parole, è più semplice e più efficace riproporre un contenuto di successo migliorandolo che non costringersi a inventare novità di continuo. Questo, sia in termini di gradimento del pubblico sia in termini più tecnici, per esempio per quanto concerne la SEO. 

L’interazione è fondamentale

Un’altra buona pratica che si perde nella notte dei tempi di Internet e che oggi torna attuale seguendo le nuove tecnologie: l’interazione, se ben gestita, è sempre vantaggiosa. E se oggi il ruolo di strumenti come forum e chat è marginale per non dire inesistente, altri strumenti più potenti ed efficaci come i sondaggi, le interviste e il coinvolgimento degli influencer possono portare al nostro sito, e di conseguenza alla nostra azienda, un importante incremento di visibilità, oltre a fornirci feedback e spunti di discussione, interni ed esterni, per attività future. 

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Come trovare idee per il content marketing

Trovare buone idee per il content marketing non è sempre semplice, soprattutto se la nostra strategia è attiva da qualche tempo. Ecco alcuni spunti per ritrovare freschezza.

La solidità di una strategia si misura anche attraverso la sua consistenza nel tempo. E, come in ogni attività che richieda uno sforzo continuativo, è assolutamente possibile che ciclicamente si abbia l’impressione di perdere di freschezza e di buone trovate per garantire continuità. Trovare idee per il content marketing sempre nuove, sempre efficaci e sempre in linea con la nostra strategia di comunicazione può diventare laborioso, soprattutto se quello della nostra azienda è un ambito verticale e non vogliamo indugiare troppo al di fuori delle nostre competenze.

Di seguito vedremo alcune buone tecniche per aiutarci a ritrovare lo slancio quando siamo alle prese con una strategia di content marketing affaticata e vogliamo riportarla allo splendore originale.

Teniamo d’occhio quello che succede nel nostro ambiente

Genuinfluencer

Uno dei modi più semplici per trovare nuove idee per articoli o approfondimenti è quello di osservare costantemente cosa succede nel nostro settore. Il modo più pratico per farlo è creare una lista di siti da tenere d’occhio e prendere l’abitudine di aprirli periodicamente. 

Possiamo usare un foglio di calcolo, i preferiti del browser o strumenti più specifici, a seconda della nostra comodità. 

Abituiamoci a prendere appunti e segnare le idee che troviamo interessanti. Quello che oggi non può essere approfondito, può essere utilissimo domani. 

Naturalmente, se abbiamo la possibilità di partecipare a eventi, fiere e convegni possiamo fare la stessa cosa dal vivo. Anche in questo caso però è fondamentale annotare le idee, in modo da non perderle successivamente.

Ascoltiamo le persone e chiediamo pareri

Creare un dialogo con la nostra nicchia (di colleghi, competitor, clienti e così via) è già di per sé un ottimo strumento di comunicazione. Ma possiamo sfruttarlo anche per trovare nuovi spunti per la nostra campagna di content marketing.

Anche in questo caso le modalità possono essere le più disparate, dal semplice post sui nostri social media fino alla creazione di veri e propri sondaggi. la scelta dello strumento dipende sostanzialmente dal nostro settore di riferimento e dal tone of voice della nostra comunicazione. Anche qui lo snodo fondamentale è raccogliere le idee in modo strutturato e organizzato, in modo da non disperdere lo sforzo. 

Digital asset management

Partecipiamo alle discussioni già in corso

Gruppi di discussione, forum e social media possono essere una fonte infinita di idee, se sfruttati nel modo corretto. Spesso il lavoro più impegnativo è quello di identificare le community che vale la pena di seguire. Il vantaggio è che possiamo creare una libreria molto interessante anche dedicando all’attività pochi minuti al giorno. 

Inoltre la maggior parte dei social media, grazie ai loro algoritmi, inizieranno a suggerirci contenuti simili a quelli che stiamo seguendo man mano che raffiniamo i nostri interessi. 

Non dimentichiamoci di esplorare anche social meno diffusi in Italia, per esempio Reddit.

Controlliamo i competitor

Osservare come si muovono i nostri competitor è senza dubbio un modo efficace per identificare nuovi punti di vista, idee interessanti e magari anche i risvolti che che ci sono sfuggiti.

Inoltre, osservare le interazioni e il pubblico possono permetterci di spostare il punto di osservazione della nostra campagna di comunicazione. Inoltre, perché no, osservare le iniziative dei competitor con occhio critico ci permette di imparare dai loro errori e migliorare la qualità del nostro messaggio.

Rivalutiamo i contenuti già creati

Abbiamo già parlato di come valorizzare i vecchi contenuti riutilizzandoli, ma possiamo andare oltre. Uno dei modi più pratici ed efficaci per superare i periodi difficili per la nostra campagna di comunicazione è quello di creare articoli di riepilogo, che rimandino in modo semplice e chiaro a quello che abbiamo già fatto. 

Il meccanismo è semplice: classifichiamo il materiale a nostra disposizione, suddividiamolo per argomenti poi troviamo un filo conduttore per una parte dei contenuti. 

Creiamo un articolo, un post o un video che rimandi ai diversi materiali alla luce di questo filo conduttore, magari approfittandone per aggiornare le informazioni o inserire approfondimenti che nella prima stesura non avevano trovato spazio.

Trovare idee per il content marketing: essere curiosi e aperti al mondo è fondamentale

Se vogliamo trovare un tema comune praticamente a tutti i suggerimenti che abbiamo raccontato, senza dubbio è quella di allargare gli orizzonti. Anche rimanendo nei nostri ambiti di competenza, infatti, spesso è sufficiente intraprendere qualcuna delle strade suggerite per renderci conto che ci sono molte più risorse (e idee) di quelle che potevamo immaginare. E che possono dare nuova linfa alla nostra strategia di comunicazione.